Il Monastero ceduto al Comune, registrazione 1913

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Premessa

Questo documento (integralmente trascritto da una copia dell'originale dattiloscritto) insieme ad altri citati nelle pagine dedicate al Monastero delle Benedettine di Andria, proviene da una accurata, onerosa e proficua ricerca svolta dall'arch. Rosangela Laera presso l'Archivio Comunale e l'archivio della Sovrintendenza per i Beni Architettonici.
Quanto è scritto tra parentesi quadre non è nel documento, ma è aggiunto dal redattore di questa pagina.

Il documento è redatto sulle 4 pagine numerate di un foglio di carta bollata.


[Il Monastero ceduto al Comune, registrazione del 2 settembre 1913.]

L'anno Millenovecentotredici, il giorno Due settembre, sul fabbricato del Monastero delle Benedettine di Andria.

Il Sig.Carbone Pietro, Ricevitore del Registro di Andria, nella rappresentanza del Fondo Culto per le facoltà ricevute dall'Onorevole Intendenza di Finanza di Bari con nota del 23 agosto 1913, N.2314 dichiarava di immettere, come infatti ha immesso, il R° Commissario Sig. Scardi Cav. Antonio, che accetta nella rappresentanza del Comune di Andria, sul materiale e definitivo possesso del fabbricato dell'ex Monastero delle Benedettine, sito in questa Città alle strade Via Duomo, Via De Anellis e Via Gammarrota ed in attacco alla Chiesa con accessiome aperta al Culto; del quale Monastero il Comune si rese cessionario con atto per Notar Guglielmi del 20 giugno 1896.

La Chiesa, poi, accanto al suddetto Monastero, con le sue accessioni, continuerà a rimanere aperta al Culto ed essere ufficiata, come si è sempre praticato; ed il reverendo Arciprete Parroco della Cattedrale Canonico Pomo Felice fu Nicola, nella cui giurisdizione si trova detta Chiesa, assume l'obbligo di sopportare le spese di Culto e di manutenzione e di continuare a rappresentare e custodire la ripetuta Chiesa con le sue accessioni e dipendenze, e che trovansi bene delineate e divise dal Monastero, consegnato al Comune, eseguendosi le chiusure di comunicazione fra cinque giorni da oggi a spese del Comune.

Lo stesso Sig. Arciprete dichiara di tenere presso di sè e si obbliga di custodire i seguenti mobili ed arredi sacri:

[Mobili e Arredi sacri] £.
TOTALE £. 1502,50
1) Parato violaceo damascato su gallone di colore giallo del valore di £. 30.=
2) Parato bianco damascato gallonato di cotone giallo £. 10.=
3) Parato nero uso seta damascata £. 10.=
4) N. 12 candelieri di ottone £. 12.=
5) Palme in ottone con giarre N° 12 £. 18.=
6) Due Crocifissi in legno £. 8.=
7) N° 6 carte gloria £. 3.=
8) Pulpito in legno noce scolpito £. 70.=
9) N°5 quadri con immagini di santi di varie grandezze £. 5.=
10) N.8 candelieri a braccioli £. 12.=
11) N°4 campanelli £. 2.=
12) N.6 palme in ottone con giarre £. 6.=
13) N.12 candelieri d'ottone £. 6.=
14) N.6 candelieri di legno dorato £. 9.=
15) N.3 carte gloria £. 1.50
16) N.3 portelli d'argento £. 60.=
17) Un calice di metallo inargentato £. 20.=
18) N. 29 stalli di legno abete nel refettorio £. 30.=
19) N. 4 grandi tavoli di castagno £. 20.=
20) N. 4 quadri con immagini di santi £. 4.=
21) Un crocifisso di legno £. 5.=
22) Due candelieri d'ottone a quattro becchi £. 10.=
23) Un orologio sul corridoio £. 15.=
24) N. 30 stalli a 2 riparti nel coro £. 150.=
25) Un organo antico riccamente decorato £. 200.=
26) Due quadri con l'immagine di S. Anna £. 10.=
27) Un crocifisso al naturale £. 5.=
28) Due scarabattoli £. 10.=
29) Due campane di bronzo di circa 3 quintali fuse nel 1825 £. 700.=
30) Tavolo a due ripiani nella sagrestia £. 10.=
31) Due tavolini £. 8.=
32) Due Scarabattoli £. 8.=
33) Parato rosso di seta gallonata con fiori verdi e celesti £. 40.=

Si obbliga pure il Sig. Arciprete di rispettare ed aver cura della chiesa, cbe dovrà essere tal quale conservata con le sue facciate esterne con la chiostra e coi loggiati.

Simile obbligazione assume il Cav. Scardi per quanto riguarda le facciate esterne del Monastero, facciate che non debbono subire alterazioni di linee e manomissioni di sorta sia con apertura di vani nuovi che di altri consimili adattamenti.

E poichè il Cav. Scardi si è rifiutato di assumere la consegna e la custodia di oggetti d'arte, trovandosi i medesimi nei locali della Chiesa e sue dipendenze, così tale consegna e custodia viene assunta dal Sig. Arciprete Pomo.

I detti oggetti sono:

  • Grate del 1° e 2° parlatoio;
  • Seggiolone in legno con spalliera e bracciali sito nel 2° parlatoio;
  • Stipo a due portelli nel corridoio delle grate;
  • Spinetta del 1820, sita nell'ambulatorio delle grate;
  • Organo a cassa decorato sito nel coretto, epoca 1736 dell'organaro Tommaso De Martino Napoletano e della R. Cappella di S. Maestà.
  • Testa della Madonna orante di autore ignoto, sita nell'ambulatorio delle grate, epoca, secolo scorso.
  • scarabattolo e statua in legno di Cristo caduto sotto il peso della croce, sito nell'ambulatorio delle grate, autore ignoto, epoca 1700;
  • Tavola di scuola bizantina - benedettina, sita nell'ambulatorio delle grate, autore ignoto, epoca 1100;
  • Scarabattolo e tavolino in legno scolpito, sito nell'ambulatorio delle grate, autore ignoto, epoca 1700.

Si obbliga inoltre il Cav. Scardi nella sua espressa qualità di osservare le prescrizioni che saranno stabilite dalla Regia Sopraintendenza ai Monumenti nell'adattamento al nuovo servizio dei locali del Monastero.

Tutte le spese del presente sono a carico del Comune.

Il presente verbale sarà trasmesso all'Onorevole Intendenza di Finanza di Bari per la prescritta superiore approvazione.

Fatto in triplice esemplare che letto e confermato viene sottoscritto da tutti gli intervenuti e dai testimoni idonei
Signori Amocato Antonio Dell'Olio di Nicola e Tota Raffaele fu Giuseppe domiciliato e residente in Andria;
Antonio Scardi;
Arciprete Felice Pomo;
Pietro Carbone;
Dell'Olio Antonio di Nicola teste;
Raffaele Tota fu Giuseppe teste;