Modifiche e restauri dell'esterno

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Panoramica Sud-Ovest, particolare
[Figura 1: Panoramica Sud-Ovest, particolare - foto Sabino Di Tommaso - 2016]

Modifiche e restauri dell'esterno
Alcuni rilievi fotografici e relative considerazioni

Attualmente (03/2026) sul perimetro della Chiesa rupestre di Santa Croce, lungo i lati Nord e Sud e fin quasi ad abbracciare i lati corti Est ed Ovest, corrono due intercapedini coperte da una soletta (panoramica di figura 1) retta da colonne di cemento armato; il piano di calpestio sotterraneo è naturale e i due vani sono mediamente alti m 2,50 circa e larghi variabilmente tra 1 e 2 metri, con alcuni slarghi corrispondenti agli angoli finali, sia presso l’ingresso che dietro l’abside.

Intercapedine Nord verso Ovest, particolare  Intercapedine Nord verso Est, particolare         Intercapedine Sud verso Est, particolare
[Figure 2 e 3: intercapedine Nord verso Ovest (l'ingresso della chiesa) e verso Est (l'abside) - foto Sabino Di Tommaso;    figura 4: Intercapedine Sud verso Est (l'abside e il retro) - foto Rosangela Laera - 11/2025]

Come si può osservare nella figura 2 e nella figura 3 scattate nell’intercapedine Nord e nella figura 4 scattata nell’intercapedine Sud, tali camminamenti sotterranei corrono tra l’attuale parete naturale tufacea della chiesa rupestre e il muretto in pietre, raccogliticce del luogo, cementate tra loro a mo’ di scarpata per trattenere il terrapieno laterale circostante.
La figura 3 (centrale) mostra l'accesso ai resti di una grotta laterale Nord (pressappoco sotto la grotta Nord del superiore sperone roccioso) la quale, come l'altra sul versante Sud (di seguito descritta), oggi presenta una chiusura con alcune file di tufi, i quali forse occludono un primitivo passaggio alla grotta principale ampliata e trasformata in Chiesa.

Premessa storica

È da ricordare che questa Chiesa rupestre emerge attualmente dal suolo adiacente in quanto anticamente, per le esigenze di materiale edile dei residenti, tutt’intorno al luogo sacro fu estratto il masso tufaceo che la inglobava a grotta. La cospicua cavità formatasi intorno alla grotta fu poi colmata con terriccio e resa in tal modo utilizzabile come orto-giardino, erigendo tra il conseguito terrapieno agricolo e la Chiesa un muretto di contenimento e ottenendo un terrazzamento facilmente coltivabile.

Una prima descrizione del luogo che denunzia quanto sopra è del 1892 ad opera di Riccardo Ottavio Spagnoletti, il quale, introducendo le sue “Investigazioni”, scrive:

… tra ‘l ponente e ‘l mezzogiorno della città v'è una strada vicinale, che in una contrada, detta i Lagnoni di Santa Croce, discende dalla collina. A destra di questa strada si vede la stessa collina, ch’è tutta di masso tufaceo, essere stata profondamente tagliata dal dosso al piede, in modo da formare una spianata semicircolare, a figura d’anfiteatro, e del perimetro di 319 metri.

Nel mezzo della spianata fu lasciata integra una gran mole dello stesso tufo, dentro alla quale si vede scavato un oratorio dedicato al culto della croce e denominato di Santa Croce. Il perimetro esteriore di questo bizzarro tempietto è di 90 metri e 70 centimetri. Il taglio della collina fa da ricinto alla spianata nella parte orientale e settentrionale di essa, mentre nel resto s’eleva un rozzo muro artificiale; dal quale sulla strada, si scende nello sprofondamento per via d’una porta sormontata da una rozza croce di legno. Il vigneto dei signori Marziani per otto metri e mezzo pende dalla collina sullo sprofondamento, come su d’un precipizio; mentre a compiere il malinconico quadro di paesaggio rigogliosi ortaggi e lussureggianti piante leguminose stendono sulla spianata come un tappeto verde, dal quale si leva un tetro oliveto …

[tratto da “I Lagnoni e Santa Croce - Investigazioni”, di R. O. Spagnoletti, Tip. del Meridionale, Bari, 1892.]

panoramica esterna nel 1934      panoramica esterna ante restauri
[Figura 5: panoramica del 1934 - foto Antonio Ceccato - Fototeca Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici Puglia - Figura 6: panoramica anterestauri 2ª metà Novecento (foto d'archivio pubblica)]

La foto qui sopra riprodotta (Figura 5), scattata da Antonio Ceccato è catalogata dalla Soprintendenza come ripresa nel 5/1938, ma la stessa identica foto è stampata nel sotto citato testo del Molaioli edito il 3/1934; la foto è quindi da ritenersi non posteriore a marzo del  1934. La figura 6, riprodotta a destra, è una foto precedente i restauri della 2ª metà del Novecento: sul lato destro, Sud, si vede affiorare la siepe di contenimento del terrazzamento.

Poco più che quarant’anni dopo la situazione non è cambiata rispetto ai tempi dello Spagnoletti di fine Ottocento; scrive infatti il Molaioli in una sua relazione su Santa Croce del 1934:

Appena fuori dell’abitato di Andria, nella contrada detta dei Lagnoni, in una massa tufacea di circa cento metri di perimetro ormai quasi da ogni lato frammentariamente isolata e circondata da orti e vigneti (tav. I, A) è scavata la cripta di S. Croce che dovette in antico essere il centro di una serie di grotte e di celle monacali, come può desumersi anche dall’attuale conformazione del terreno circostante e dalle sparse tracce di escavazioni non recenti.

Chiari sono anche i segni di numerose manomissioni e di attentati alla sua integrità: il culto che vi rimase fervidissimo fino a tempi a noi vicini, se la preservò dall’abbandono e da una fatale rovina - ché intorno vi si andò a cavar pietra per lungo tempo - non le risparmiò tuttavia modificazioni varie ed anche sostanziali.

[Testo tratto da “La cripta di Santa Croce in Andria” di Bruno Molajoli, in “Atti e Memorie della Società Magna Grecia Bizantina - Medioevale”, Vol. I., a cura della Società Magna Grecia, Roma, 1934, pp. 5, 25-35, 39.]

Da allora diversi restauri si sono succeduti nel tempo, in particolare negli ultimi decenni; ad essi si fa riferimento nelle varie pagine che illustrano con citazioni ed immagini storiche la Chiesa rupestre, nonché nei relativi documenti allegati.

Lo stato attuale dei luoghi
attraverso alcuni rilievi fotografici

Approfittando degli interventi di manutenzione straordinaria in corso a fine 2025 sotto la direzione dell’arch. Rosangela Laera, il 5 novembre 2025, si è potuti scendere nella suddetta intercapedine perimetrale ed osservare lo stato dei luoghi.

Le immagini qui proposte ed analizzate evidenziano alcuni particolari dell’intercapedine esistente sul due lati della struttura.

Di seguito si analizzano le foto riprese nell’intercapedine Sud, in quanto si ritengono le più interessanti e globalmente significative.

foto dell'intercapedine Sud, ripresa da Sud verso Est (sotto finestra a dx dell'ingresso)         Intercapedine Sud verso Ovest (dx ingresso)
[Figure 7: foto dell'intercapedine Sud, ripresa da Sud verso Est (sotto finestra a dx dell'ingresso);    figura 8: Intercapedine Sud verso Ovest ( dx ingresso) - foto Sabino Di Tommaso - 11/2025]

La foto a sinistra (figura 7) mostra lo slargo presente in corrispondenza della finestra aperta nel 1888 a destra dell’ingresso; si vede la parte murata con tufi cementati immediatamente sotto la soletta e tale opera fa ipotizzare che l’apertura della finestra fosse molto più lunga prima che si realizzasse la copertura dell’intercapedine. Nella parete (a sinistra nella foto) un tubo per rete elettrica, proveniente dal pavimento del vestibolo interno, indica l’intenzione di illuminare anche questa parte esterna attualmente interrata.

La foto a destra (figura 8) mostra in fondo la facciata interna del muretto in tufi esistente esternamente a destra dell’ingresso; inoltre a destra della colonna di cemento, appare l’angolo delle fondazioni in muratura del prospetto della Chiesa, eretto forse nel XIV secolo davanti all’obliquo ingresso naturale a grotta.

Le due foto sottostanti, scattate a poco più di metà percorso della stessa intercapedine Sud, mostrano un cunicolo piuttosto ampio esistente nella parete della navata destra della Chiesa, il cui piano di passaggio era ad oltre mezzo metro dal livello di calpestio sotto l'affresco del ritrovamento della Croce.
Tale cunicolo murato era ancora visibile nel 1938 quando la Soprintendenza dei Beni Culturali effettuò degli accurati rilievi fotografici mediante Antonio Ceccato; molto probabilmente era un passaggio naturale tra le varie grotte del sito, murato (in epoca angioina?) per dar corpo omogeneo alla grotta principale utilizzata come luogo sacro.

Intercapedine Sud verso Est, accesso cunicolo-pozzo   il cunicolo sotto l'affresco del ritrovamento della Croce, foto Soprintendenza
[Figure 9 e 10: foto dell'intercapedine Sud verso Est, accesso ad un cunicolo, e  particolare del cunicolo e bocca pozzo - foto Sabino Di Tommaso, 11/2025
Figura 11 a destra: il cunicolo murato ripreso nel 1938 sotto l'affresco del ritrovamento della Crocee - foto della Soprintendenza]

La foto a sinistra (figura 9) localizza il cunicolo e la sua posizione rispetto al piano terra.
La foto a destra (figura 10) evidenzia due elementi importanti di tale cunicolo: tra l’apertura verso l’esterno e lo sfondo murato esiste una cavità a pozzo che, sommariamente e solo visualmente ispezionata, appare profonda ed ampia non meno di 3 o 4 metri;
lo sfondo murato visibile a fronte fa poi intendere,
(come s'è detto) che a tale profonda cavità c’era contemporaneamente la possibilità di accesso anche dall’interno dell'ampliata grande grotta adibita a Chiesa (figura 11).


Infine si riproducono le immagini (figura 12 e figura 13) dell’attuale strato erboso superficiale del suolo circostante a Nord-Ovest (avanti e a sinistra dell’ingresso) e a Sud (sul lato destro della Chiesa) trattenuto dai muretti di contenimento osservati nelle intercapedini, nonché alcune resudue grotte-cavità esterne.

strato erboso superficiale del suolo circostante
[Figure 12: l’attuale strato erboso del suolo circostante a Nord-Ovest (avanti e a sx - 2016);    figura 13: suolo circostante a Sud (lato dx della Chiesa) - foto Sabino Di Tommaso - 11/2025]

[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]