il piano nobile di Pasquale Spagnoletti nel primo Novecento

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Il Palazzo Ducale nel primo Novecento

Il PIANO NOBILE con ingresso da Piazza Catuma

a fine Ottocento adattato da Pasquale Spagnoletti a sua residenza

Pianta del piano nobile del Palazzo ducale nella carta topografica della Città, primo '900
[Pianta del piano nobile del Palazzo ducale nel primo '900, in un particolare della ottocentesca carta topografica della Città
elab. elettr. su rilievi effettuati dall'Arch. Grazia Maria Roberto (pubblicate nel testo citato)]


[I 2 stemmi, Spagnoletti e Zeuli, nella volta dell'ingresso
foto di S. Di Tommaso 2006]

Quando i due fratelli Onofrio e Pasquale Spagnoletti nel 1862 acquistarono il Palazzo Ducale dei Carafa (come s’è già parlato nella relativa sezione) a Don Pasquale toccò la parte confinante con Piazza Catuma, la Cattedrale e Largo La Corte [cioè le parti del palazzo che nella soprastante piantina sono colorate in celeste, e quelle del cortile qui colorate in un verdino più scuro].

Poiché tale parte del palazzo non aveva un ingresso opportuno per accedere agli appartamenti, ma solo un accesso allo stallone ed altri secondari, Don Pasquale demolì la parte Nord del Palazzo, prospiciente su Piazza Catuma, eliminando il detto stallone, il supportico e, purtroppo, il soprastante pregevole giardino pensile con il terrazzo delle cucine; in tale zona realizzò il suo portale di accesso, prestigioso e simile a quello già esistente in via Vaglio, dotandolo di piccolo cortile e di ampio scalone risalente alla parte del piano superiore edificata ex novo, rispettando l’estetica d’insieme del complesso.

Nella volta a botte dell'androne di accesso (2ª foto sotto) sono riprodotti a rilievo gli stemmi delle due famiglie Spagnoletti e Zeuli (foto a lato).
Lo stemma degli Spagnoletti evidenzia in uno scudo sormontato da corona di conte (terminante con sedici perle di cui nove visibili), un destrocherio armato al naturale, movente dal fianco sinistro, impugnante una spada, alta in palo e addestrata da una cometa, ondeggiante in palo;
quello degli Zeuli presenta un'armatura composta da due elmi, una lancia ed una spada incrociate, aventi al centro una corazza sulla quale è raffigurata un'aquila austriaca le cui due teste supportano una corona castrense.

Il portale, il cortiletto e lo scalone costruiti da Pasquale Spagnoletti nella 2^ metà dell'Ottocento
[Il portale su Piazza Catuma ed il relativo androne, il cortiletto col passaggio all’antico cortile e il nuovo scalone, costruiti da Pasquale Spagnoletti nella seconda metà dell’Ottocento - elab. elettr. su foto Sabino Di Tommaso, 2006]

Nelle due foto di destra sopra riprodotte si vede il cortiletto con l’accesso allo scalone principale edificati da Don Pasquale; da detto cortiletto poi, attraverso un passaggio coperto costruito sul lato nord del vecchio cortile (che in tal modo fu ristretto) si perveniva all’antico corpo-scala. In tal modo il nuovo scalone era essenzialmente padronale e per gli ospiti, in quanto dava accesso al salone, ai vari salotti ed allo studio; l’antica scalinata diveniva prevalentemente di servizio, poiché dava adito alle cucine, alla sala da pranzo e agli ambienti annessi, nonché alla veranda coperta con ampio e luminoso affaccio sul vecchio cortile.

Lo scalone padronale con ingresso da Piazza Catuma
[Particolari dello scalone padronale con accesso da Piazza Catuma: il ballatoio d’ingresso, le prime rampe, particolare della ringhiera ferrea - elab. elettr. su foto Sabino Di Tommaso, 2006]

Lo scalone edificato nella seconda metà dell'Ottocento, che dal piccolo cortile interno ascende al piano nobile, presenta sull’ingresso un elegante ballatoio con una parete ricurva sormontata da una sezione di calotta sferica scanalata a conchiglia; il vano di detta parete ricurva ospita una vera di pozzo in marmo bianco a forma di bicchiere intagliato con profonde baccellature ed un bordo plurifasciato.
Elegante è la ringhiera di ferro della scalinata, la quale supporta pregevoli lampadari primo Novecento ed una targa a forma di stemma con le iniziali S.C. tra loro sovrapposte con la data 1931.

Lo scalone padronale con ingresso da Piazza Catuma
[All'antica scala si perviene attraverso un passaggio coperto e parte dell'antico cortile con pozzo rinascimentale - elab. elettr. su foto Sabino Di Tommaso, 2006]

Per accedere all'antica scala, che appare parzialmente interrata e forse risale all'epoca dei Del Balzo (foto qui sopra a destra), fu edificato nella parte di cortile prospiciente il lato nord della fabbrica un passaggio coperto (successivamente chiuso), che andò a rendere più stretta la superficie sub divo; su tale passaggio coperto fu poi realizzata una veranda coperta (anch'essa poi chiusa, individuabile nella pianta ad inizio pagina).

Il muro divisorio delle proprietà creato nel cortile separa l'elegante pozzo rinascimentale (foto qui sopra a sinistra), presente in questa parte di proprietà di Don Pasquale, dall'adiacente ingresso alla Cappella pubblica, esistente al di là dello stesso nella proprietà di Don Onofrio, come può (virtualmente) vedersi nella foto di centro sopra riprodotta.


I Vestiboli alle Sale di ricevimento [1]

Il vestibolo o adito        particolari della sala d'aspetto
[Il vestibolo e particolari della successiva sala di aspetto - elab. elettr. su foto Sabino Di Tommaso, 2006]

Al termine del grande scalone attraverso un oblungo adito si accede ad una graziosa sala di aspetto, dalla quale è possibile essere immessi in tutti gli altri ambienti di ricevimento come il salottino e la sala di ricevimento, la veranda coperta, lo studiolo - salottino privato, o in altri ambienti privati.
L'arredamento è quello proprio di fine Ottocento - inizi Novecento.
La volta a padiglione è decorata nello stile floreale - Liberty dell'epoca, come può vedersi nella foto su riprodotta a destra:

Don Pasquale Spagnoletti Zeuli     La sala d'aspetto     Donna Francesca Lamonica in Spagnoletti
[Veduta della sala di aspetto e dei quadri di Don Pasquale Spagnoletti Zeuli e Donna Francesca Lamonica in Spagnoletti Sabino Di Tommaso, 2006]

Sulla parete est della sala d'aspetto, presso la porta che immette nel salottino, sono esposti i quadri di Don Pasquale Spagnoletti e della consorte Donna Francesca Lamonica, i progenitori che acquistarono dai Carafa questa parte del palazzo ducale.

Di questi due avi si estraggono le seguenti notizie genealogiche dal sito “geni.com”:

- Pasquale Spagnoletti Zeuli,
• nacque in Andria nel 1809, da Ferdinando Spagnoletti e Mariangela Zeuli, baronessa della Romagna;
• fu fratello di Sebastiano, Francesco Saverio, e di Onofrio [il quale ultimo acquistò l'altra metà di questo palazzo ducale];
• sposò Francesca Lamonica;
• morì in Andria il 28 Luglio 1886.
- Francesca Lamonica,
• nacque in Andria nel 1811, da Vitantonio Lamonica;
• sposò Pasquale Spagnoletti Zeuli;
• morì in Andria il 29 Novembre 1882.



• furono genitori di Emmanuele, Camilla, (Mons.) Sebastiano, Anna Maria, Mariangela e di Ferdinando;

In altre pagine è possibile visitare altri ambienti di questa parte del Palazzo acquistata da Don Pasquale Spagnoletti-Zeuli:
- il salottino e la sala di ricevimento,
- lo studiolo - salottino privato, il salone e una camera padronale;
- la veranda coperta e la contigua sala da pranzo.


NOTE

[1] Per le foto negli interni scattate nel 2006 un ringraziamento particolare è dovuto al prof. Pierluigi Spagnoletti per l'autorizzazione concessa alle riprese ed alla loro pubblicazione a fini esclusivemente culturali su questo sito "andriarte.it".