Quale gioia …, di E. Lestingi

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Quale gioia …

Don Ettore Lestingi
Parroco della “Madonna della Grazia” di Andria

Lapide che ricorda i committenti e i costruttori
[La lapide che ricorda i committenti e i costruttori]
Lapide che ricorda la Dedicazione e Consacrazione della Chiesa
[Lapide che ricorda la Dedicazione e Consacrazione della Chiesa]

Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore!”. Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte Gerusalemme! (salmo 121)

I versetti 1 – 2 del Salmo 121 che ho riportato all’inizio di questo mio scritto, esprimono, in una sintesi mirabile, i sentimenti che io e la comunità parrocchiale Madonna della Grazia abbiamo provato nel giorno in cui, dopo tante vicissitudini, si è spalancata la porta della nuova Chiesa parrocchiale, donata “aere proprio funditus”, cioè “interamente”, dalla famiglia Ruotolo.

Gioia, perché dopo vent’anni vissuti in ristrettezze strutturali, in cui era quasi impossibile impiantare una pastorale con tutti i servizi che necessitano, ora la nostra comunità ha una casa. Per tanto tempo abbiamo vissuto la precarietà di chi non ha casa ed era difficile vivere la dimensione familiare del nostro essere Chiesa: la casa fa famiglia e finalmente la famiglia Madonna della Grazia ora ha una casa.

Gioia, perché, dinanzi allo splendore del tempio e alla ricchezza delle strutture per il servizio pastorale, si resta stupiti a tal punto da “restare fermi sulla porta”, ammutoliti dalla bellezza quasi si teme di entrare, ma anche, avvolti dalla nube del sacro che respira chi vi entra, non si vuole più uscire.

“Questo complesso parrocchiale eretto a beneficio della comunità” (cfr. Lapide all’ingresso delle opere parrocchiali) è un dono della famiglia Ruotolo che, nella persona di mons. Giuseppe Ruotolo, Canonico del Capitolo Cattedrale, ha portato a compimento la volontà del compianto mons. Riccardo Ruotolo, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi Manfredonia-Vieste-S. Giovanni Rotondo e Presidente della Casa Sollievo della Sofferenza, che ha voluto investire tutte le sue energie fisiche ed economiche per lasciare alla nostra Diocesi un segno del bene che ha seminato nella sua vita.

Questa per me è occasione favorevole per rendere pubblico un aneddoto che porto nella mia memoria con grande gratitudine: il 29 aprile del 1999 il Vescovo diocesano mons. Raffaele Calabro, di venerata e grata memoria, eresse canonicamente la Parrocchia Madonna della Grazia con la ridefinizione dei confini e mi nominò primo Parroco della nuova comunità ecclesiale. Qualche giorno dopo ci fu una semplice celebrazione di ufficializzazione della nuova Parrocchia. Dopo la Celebrazione mi arrivò una chiamata: era mons. Riccardo Ruotolo che oltre a farmi gli auguri mi promise che avrebbe fatto di tutto per donare alla Diocesi un nuovo complesso parrocchiale, segno di amore per la sua Chiesa di origine e, immeritatamente, di stima nei confronti della mia persona. Dopo vent’anni tutto questo si è avverato e la nostra comunità parrocchiale finalmente può servire al meglio la causa dell’annuncio del Vangelo, dispensare in abbondanza la grazia attraverso la vita liturgica e la celebrazione dei Sacramenti e il servizio di accoglienza dei poveri.

Per tutto ciò il mio grazie va a mons. Riccardo Ruotolo, a suo fratello mons. Giuseppe Ruotolo e a quanti hanno messo a frutto le proprie energie e professionalità nella realizzazione di questo nuovo complesso parrocchiale che, per la sua importanza, fa parlare di sé.

L’augurio che rivolgo ai miei parrocchiani e ai fedeli della comunità ecclesiale della Diocesi di Andria è che questa Chiesa non sia solo un Monumento del bello, ma attraverso la sua bellezza, elevi le menti dell’uomo alla ricerca e conoscenza di Dio, Bellezza increata, sempre antica e sempre nuova.


[Dedicazione della Chiesa: Mons. Luigi Mansi incontra Don E. Lestingi, l'ing. R. Ruotolo, mons. G. Ruotolo (qui in 2° piano) e l'arch. M. Stigliano (fuori campo) - foto AndriaLive]