Contenuto
Il Cristo benedicente della Cripta: studi (con gli alunni)
Premessa
Abbiamo scelto una serie di
affrechi realizzati nei secoli di dominazione bizantina nel nostro
meridione, nei quali può essere datato il Cristo
benedicente della nostra Chiesa inferiore (detta Cripta del
Redentore) in Cattedrale al fine di
confrontarli e rilevare somiglianze e differenze.
In modo elementare e sommario, con gli alunni (bambini di 10 anni!),
ne abbiamo colto gli stili, le motivazioni storiche e religiose, le
scuole di pensiero e d’arte, arricchendoci nella comprensione delle
linee grafiche, delle coloriture e di alcuni simboli-chiave di lettura.
Confronto con il Cristo della Cripta di San Michele di Altamura.
Il Cristo della Cripta di San
Michele di Altamura, poco lontano dalla nostra città, presenta, ad
esempio, anch’essa la mano benedicente alla greca, il Vangelo aperto
nella sinistra e rifiniture ai bordi degli abiti simili a quelle vicino
al polso del nostro Redentore.
Anche quanto scritto sul libro che reggono con la sinistra è in parte identico.
Leggiamo sul libro del Pantocràtore nel S. Michele di Altamura "EGO SUM LUX MŨDI Q[ui] SEQUITUR ME NÕ ÃBULAT Ĩ TENEBRIS..." [Giov, 8:12];
in quello della cripta della nostra Cattedrale "LUX EGO SUM MUNDI ..."
[Deesis in S. Michele ad Altamura (foto pubblica ripresa nel 2022 da
internet) - Il Cristo benedicente di Andria, foto di Sabino Di
Tommaso,
2006)]
Nota di arricchimento di un esperto
“…
Intorno al 1300 il Salento dava ... luogo a manifestazioni
figurative di stretta referenza bizantina, non arcaizzanti ma in
sintonia con i tempi, motivate dai legami storici che tuttora si
intrecciavano fra l'opposta sponda adriatica e i centri monastici
pugliesi di lingua e di liturgia greca.
“ … … … .
Più a nord, in terra di Bari, tracce dello stesso fenomeno possono
cogliersi presso Altamura: è di grande significato al proposito un
frammentario affresco fortunosamente conservatoci nella chiesa-cripta di
Sant'Angelo "in Fornello" dove appare l'immagine di un donatore "in
costume imperiale bizantino, coronato e nimbato, nell'atto di offrire il
modello di una chiesa rotonda con cupola", identificata da Lavermicocca,
meritorio illustratore del monumento, con un "Kralj" serbo, la cui
mutile figura ci manifesta "la complessità e la ricchezza dei legami tra
le vicende della storia locale e gli avvenimenti politici concernenti
l'area balcanica nel periodo angioino".
...............................
Giovanni da Taranto e, proveniente dalla stessa città, Rinaldo da Taranto
sono tra i primi nomi della pittura pugliese medievale. … Con la [loro]
opera e con altre, quali
la Deesis della cripta di San Michele ad Altamura - dove il Cristo è
una corsiva traduzione "latina" di un modello paleologo - o come la
figura del S. Paolo eremita nel San Leonardo di Massafra e ancora
altrove, si hanno gli ultimi riflessi della cultura bizantina.”
[ da “La Puglia tra Bisanzio e l’Occidente”-
’La pittura delle origini in Puglia’ di V. Pace,
Electa Editrice,Milano, 1980, pag. 398]
[La pagina, come per molte altre, è stata sottoposta ad opportuni aggiornamenti sia
nelle immagini che nei testi, dopo l'iniziale approccio con gli alunni
nell'anno scolastico 1999/2000.]
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso
(se non diversamente indicato)]