la navata

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ingresso  navata
Gran parte delle foto sono del 1999, in visita di studio con la scuola "Don Bosco Santo" di Andria, guidati da Don Riccardo Agresti

La navata

Entrando dalla porta d'ingresso, aperta nella parete destra della chiesa e quindi laterale rispetto allo sviluppo dell'unica navata, lo sguardo si posa su un'edicola (probabilmente di fine ottocento - inizi del novecento) che nel suo incavo offre ai fedeli un insieme discreto di statue rappresentanti una crocifissione.
Similmente a questa minuscola cappella, tutta la chiesa presenta analoga architettura lungo ambedue le pareti laterali, probabilmente con il duplice scopo di consolidare i muri e ricavare contemporaneamente plurime occasioni di culto.

Se si volge lo sguardo al soffitto lo si scopre essere in un unico corpo di roccia calcarea di media consistenza (un calcarenile piuttosto compatto e duro) nelle cui fessurazioni biancheggia il carbonato di calcio che, gią molto prima che la grotta fosse allargata dai primi fruitori, aveva cicatrizzato il masso.
La notevole commistione di grigi evidenzia la presenza di una elevata quantitą di carbonato di magnesio e scarso arenile, il che conferisce alla roccia maggior durezza e compattezza.

č opportuno sedersi un attimo per cogliere quanto sfugge a uno sguardo frettoloso in cerca di forti emozioni.
Si potrebbe cosģ vedere al di lą delle sovrastrutture l'antro spogliarsi dei fronzoli e rimpicciolirsi, tornare a misura di cella cenobitica o, pił probabilmente, di chiesa rupestre primieramente utilizzata come punto di preghiera tra gli arcosoli scavati nelle circostanti grotte, ... e affievolerndo le luci, come simulato nella sottostante foto, sentire le preci in compagnia dei fedeli e dell'officiante sotto la croce, al vespro domenicale.

la navata

Esaltante ritorna la luce riflessa dalla crocifissione, l'austero dipinto che dą senso alle preci di chi prono s'attarda a rivivere con fede gli ultimi attimi di vita del Cristo.
Tutto allora sembra confluire alla Croce donde ogni cristiano discende rivitalizzato da spirito nuovo, di misericordia e perdono.

L'ultimo arco semiellittico della navata divide la parte antica della chiesa da quella pił nuova, sul fondo.

La navata vista dal presbiterio

Totalmente rinnovata appare dal presbiterio la parete di fondo, che ospita una piccola nicchia con la statua della Madonna di Lourdes e i due piccoli riquadri intermedi della via crucis.

Mons. Triveri nella sua visita pastorale del 18 dicembre del 1694 vede su questa parete di fondo della chiesa un altare dedicato a S. Cecilia:
"... duo adsunt Altaria unũ sub titulo S.[anctissi]mi Crucifixi in cap.[it]e alterũ sub titulo S. Cecilię in finem eccl.[esi]ę ita ut se invicem directe respicić[n]t."
Poichč il Vescovo ritiene indecorosa la posizione di tale altare ne decide la demolizione, ordinando di conservare il materiale asportato e porre il dipinto di S. Cecilia sull'altare del Crocifisso: "Quod cũ nimis indecens sit quod unũ altare contra aliud ex diametro opponatur, Altare S. Cecilię demoliatur, et lapides in loco decenti conserventur tabula verņ S. Cecilię ponatur ad Alt.[ar]e Crucifixi, hoc in omnibus decentius ornetur"