
[Facciata e portale della Chiesa - elab. elettr. su foto di Sabino Di Tommaso, 03/2005]
Al termine dell’acclivio che dall’antica Porta della Barra sale verso mezzogiorno per poco meno di 500 metri, sul lato sud di una ariosa piazza alberata sorge la Chiesa di Santa Maria Vetere con l’adiacente convento dei Frati Minori. Esternamente nulla conserva delle vestigia medievali.
Per la descrizione del prospetto ci si avvale di quanto scrive mons. Merra nel testo sotto citato, in quanto quasi nulla è cambiato della sua facciata negli ultimi cento anni.
La facciata di questa chiesa, quale è al presente, non ha alcuna bellezza architettonica;
francescanamente semplice.
Vi si apre nel mezzo una gran porta, sormontata da una cornice acuta,
sopra della quale avvi un’ampia finestra, che getta larga onda di luce nel sacro tempio,
illuminato da altre sei grandi finestre.
Il cornicione, che corona l’edifizio, è sormontato
da una croce di ferro; a destra ed a sinistra si elevano la statue di S. Antonio e di S. Pasquale;
nel mezzo, entro una nicchia, vi e quella di S. Francesco inginocchiato.
Si vede manifestatamente non opera del Trecento, quando questa chiesa cominciò
ad essere costruita, ma del secolo passato [il Settecento], allorché per smania di novità nacque
tra noi il barbaro gusto di rimodernare le chiese medioevali!
[tratto da Il Convento e la Chiesa di S. Maria Vetere, in "Monografie Andriesi" di Emmanuele Merra, Tipografia e Libreria Pontificia Mareggiani, Bologna, 1906, Vol I, pp. 383-457]
Nella lunetta del timpano sovrastante la porta d’ingresso alla Chiesa si ammira un affresco realizzato sul finire del Novecento (nel 1992) dalla pittrice andriese Susanna Conversano; il dipinto raffigura quattro frati francescani in adorazione dell’Eucarestia esposta in un ostensorio.
Dalla pagina web “ Il sagrato della Chiesa”, pubblicata nel sito della Parrocchia di Santa Maria Vetere si rileva e si cita la seguente informazione e la foto d'inizio Novecento:
Sulla parete laterale sinistra che affianca la facciata e a pochi metri della porta
una piccola lapide quadrata un tempo occultava una reliquia della porta
di San Giovanni in Laterano, come è riferito dall’iscrizione, ivi scolpita
sopra ed ai lati dell'incisione di una porta.
La reliquia non esisteva più già a metà dell’Ottocento, quanto il Borsella scrive:
Accanto alla porta prima di entrare in Chiesa, vi è una lapidetta di marmo tenendo sculta in mezzo una porta di un tempietto in cui leggesi Aloysius Floridus tulit e Roma anno 1626 Iohannis Lateranensis (supple porta) giacché eravi, che oggi manca, un pezzetto della porta di S. Giovanni Laterano, che baciandosi venivano le persone a guadagnar le indulgenze.
[Tratto da “Andria Sacra” di Giacinto Borsella, edito a cura di Raffaele Sgarra per i tipi di Francesco Rosignoli, 1918, pp. 188-202]

Sul sagrato e a destra di chi guarda il portale d'ingresso alla chiesa si erge una stele di pietra (visibile nella 2ª foto in alto)
sormontata da una croce marmorea avente al centro il trigramma in greco del nome Gesù.
Fu eretta in occasione di una delle ricorrenti Missioni penitenziali svolte in Città
nel Seicento ed è datata sul retro 1683.
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]