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visione trasversale Nord-Sud della cappella
[elaborazione elettr. su foto di. Sabino Di Tommaso del 2004]

Corsia trasversale tra i due accessi

Scendendo dalla navata destra della basilica superiore, per l'ampia scalinata presso il presbiterio, nel pianerottolo intermedio una cancellata in ferro sulla sinistra ti consente di accedere alla incantevole Cappella della Crocifissione.

Sei accolto, come dall'altro ingresso, da una schiera di angeli che ti ricordano, con gli strumenti in loro possesso, il tema d'ogni riferimento iconico quivi presente: la Passione di Cristo.

In fondo, sull'altro accesso, in un tondo è raffigurata Sant'Agata da Catania con due grosse forbici per mezzo delle quali fu martirizzata con l'asportazione delle mammelle. Nella corona circolare è inciso il motto che sintetizza il senso ed il valore, anche per la città di Catania, del suo martirio "MENTEM SANCTAM, SPONTANEAM, HONOREM DEO ET PATRIÆ LIBERATIONEM - S. AGATA CATANENSIS" [1].

Sant'Agata da Catania (foto G. D'Ambrosio)
[elab. elettr. su foto di. G. D'Ambrosio]

Di seguito alcune citazioni che sintetizzano le salienti caratteristiche del luogo.

...la chiesa intermedia è ad impianto Basilicale, a tre navate con volte a crociera impostate su tozzi pilastri quadrangolari. Le pareti ed i pilastri, interamente affrescati (attribuiti alla bottega di Marco Pino) hanno una superficie irregolare e l'altezza netta utile è molto limitata (di poco inferiore ai 4 metri).

[testo di Vincenzo Zito, tratto da "La lama di Santa Margherita e il Santuario della Madonna dei Miracoli ", tip. Miulli, San Ferdinando di Puglia, 1990, pag.76]

Gli affreschi ... [fanno] pensare alla sapiente 'regia', all'ispirazione teologica del benedettino Valeriano di Franco, fratello di quel Giovanni di Franco, autore catanese della prima opera storica sul santuario andriese, risalente al 1606, che potrebbe aver lasciato la su 'firma' nella raffigurazione del 'tondo' che sovrasta la porta della scalinata sinistra (scendendo dalla basilica). Si tratta della raffigurazione di sant'Agata, la martire catanese, e tale ipotesi coinciderebbe con la ricerca ... della dottoressa Gelao.

[testo di Luigi Renna, tratto da "La Madonna d'Andria" di AA.VV., Grafiche Guglielmi, Andria, 2008, pag.260]

Portandoti al centro della corsia, sulla sinistra potrai ammirare, centrale, l'altare maggiore con gli affreschi della Crocifissione.

Altrimenti, se vuoi, puoi fermarti nelle navate laterali, subito dopo aver superata la porta di accesso, ed ammirare gli affreschi guardando verso il presbiterio, o ammirare i dipinti volgendoti verso la parete contraltare con le finestre che danno nel vestibolo della cripta.

NOTE

[1] Dagli “Acta Sanctorum Februarii”, compilati da Joannes Bollando ed altri, si rileva uno stralcio della tramandata vita di Sant'Agata, l'agiografia che a metà Quattrocento era stata scritta da Bonito Mobrizio nel suo “Sanctuarium”.
La citazione è qui riportata in quanto giustifica il motto “MENTEM SANCTAM, SPONTANEUM HONOREM DEO ET PATRIÆ LIBERATIONEM” scritto intorno all'effigie di Sant'Agata. .
[trascrizione del testo originale in latino] [traduzione]
… … …
12. Sancta verò Agatha ingressa iterum in carcerem, espandit manus suas ad Deum, & dixit: Domine, … qui mihi inter tormenta virtutem patientiæ contulisti; Te deprecor ut accipias spiritum meum … Hæc cùm dixisset coram multis, cum ingenti voce, emisit Spiritum.
13. Quod audientes pij populi cum nimiâ celeritate venerunt, & auferentes corpus eius posuerunt in sarcophaco novo.
Factum est autem dum aromatibus condiretur corpus eius, & cum nimiâ diligentiâ collocarent illud; venit quidam juvenis sericis vestibus indutus, quem sequebantur ampliùs quàm centum pueri, omnes ornati & pulchri; quem nemo umquam viderat anteà in civitate Catanensium, nec posteà cum aliquis vidit, nec inventus est aliquis, qui diceret hunc se scire.
Hic ergo veniens intravit ad locum ubi condiebatur corpus eius, & posuit ad caput eius tabulam brevem ex marmore, in quà scriptum est: MENTEM SANCTAM, SPONTANEUM HONOREM DEO, ET PATRIÆ LIBERATIONEM.
Posuit ergo hanc scripturam, ut diximus, intra sepulchrum eius ad caput, et tamdiu ibi stetit, quamdiu cum omni diligentiâ clauderetur. …
15. … Ut autem evidenter scriptura illa, quam Angelus Domini posuerat, firmaretur; post anni circulum, circa diem natalis eius, mons Ætna eructavit incendium, & quasi fluvius torrens ita ignis vehemens. & saxa & terram liquefaciens, veniebat ad Catanensium civitatem.
Tunc paganorum multitudo fugiens de monte descendit; & venerunt ad sepulchrum eius, & auferentes velum unde erat coopertum sepulchrum eius, statuerunt illud contra ignem venientem ad se; & ipsâ horâ stetit ignis, divisus.
Coepit autem ignis die Kalendarũ Februariarum, & cessavit die Nonarum earumdem, qui est dies sepulturæ eius: ut comprobaret Dominus noster Iesus Christus, quòd a periculo mortis & incendij eos S. Agathæ meritis & orationibus liberasset: cui est honor & gloria & potestas in secula seculorum.
… … …
12. [Dopo aver subito diversi martirii sul suo corpo] Sant’Agata tornata in carcere, protese le mani aperte verso il Cielo (Dio), e disse: Signore … che mi donasti fra i tormenti la virtù della sopportazione, or ti prego di accogliere il mio spirito … Ciò detto alla presenza di molti e a gran voce, rese lo spirito.
13. Saputo ciò, il popolo devoto subito vi accorse e, portando via il corpo di lei, lo depose in un. sepolcro nuovo.
Avvenne inoltre che, mentre il suo corpo veniva unto con aromi e seppellito con molta cura, si avvicinò un giovane in vesti di seta, seguito da più di cento fanciulli, tutti eleganti e belli; nessuno mai prima lo aveva visto in Catania, né dopo alcuno lo vide, né si trovò qualcuno che dicesse di conoscerlo.
Questi dunque venne ed entrò nell’ambiente dove si imbalsamava il corpo di Agata e pose vicino al suo capo una tavoletta di marmo, nella quale c’è scritto: MENTE SANTA, SCHIETTO ONORE A DIO, E LIBERAZIONE DELLA PATRIA.
Indi pose questa iscrizione, come abbiamo detto, dentro il sepolcro presso il capo di lei, ed ivi si trattenne finché (il sepolcro) non fu diligentemente chiuso. …
15 … Perché poi fosse con evidenza confermata l’iscrizione che l’angelo del Signore aveva posato, dopo un anno [nel 252], all’incirca nel dì natale di Agata, il monte Etna eruttò lava infuocata che, qual fiume travolgente e veemente fuoco, liquefacendo pietre e terra, scendeva verso la città di Catania.
Allora un gran numero di contadini scese fuggendo dal monte e venne alla tomba di lei; preso indi il velo che copriva il suo sepolcro, lo oppose al fuoco che ivi discendeva: immediatamente la lava ardente per divino miracolo si divise (scansando la città).
L’eruzione era iniziata il primo di Febbraio e cessò il cinque dello stesso mese, giorno anniversario della sepoltura di lei; il Signore Nostro Gesù Cristo, al quale va ogni onore e gloria nei secoli dei secoli, intese così comprovare che dal pericolo della morte e dal fuoco erano stati liberati per i meriti e le preghiere di S. Agata.

[Il testo latino è tratto da: “Bonino Mombritio & XVI Latinis MSS.”, in: Ioannes Bollando, Godefridus Henschenius, “ Acta Sanctorum Februarii”, Tomus I., Antverpiæ, apud Iacobvm Mevrsivm, anno M.DC.LVIII, pp. 615-618.]


[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]