controfacciata e cantoria

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cantoria
[La cantoria posta sulla controfacciata - elab. su foto Malgherini - Attimonelli]

Controfacciata e cantoria

Entrando in chiesa da piazza Cattedrale e Monache nel cartiglio della controfacciata si leggeva l'epigrafe che denunziava l'autore degli stucchi realizzati nel Settecento: «Io Domenico Catedra della / Cittą Monopolite˜ / A.D. 1775».
Il Borsella nella sua " Andria Sacra" scrive che vi fosse scritto "io Domenico Cocatrida della cittą di Monopoli feci A. D. 1775"; il Ceci nel suo " Un Monastero di Benedettine in Andria" scrive un testo simile "Dominico Cocatride di Monopoli f. 1775".
Tali trascrizioni sono errate come ha appurato Gabriella Di Gennaro (nella tesi di laurea "ALTARI MARMOREI SETTECENTESCHI AD ANDRIA" del 1994-95):

«Da un mio accurato studio di consultazione degli atti notarili del 1700 presso l’Archivio di Stato di Trani ho potuto ritrovare il contratto stipulato il 15 marzo 1774 tra il Monastero delle Benedettine nella persona della Badessa e Monache e un esperto maestro stuccatore della cittą di Napoli, un certo Domenico Catedra. Il documento riporta con esattezza tutte le clausole di contratto, i pagamenti e le modalitą e le opere in stucco da eseguirsi da parte di questo stuccatore e dai suoi aiutanti per l’ammodernamento della Chiesa. Leggendo l’iscrizione suddetta (ridipinta), da una foto d’epoca mostratami dalla Pasculli, ho potuto rilevare proprio il nome di Domenico Catedra, e non quello errato di Domenico Cocatride citato dal Ceci e poi riportato purtroppo in tutti i testi di storia andriese successivi a quello del Borsella fino ai nostri giorni. («Io Domenico Catedra della / Cittą Monopolite˜ / A.D. 1775»). É da notare perņ che la precisazione della cittą Monopoli e non Napoli č da addebitarsi ad un errore di colui che ha ridipinto l’iscrizione.»

Ai lati di questa porta d'ingresso sorgevano due stupende acquasantiere in commesso di marmi policromi alte m 1,40. Scrive il Borsella:

"Ma prima di escire piacciati, lettore, volgere lo sguardo alle due fonti dell'acqua santa, sorrette da festoni di foglie, ambo di marmo bianco, scanalate bellamente nei labbri, ornati di spalliere a marmi gialli, rossi, neri e verdognoli, che ergonsi con accartocciate cornici, come obelischi. Fermati quindi a leggere le due iscrizioni. ... In fronte alla prima ... vi č lo stemma del Patriarca Cassinese e nella seconda quello di Mons. Palica"

[tratto da Andria Sacra, di G.Borsella, Tip.Rossignoli, Andria, 1918, pp.234-236].

acquasantiera         acquasantiera
[le due acquasantiere attualmente poste in cattedrale - elab. su foto M.Monterisi, S.Di Tommaso - 2011]

Le due acquasantiere dal 1938 sono poste in cattedrale, una nella navata sinistra sull'ingresso all'Oratorio del Santissimo, l'altra sulla parete sinistra del presbiterio uscendo dalla sacrestia capitolare.

(Come puņ vedersi nella foto d'inizio pagina) Ai lati dell'ingresso c'erano due grandi cartigli:
- una riportava la notifica delle indulgenze concesse a questa chiesa dalla Bolla emessa da papa Pio IV il 7 maggio 1563, in occasione della fondazione della medesima [1];
- l'altra invece riportava la data del 2 giugno 1776, in cui la chiesa, ristrutturata coi nuovi pregiati altari in marmi policromi e abbellita di stucchi, venne solennemente consacrata dal vescovo mons. Saverio Palica [2].

Ai bordi della stessa foto d'inizio pagina, si scorgono nelle due nicchie i panneggi in marmo rosso del postergale dei due pregiati altari laterali.

NOTE
[1] Il testo della lapide č riportato dal Borsella a pag. 235 del suo "Andria Sacra":
"Pius PP. IV edita bulla hujus sacri cœnobii fundationis
Sub die IV Mensis Maii 1563 ut magis
Paternę Charitatis suę erga illud documenta
Pręberet indulcenzię Plenarię thesaurum in forma
Iubilęi in perpetuum alio brevi elargitur
Omnibus utriusque sexus Fidelibus, qui facta peccatorum
Suorum confessione, ac devote sumpta Eucharistia
Ecclesiam SS. Trinitatis monialium cassinentium
S. Benedicti Civitatis Andrię visitaverint
ibique fusis pręcibus pro felici statu et conservatione
S. Ecclesię oraverint, toties prędictam acquisierint
Indulgentiam, quoties dictam Ecclesiam oratum
Ingressi fuerint a primis Vesperis festivitatis per
Totam octavam SS. Trinitatis inclusive: facultate
Ipsis concessa sibi Confessarium sęcularem, aut
regularem eligendi, suo arbitratu, ab Ordinario
Loci tamen ad probatum; a quo absolvi queant a
quocumque detineantur peccato; valeantque
Commutari vota in alia opera pia, haud tamen
Ultra mare, ad limina Apostolorum S. Iacobi in
Compostoellis, Castitatis et Religionis uti in dicto brevi
clare exaratur. Datum Romę die VII Mensis
Mai 1563. Anno V Pontificatus sui"

[2] Il testo della lapide č riportato dal Borsella a pagg. 235-236 del suo "Andria Sacra":
"D. O. M.
Templum hoc SS.mę individuę Trinitati sacrum
Ad hoc fastigium erectum, novamque formam restitutum
exultumque marmoreis sacellis, lapidibus musivis
Marmorato plastico super inducto inauratis cancellis
et testudine picturis exornata pavimento de vernicatis
lateribus strato eius sanctimonialium venerabilis collegio
et Abatissa Domna Heduvigi Totta suppliciter poscentibus
illustrissimus Dominus dom.ni Xaverius
Palica, Congregationis Coelestinorum, Ordinis S. Benedicti
Episcopus Andrię, Patritius Barolitanus
SS. D.ni nostri pręlatus domesticus solioque pontifici assistens
solemni ritu et pompa consecrarit
IV Nona iunias MDCCLXXVI"