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Panoramica d'insieme della Colonia Agricola - Scuola Pratica di Agricoltura, inizi Novecento
[Panoramica d'insieme della Colonia Agricola - Scuola Pratica di Agricoltura, inizi Novecento]

L’Istituto Tecnico Agrario Provinciale “Umberto I”
Andria

di Giuseppe Boccardi


La grave crisi economica

Sommario: — Come venne affrontata la crisi — II Sindacato Provinciale dei Tecnici Agricoli chiede la istituzione di un Istituto Agrario a Bari — Scarso rendimento dell’Azienda e relativi provvedimenti — Dimissioni del Consiglio Direttivo e nomina del Commissario Straordinario Dott. Erminio Randelli, vice Prefetto Ispettore — Creazione della Scuola Secondaria di Avviamento Professionale a tipo agrario e trasformazione della Scuola Pratica di Agricoltura in Scuola Tecnica per Agenti Rurali — Nomina del Dirett. Dott. Michele Giannelli.

Una grave crisi economica si abbatteva intanto su tutti gli Stati del mondo con una disoccupazione tragica anche per i Paesi di florida economia, come l’America.

L’Italia non fu risparmiata da tale sciagura, e dovette ricorrere a pesanti provvedimenti per affrontarla. Con legge N° 1929 vennero ridotti del 12% tutti gli emolumenti. Anche l’Amministrazione Provinciale ridusse tutte le spese, e del 10% anche le rette a pagamento. Si applicavano così le norme di riduzione del 10% degli stipendi di tutti gli impiegati provinciali, i quali non avevano percepito aumenti concessi di recente agli impiegati statali, e ciò per rispondere all’appello del Governo Nazionale. (119)

La festa dell'uva in Andria il 27 settembre 1936     Alunni partecipanti al corteo della festa dell'uva, 1930
[La festa dell'uva in Andria il 27 settembre 1936 - Alunni partecipanti al corteo della festa dell'uva, 1930]

Il Consigliere Carrante propose l’adeguamento della Scuola Pratica di Agricoltura in conformità alle norme dell’ultima legge sull’insegnamento Agrario e ne sollecitava l’Amministrazione Provinciale a provvedere in merito. Il Preside della Provincia, accettando la proposta del dott. Carrante, interessò il Ministro Di Crollalanza perché fosse inclusa la nostra Scuola nell’elenco delle R. Scuole Agrarie Medie. (120)

Il Sindacato Provinciale dei Tecnici Agricoli presentava un ordine del giorno, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 28 agosto 1931, per far sorgere a Bari un Istituto Agrario. Immediate furono le proteste del Consiglio Direttivo presentate al Preside della Provincia, facendo rilevare che l’unica sede per far sorgere un Istituto Agrario era la Scuola Agraria di Andria, per l’esistenza, in loco, di un podere di vasta estensione, oltre agli stabilimenti enologico, oleario e caseario, in operante sviluppo industriale.

Il Comm. Cafaro, in qualità di Consigliere e Vice Podestà di Andria, reclamò l’impianto dell’Istituto Agrario in Andria, sia per trasformare il glorioso Istituto che era meritevole di attenzione, sia perché Andria era il territorio agricolo e industriale più importante della Provincia, al centro della vasta zona agricola del Nord barese. Faceva inoltre rilevare che la creazione di un nuovo Istituto, a Bari, comportava una spesa ragguardevole per l’acquisto di un’azienda agraria e fabbricati da adibire a sede della Istituzione, oltre a tutte le industrie e le attrezzature necessarie per la creazione di un Istituto Tecnico: requisiti già tutti esistenti ad Andria.

Podere ex Ceci. Scasso della zona rocciosa da sistemarsi a terrazzi, 1930     Podere ex Ceci. Scasso della zona rocciosa.
[Podere ex Ceci. Scasso della zona rocciosa da sistemarsi a terrazzi, 1930]

Scasso della zona rocciosa e costruzione dei muri a secco per sistemazione terrazzi, 1931     Scasso della zona rocciosa e costruzione dei muri a secco per sistemazione terrazzi, 1931
[Podere ex Ceci. Scasso della zona rocciosa e costruzione dei muri a secco per sistemazione terrazzi, 1931]

Il Consiglio, solidale con il Comm. Cafaro, scongiurò vivamente il Preside dell’Amministrazione Provinciale affinché non venisse compiuto un atto di grave ingiustizia a danno dell’Istituto di Andria e della Comunità andriese, riconoscendone il contributo dato alla vita della Istituzione. (121)

A causa della crisi economica dilagante in agricoltura e a seguito delle osservazioni del Rettorato della Provincia sullo scarso rendimento dell’Azienda Papparicotta e degli altri poderi gestiti dall’Istituto, il Consiglio Direttivo decise di avviare un nuovo indirizzo nella gestione dei poderi. Il basso rendimento era dovuto ai forti ribassi dei prezzi dei prodotti agricoli, mentre i costi dei concimi, macchine, attrezzi e manodopera avevano subito scarse diminuzioni.

Si stabiliva perciò di estendere le colture erbacee ed arboree solo alla quarta parte dei terreni con indirizzo tecnico-sperimentale ed effettuando una razionale coltivazione dei campi. Il rimanente della superficie si adeguava alla conduzione praticata dai buoni agricoltori locali. Si sospendeva il lavoro straordinario di miglioramento, eccetto quello in corso nel podere ex Ceci di sistemazione a terrazze, e già in via di espletamento. Si disponeva infine di utilizzare maggiormente le prestazioni degli alunni, con una media di quattro ore di lavoro al giorno onde limitare l’assunzione di manodopera avventizia.

Con questi nuovi indirizzi si dava ai poderi una funzione economica, didattica per gli alunni ed esemplare per gli agricoltori della zona. (122)

Dopo questi provvedimenti, era però necessario completare nell’anno 1932 il progetto di sistemazione generale dell’Istituto, come previsto dal bilancio di previsione, regolarmente approvato dal Rettorato della Provincia. I lavori riguardavano: l’impianto della condottura di acqua del Sele sino alla sede di S. M. dei Miracoli; quello dei bagni e della palestra ginnica; l’acquisto inoltre di attrezzature per i gabinetti scientifici, l’ammodernamento di macchine per la cantina, l’oleificio e il caseificio, l’impianto infine di un piccolo allevamento di animali da cortile.

Il Consiglio Direttivo, alla luce di quanto era stato programmato, procedette all’acquisto di piantoni di peri e peschi per la creazione di un frutteto sui terrazzamenti del podere ex Ceci e di 600 piantoni di oleastro da consociare, nel vigneto a mezzadria. (123)

Erpicatura, 1930     Semina del frumento. 1930
[Erpicatura - Semina del frumento. 1930]

Il Dott. Carrante lasciò la Direzione della Cattedra Ambulante dell’Agricoltura per assumere quella di Salerno a seguito di concorso; perciò si dimise da Consigliere della Colonia, sostituito dal Prof. Raffaele Pastore, subentrato così alla Cattedra Ambulante di Bari. (124)

Si presero trattative con l’Ente Acquedotto Pugliese per la costruzione della conduttura dell’acqua dall’abitato alla Colonia Agricola. Per i lavori di allacciamento l’Ente aveva chiesto £ 78.000 a carico dell’Istituto e 38.000 a carico dei Frati Agostiniani. La spesa era rilevante, per cui fu chiesto al Comune un congruo contributo e una revisione dei costi all’Ente Acquedotto. (125)

Mentre si dava il via a queste esigenze improrogabili ed essenziali per la vita della Istituzione, il Preside della Provincia, a seguito del bilancio limitato, invitava il Consiglio Direttivo a modificare gli stanziamenti preventivi per l’anno 1932 e a contenere le spese nei limiti del contributo di £ 180.000 da parte della Provincia.

La forte riduzione doveva essere colmata con le maggiori rendite dei terreni, delle industrie e delle rette degli alunni a posto pagante, il cui costo non doveva superare £ 3000 annue.

Le decisioni del Rettorato Provinciale si rivelarono un grave colpo per il piano di riordinamento dell’Istituto, in considerazione, anche, che diversi lavori già intrapresi erano stati previsti dal bilancio del 1931 e lo stesso Rettorato li aveva approvati con un contributo straordinario. Per quelle limitazioni non era più possibile attuare la trasformazione generale che veniva richiesta dalla stessa Provincia. Le decisioni da prendere, dopo un lungo dibattito vennero rimandate ad una riunione Consigliare da effettuarsi nei tempi più brevi. Al Direttore si fece obbligo di sospendere ogni pagamento straordinario: per le stesse spese ordinarie occorreva anche l’autorizzazione da parte del Consigliere Delegato, Comm. Cafaro. (126)

Ripetutamente furono invitati i Consiglieri per le definitive decisioni da trasmettere al Preside dell’Amministrazione Provinciale, ma tutti i componenti disertarono le riunioni; il 9 febbraio 1932 vennero perciò comunicate al Preside della Provincia le dimissioni di tutto il Consiglio; al Comm. Cafaro fu affidata l’ordinaria amministrazione. (127)

Il 18 marzo fu nominato Commissario Straordinario il Comm. Dott. Erminio Randelli, Vice Prefetto Ispettore, assistito dall’avvocato Domenico Cifarelli, segretario di lª classe dell’Amministrazione Provinciale. Primi provvedimenti furono i pagamenti delle diverse fatture sospesi dal Consiglio Direttivo dimissionario. Per la riduzione richiesta dall’Amministrazione Provinciale, venne soppressa la lavorazione casearia e la somministrazione del latte come alimentazione agli allievi. Fu deciso un miglioramento del vitto, specialmente per i giovani sottoposti a maggiori fatiche nei lavori dei campi; si somministrava vino a bassa gradazione nei giorni festivi e il giovedì, (128) licenziati 16 impiegati e salariati con nomina provvisoria; altri provvedimenti riguardarono l’aumento, da £ 1080 a £ 2000, delle rette di mantenimento. Venne richiesta una maggiore vigilanza disciplinare da parte degli Istitutori e Maestri con la loro presenza in ogni camerata, anche durante le ore notturne, per evitare le gravi mancanze disciplinari verificatesi da parte di alcuni alunni dell’Istituto e per questo allontanati dalla Scuola.

Il vecchio refettorio, anno 1931     Uno dei vecchi dormitori, sino al 1932
[Il vecchio refettorio, anno 1931 - Uno dei vecchi dormitori, sino al 1932]

A seguito delle dimissioni del Consiglio Direttivo, motivati dal mancato riordinamento dell’Istituto, il Direttore Prof. Michele Sinisi presentò le dimissioni dal posto di Direttore Generale, riservandosi quello di Direttore della sola parte didattica e ciò per facilitare l’Amministrazione Commissariale nell’effettuare la riforma voluta dal Consiglio Provinciale.

Per attuare le direttive chieste dalla Provincia ed eliminare l’aggravio di spese degli alunni soggetti all’obbligo dell’istruzione elementare, ma non adibiti alle coltivazioni dei poderi per la loro età, il Commissario prese accordi con la Scuola Agraria F. Gigante di Alberobello per il trasferimento di trenta giovani a partire dall’anno scolastico 1932-1933. (129)

In virtù della legge N°8 del 7 gennaio 1929 e del R.D. n°491 del 15 maggio 1933 riguardanti l’Istruzione Tecnica Governativa e la creazione della nuova Scuola Secondaria di Avviamento Professionale, il Ministero dell’Educazione Nazionale chiese notizie dell’Istituto nell’intento di istituire una scuola di Avviamento Professionale Agricola. Su indicazione dello stesso Ministero, l’Amministrazione Provinciale chiese l’istituzione della Scuola di Avviamento Professionale a tipo Agrario costituito a corsi triennali: contemporaneamente, la vecchia e gloriosa Scuola Pratica di Agricoltura dell’Istituto di Andria veniva trasformata in Scuola Tecnica Agraria, della durata di un biennio. Si dava così ai giovani la possibilità di proseguire un corso organico di studi: dalle Scuole Elementari all’Avviamento professionale e alla Scuola Tecnica: dopo 10 anni di studio, si conseguiva il titolo di Agente Rurale.

La Scuola Tecnica Agraria non era solo denominazione: veniva cambiata anche la qualificazione degli studi nella loro durata e i programmi di insegnamento per il conseguimento del titolo di Agente Rurale. La vecchia Scuola non conferiva un diploma: il nuovo titolo avviava ora alla libera professione, come esercizio qualificato nelle aziende agrarie e di collaboratori dei Dottori in Scienze Agrarie e dei Periti Agrari.

Furono molti i giovani provenienti dalle diverse scuole di Avviamento che affluirono in Andria, attratti principalmente dalla possibilità di conseguire il titolo di Agente Rurale. Nel 1935 venne istituito il posto di Economo dell’Istituto; bandito il concorso venne nominato il vincitore nella persona di Mario Matera.

Nello stesso anno, a seguito dello sviluppo dell’attività zootecnica, venne costruito dalla Ditta Safiz di Milano un silos da foraggio a Papparicotta.

Nel 1936 prese la Direzione dell’Istituto il Dott. Michele Giannelli, di Altamura; nello stesso anno venne impiantato il nuovo Oleificio.

Prof. Michele Giannelli (05/1936-02/1957)     Oleificio dell'Istituto     Silos a Papparicotta
[Prof. Dott. Michele Giannelli (05/1936-02/1957) - Oleificio dell'Istituto - Silos a Papparicotta]

[da “L’Istituto Tecnico Agrario Provinciale “Umberto I” — Andria”, di G. Boccardi, tip Zema, Bari, 2004, pp.67-76]


NOTE

(119) R.D.C., IX, N° 224 del 2 dicembre 1930, pag. 60.

(120) R.D.C., IX, N° 226 del 5 giugno 1931, pagg. 69, 77-78.

(121) R.D.C., IX, N° 226 del 5 giugno 1931, pagg. 77-78.

(122) R.D.C., IX, N° 229 del 29 ottobre 1931, pag. 91.

(123) R.D.C., IX, N° 231 del 31 dicembre 1931, pag. 106.

(124) R.D.C., IX, N° 231 del 31 dicembre 1931, pag. 98.

(125) R.D.C., IX, N° 231 del 31 dicembre 1931, pag. 107.

(126) R.D.C., IX, N° 126 del 29 dicembre 1931, pagg. 111-112.

(127) R.D.C., IX, N° 236 del 9 luglio 1932, pag. 116.

(128) R.D.C., IX, N° 237 del 28 aprile 1932, pagg. 119-120.

(129) R.D.C., IX, N° 244 del 28 aprile 1932, pagg. 143-144.