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[manoscritto - foglio 33, verso]
[traslitterazione in caratteri stampati]


mandavit
reduci ad
dictum nu=
merum.
Cura tamen
præiudicium
participandiũ,
ac præsentim
Diaconi Ioan=
ne Laurentii
______, et
subdiaconi
___________
________ in re=
liquis quo ad
___________
___________
___________
___________
____________
_ Questa parti=
cola si trova re=
gistrata ne' sta=
tuti di essa chiesa
e nel libro della
Colleg.a dagli atti
della S. Visita a
di questo Vescovo
____ per mano
del Publico Notaio
Pompilio de Risis
nell'anno 1603
ad 24 8brē, dal
proprio originale
che si conserva
nella Curia del
____ e dall'
ora in poi quel
____ dura
l'osservanza.
Parendo a codesto Capitolo. e clero di S. Nicola, che il luogo assignatoli
per ordine della S. C. nel coro della Cattedrale, riesca incõmodo, ed indecēte,
domandano licenza d'abbellirlo, e fabricarvi nuovi inginocchiatoi
a spese loro, anche per fuggir l'occasione delle contese col Capitolo della
Cattedrale; Perciò sarà bene, che V. S. visto il luogo, e sentite le ragioni
dell'una, e l'altra parte, mi riferisca ciocche giudicarà piu espediente
di fare: che così anno ordinato questi Illist.i miei Sig.ri. E Dio la contēti.
Di Roma a 6 di Agosto 1602 = D. V. S. come Fratello = Il Cardin.e di Firenze.
Si trasmette per tanto dal Vescovo la Relaz.e, e parere richiestoli dalla S.C., e
questa con nuovo rescritto dà l'ultimo suo ordine in tal forma. Illust.o
e m.to Revērd.o Sig.e
come Fratello = La S.C. rimette all'arbitrio, e prudenza
di V.S. il concedere al Capitolo della Collegg.a di S. Nicola di codesta Città
di abbellire il suo Banco, che tiene nella Chiesa Cattedrale, il quale stà
di presente scommodo, e poco decente: e ciò non ostante, che il Capitolo
della Cattedrale non sia per assentirci, supponendosi, che non vi abbia
interesse alcuno, purchè l'abbilimento non sia fatto ad emulazione,
che ne possa venire scandalo, non si faccia alteraz.e del luogo, ne
meno si ecceda nell'abbellirlo il modo conveniente alla chiesa; ma
se ella potesse indurli a fare ciò d'accordo, sarebbe meglio; ne potrà
però trattare, e colla destrezza sua superare le difficultà, che vi sono.
E Dio la contenti.Di Roma le 25 d'Ottobre 1602.Come Frat.lo Il Card.le di Firēze.
   Quanto inutilm.e il Vescovo profittato avesse in comporre tali di=
scordie fra questi due cleri, si argomenta dall'ultima lettera che sie=
gue, trasmessa dalla S.C. al pred.o Prelato, con  la quale definitivam.e
dà termine a' tanti piati: ella è la seguente: Ill.o e m.o Rēdo Sign.e
come Fratello = Poichè è stato risoluto, come V.S. avrà visto dalla
lettera scrittale, che al Capitolo di S. Nicola di codesta Città dovesse esser
permesso d'accommodare un Banco da sedere nella Chiesa Cattedrale,
non pare, che se li debba impedire, che non possino essi farlo a spese loro,
e non il Capitolo della Cattedrale. Onde V.S. si contentarà d'ordinare, che
in ciò non siano impediti; e che li sia lecito ancora di mettere sul me=
desimo Banco Iscrizione, o altro segno, che dinoti, sia il loro. Così le pia=
cerà d'eseguire, e Dio la contenti. Di Roma a 14 di Genn.o 1603. D.V. come
Fratello. Il Cardinal di Firenze. Publicata, ed intimata dal Vescovo
quest'ultima lettera, non si vide la Cattedrale piu in stato di contra=
dire, il Vescovo di non far eseguire gli ordini supremi, ed il Colleg.o
di non metter mano subito alla costruzz.e del Banco, si che finito
non si fosse ad un tratto. Egli fatto fabricare ad uso di coro, co' suoi in=
ginocchiatoi d'avanti, vi fe' sopra porre lo stēma del colleggio tutto indo=
rato, ed a piè dello stema la Iscrizione a lettere d'oro = Itapensis[?] Colleg=
giatæ Ecclesiæ S. Nicolai ex decreto Sacræ Congregationis. Questo appa=
rato cotanto pomposo riusciva come un spettacolo funesto al ciglio de'
Preti della Cattedrale, che sebbene non li mosse a demolirlo, per timore
di pena maggiore, non quietossi però l'amarezza del cuore, che spesso
e sovente li destava a minaccie, ed altri tentativi. A questo insapore s'ac=
coppiava