La chiesa rupestre sulla quale oggi troviamo eretto il santuario della Madonna dell'Altomare era situata sulle pendici della stessa lama nella quale c'era quella di San Vito (e Marco).
Il santuario confina con la chiesa della Madonna del Carmine, mentre un tempo, a
fronte dell'antico accesso, c'era anche la chiesetta di Santa Maria La Nuova.
Il sottostante particolare di una mappa del 1825 (rinvenuta nell'archivio di Stato di Trani
da Giulio Cappabianca e da lui pubblicata in
“L'omicidio di Michele Lampo - Misfatti e retroscena nell’Andria del 1815”,
CSL Pegasus edizioni, 2025, pp.182-183) ne mostra la disposizione sul territorio:
l'edificio a sinistra segnato con una croce è S. Maria La Nova,
l'altro ugualmente segnato di fronte ad esso è la chiesa dell'Altomare,
mentre quello grande con la scalinata di accesso raffigura il convento
con la chiesa del Carmine.
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[part. della mappa della zona: Altomare, Carmine e S. Maria La Nova, del 1825 - foto
di Giulio Cappabianca pubblicata nel libro cit.]
Ai tempi del rinvenimento della chiesa rupestre (si stima fosse il 12 maggio 1598, martedì di Pentecoste) per accedere alla grotta che la ospitava si realizzò una scalinata interrata che terminava di fronte alla nicchia con l'affresco di Santa Sofia (la quale santa, per l'evento miracoloso accaduto, fu creduta e venerata come Madonna dell'Alto-mare).
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Le attuali strutture architettoniche, in evidente stile neoclassico,
furono progettate e realizzate da Federico Santacroce negli anni
1875-1877.
Riassumiamo in breve i lavori che profondamente a fine Ottocento modificarono l'impianto esterno della chiesa rupestre,
trasformandola nell'attuale edificio-santuario mariano, utilizzando quanto scrive Teresa D'Avanzo nel testo sotto citato.
... a fine Seicento [dopo un secondo miracolo] ... la cisterna fu così definitivamente trasformata in cappella.
All'esterno vi era soltanto un muro con un ingresso protetto da un cancello da cui si accedeva
alla grotta illuminata da una alta finestra circolare.
Tutto rimase inalterato fino al giorno in cui cominciarono i lavori della nuova chiesa;
grazie alla generosità di Caterina Jannuzzi e Mariangela Spagnoletti e con l'autorizzazione del Consiglio Comunale
ad utilizzare venticinque metri di suolo pubblico si dava l'incarico della direzione dell'opera all'architetto Federico Santacroce
[4].
Il 3 maggio 1875 ebbe inizio la costruzione, affidata al muratore Riccardo Merra; l'opera fu ultimata nel dicembre del 1877.
La chiesa mancava ancora della facciata principale e delle decorazioni intorno all'immagine della Madonna
limitate allo stellario di rame realizzato a Napoli.
Un altro devoto, Bartolomeo Rutigliano, si fece carico delle spese per la costruzione del cappellone di San Giuseppe,
situato nel vestibolo, e della costruzione della facciata, affidando i lavori a Francesco Fuzio,
eseguiti pure sotto la direzione dell'architetto Santacroce.
Risale a questo momento la realizzazione dello scalone che, dal cappellone di S. Giuseppe, immette nella navata.
NOTE (dell'autrice T. D'Avanzo)
[4] Anche l'architetto Santacroce, che nella seconda metà dell'Ottocento trasformò la groptta nella chiesa che oggi conosciamo, offrì gratuitamente la progettazione con la direzione dei lavori. Cfr. T. D'Avanzo, Federico Santacroce, l’attività dell’architetto fra Andria e Barletta, Andria, 1993.
[citazione tratta dal capitolo "L'edificio e la sua storia", di Teresa D'Avanzo, in: Mauro Civita, "Il Santuario della Madonna dell'Altomare in Andria fra storia e restauro, ed altri scritti a cura di Ignazio Carabellese e Teresa D'Avanzo", Sveva Editrice, Andria, 2004, pp. 37-41.]
Le sculture della porta minore e secondaria, esistente sul prospetto del santuario, furono ideate e progettate
per il "Giubileo della Misericordia" 2015-2016 indetto da papa Franvceco;
un insieme di circostanze fecero slittare la realizzazione dell'opera al successivo "Giubileo della Speranza", celebrato del 2025.
Le otto formelle di bronzo, realizzate dallo scultore Luigi Enzo Mattei, furono benedette dal vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi, nella serata del 24 dicembre 2024,
mentre a Roma Papa Francesco apriva la Porta Santa per dare inizio al suddetto Giubileo della Speranza.
Applicate le formelle sulla porta, domenica 23 febbraio 2025 la porta “Misericordiæ Mater” fu
solennemente inaugurata dal Vescovo.
Rileviamo un approfondimento dell'evento da quanto afferma Don Antonio Basile, emerito parroco del Santuario, nell'intervista effettuata dal giornalista Miky Di Corato e pubblicata il 7 marzo 2025 su “ ODYSSEO - navigatori della conoscenza”.
Da tempo il portone centrale del santuario mostrava segni di invecchiamento e parti gravemente ammalorate, per cui si rendeva necessario un intervento di restauro. A conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia (2015-2016) fu chiesto al prof. Luigi E. Mattei, lo scultore già presente in santuario con la Pietà e la Via Crucis, un progetto artistico di restauro del portone, al fine di aiutare devoti e pellegrini in arrivo al santuario dell’Altomare di comprendere facilmente di entrare nella casa della Madonna, la Madre della Misericordia. Il progetto fatto era interessante, ma per difficoltà sopravvenute parve non realizzabile e fu accantonato. Intanto la nuova pitturazione della facciata del santuario rese più urgente l’intervento sul portone grande, restaurato nel 2023 con un risultato più che positivo perché mise in evidenza il prezioso legno, il castagno, usato quando nel 1877 fu completata la costruzione dell’attuale edificio sacro.
… . Restaurato il portone grande, si è reso urgente anche l’intervento sull’altra porta presente in facciata. Le sue dimensioni ridotte hanno fatto subito pensare alla “Porta santa” presente nelle quattro basiliche pontificie in Roma, che si apre solo nell’anno giubilare ogni 25 anni. L’imminenza del Giubileo 2025 ha suggerito di fare presto. Il progetto originario previsto per il portone centrale è stato ridimensionato e adattato alla porta più piccola e il tema della misericordia è stato unito a quello della speranza: le otto formelle di bronzo, opera dello scultore Luigi E. Mattei già presente in santuario con la Pietà e la Via Crucis, sono state benedette nel pomeriggio del 24 dicembre 2024 mentre Papa Francesco apriva la porta santa nella basilica di San Pietro a Roma e dichiarava aperto il Giubileo 2025. Le formelle, poi, sono state attaccate nei lacunari della porta esistente, restaurata e predisposta ad alloggiare i bronzi, dal maestro falegname Vincenzo Saccotelli.
Il prof. Mattei non è uno sconosciuto in Andria, anzi. Nella Cattedrale fu chiamato dal Vescovo Raffaele Calabro e nel 2009 realizzò i tre elementi principali del presbiterio: l’altare, l’ambone e la sede vescovile. Nel santuario dell’Altomare è presente fin dal 2004 con la Pietà, la statua di bronzo che i devoti possono ammirare nel vestibolo appena entrano in santuario; in esso nel 2014 realizzò la Via Crucis, bella e monumentale, benedetta dal Vescovo Calabro nel primo anniversario della elezione di Papa Francesco. Perciò la porta “Misericordiae Mater” che il Vescovo Luigi Mansi ha inaugurato domenica 23 febbraio è la terza grande opera di bronzo che l’artista ha realizzato all’Altomare, quasi a conclusione e completamento di un ciclo scultoreo di notevole importanza artistica e fortemente unitario nel contenuto della fede.
Per inciso si annota che la porta sul lato sinistro del portico della
Basilica
liberiana di Santa Maria Maggiore a Roma
è la sua Porta Santa,
realizzata TERTIO MILLENNIO INEUNTE, durante il pontificato di Giovanni Paolo II
il cui stemma e motto TOTUS TUUS appare centrale nella sommità
della stessa.
I suoi pannelli (donati dall'Ordine
dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme,
come appare anche dagli stemmi presenti sotto i pannelli centrali: l'uno del
cardinale Carlo Furno, allora [1997-2004] arciprete della Basilica,
col motto ARDERE ET LUCERE; l'altro dell'Ordine equestre col motto
DEUS LO VULT)
sono opera dello stesso artista, Luigi Enzo Mattei, che per il giubileo del 2025
ha realizzato le formelle del nostro Santuario dell'Altomare.
I detti pannelli della porta di Santa Maria Maggiore risultano
scolpiti, come si è detto, per il giubileo precedente, del 2001, (infatti sono datati
in basso a destra “a.d. VI id. dec.
MMI in soll. Conceptionis Immaculatae B.M.V.”).
Qui a seguire si riproducono le otto formelle del nostro santuario, per meglio apprezzarle.




[Le otto formelle della porta “Pellegrini di Speranza” - foto di Sabino Di Tommaso, 13/03/2025]
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