La Ninna nanna, di A. De Fidio

Contenuto

spartito de "La Ninna nanna a Gesù Bambino", di A. De Fidio
[spartito della "Ninna nanna a Gesù Bambino", conosciuta come "Dormi non piangere", di A. De Fidio]
- Per scegliere se ascoltare il brano cantato dal coro del Clare College’s Chapel dell’Università di Cambridge [1]
avviare  ► o fermare  il sottostante riproduttore.
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ascoltare la musica di sottofondo

La Ninna nanna a Gesù Bambino
di Antonio De Fidio

Percorso museale virtuale

Premessa

Note di commento e critica a questo delicatissimo e dolce brano musicale, perla artistica del sacerdote e musicista andriese Antonio De Fidio (1887-1955), sono stralciate dal sotto citato testo “La Divina Arte dei Suoni, Vita e opere di Mons. Antonio De Fidio”;
la narrazione è di Michele Carretta (organista, incaricato per la Musica Sacra della Diocesi di Andria e responsabile del Coro Diocesano), i commenti musicologici sono di Benedetta Lomuscio (membro dell'equipe di Musica Sacra dell'ULD e direttrice del coro della Diocesi di Andria), ambedue fondatori e direttori del coro polifonico “Vox et Anima”.


Il testo di questa pastorale aveva trovato fortuna presso numerosi compositori del 900: Lorenzo Perosi, Licino Refice, Cesare Franco, Angelo Sangirardi, Giuseppe Mercanti, Matteo Tosi, Edoardo Volpi e tantissimi altri. La versione del nostro, pubblicata dall'editrice Mignani di Firenze e dedicata "a mio fratello Nicolino", si diffonde prestissimo per poi essere ripubblicata nell'antologia natalizia «Natale!. … Natale!. … » compilata da Don Vincenzo Merra [in nota: … sacerdote della Diocesi di Andria, è stato parroco prima a Montemilone e poi nella parrocchia SS. Trinità di Andria; …] nel Novembre del 1938.

«Dormi non piangere» è forse il brano più famoso e conosciuto di De Fidio, ancora oggi eseguito durante i concerti natalizi in tutta Italia e in America [in nota: Basta digitare su internet "Dormi non piangere De Fidio" per rendersi conto della diffusione del brano.].

Testo:

Dormi, non piangere, Gesù diletto,
dormi, non piangere, mio Redentor.
Quegl'occhi amabili, bel Pargoletto,
t'affretta a chiudere nel fosco orror:
dormi, non piangere, mio Redentor!

Sai perché pungono la paglia e il fieno?
È perché vegliano tue luci ancor.
T'affretta a chiuderle che il sonno almeno
sarà rimedio d'ogni dolor.
Dormi, non piangere, mio Redentor!

Antonio De Fidio
[Antonio De Fidio - foto di A. Malgherini]

Scritto per Soprani e Contralti, l'accompagnamento strumentale è per lo più pianistico o per Armonio, anziché per Organo. L'intero brano ha la capacità di attivare la sensibilità immaginaria dell'ascoltatore e trasportarla fm dentro la grotta di Betlemme, lì dove è adagiato il Bambino appena nato. L'introduzione è già molto evocativa: i tre trilli vogliono quasi imitare il suono di una campanella che dolcemente squilla per invitare chi ascolta a cantare la ninna nanna per il Figlio di Dio. Dopo i primi due richiami, l'ultimo trillo più lungo e acuto, subito scende per più di due ottave: tutti, gli angeli del cielo e gli abitanti della terra, devono accorrere alla grotta per venerare Dio fattosi uomo.

L'andamento "andante grazioso" [all'inizio della partitura] e il tempo composto dei 6/8 accentuano il carattere pastorale del brano; l'aggiunta poi dell'indicazione "a mezza voce - dolcemente" proietta l'ascoltatore in una delle immagini più dolci a cui l'uomo possa assistere: una madre che dondola la culla del suo piccolo. Quel piccolo però non è un uomo qualunque ma il Figlio di Dio sceso in terra! Ciò apre ancor di più il cuore dell'uomo a sentimenti di gratitudine e riconoscenza affettuosa.

Dopo il segnale sonoro del trillo-campanella, ora anche il testo ci fa sentire le parole sussurrate nella grotta: «Dormi, non piangere … ». Sembra di ascoltare il pianto del Bambino e vedere «quegl'occhi amabili». Per cui chi canta, spinto dalla tenerezza, invita il piccolo ad addormentarsi, perché solo col sonno viene il «rimedio d'ogni dolor». Il dolore poi non è solo quello de «la paglia e il fieno» che «pungono» ma è sin da subito il dolore della croce perchè il «Bel Pargoletto» è già il «Mio Redentor»! Così, dietro il semplice testo di una Ninna Nanna, si cela la grande intuizione teologica che vede nella nascita del Cristo il suo primo abbassamento "nell'umiltà della nostra natura umana" [in nota: Così il Prefazio I dell'Avvento] e che avrà il sua culmine sulla croce.

La scrittura è semplice e non prevede alterazioni o cambi. Sin dall'ingresso del Coro, l'accompagnamento musicale si serve del pedale tonale che dura per tutta la prima parte del brano, di oltre trenta battute. Sette battute di interludio riprendenti il tema incipitario, portano poi il brano, attraverso un'insolita modulazione, nella nuova tonalità di Do maggiore, per poi tornare nella tonalità originaria.

A conclusione del brano, l'autore si serve della ripresa dell'interludio e l'aggiunta del piccolo ingresso del coro che canta due volte: «mio Redentor», la prima volta pianissimo (pp), la seconda volta a fior di labbra, diminuendo, morendo fino al ppp (meno di pianissimo). Il Redentore ha smesso di piangere perché si è addormentato.

Nell'archivio musicale della Biblioteca S. Tommaso d'Aquino sono conservati spartiti trascritti a mano per i cantori, che riportano anche una seconda strofa del canto, assente invece nello spartito a stampa:

Tu, il sonno, o Vergine, chiama col canto:
il sonno a giungere tardò finor;
che t'accompagnano le avene intanto,
d'un miserabile vecchio pastor;
dormi, non piangere, mio Redentor!

Ah! che non giovano le dolci avene
né i lieti cantici per Te, Signor.
È un sonno inutile se il sonno viene,
le luci dormono ma veglia il cor.
Dormi, non piangere, mio Redentor!

Ancor di più che nella prima strofa, qui emerge il dolore che accompagna la nascita del Salvatore. Né le «avene» né i «cantici» bastano a placare il pianto del Bambino perché il suo cuore «veglia» in attesa di un qualcosa che tarda ad arrivare ...

[Tratto dal libro "La Divina Arte dei Suoni, Vita e opere di Mons. Antonio De Fidio" di Michele Carretta e Benedetta Lomuscio, Di Bari lab, Andria, 2015, pp 37-40.
La partitura musicale è una fotografia di un originale mostratomi gentilmente da Michele Carretta]

foto del presepe ligneo della Cattedrale di Andria scattata nel 1937
[Presepe nella cappella della Natività della Cattedrale di Andria
foto del 1937 di A. Ceccato ripresa dal sito della Soprintendenza il 23/02/23]

NOTE

[1] La musica di sottofondo è la pastorale in oggetto “Dormi non piangere”, composta dall'andriese Mons. Antonio De Fidio (1887-1955);
fu cantata nel 2001 nella Chiesa della SS. Trinità di Andria dal "Coro del Clare College’s Chapel dell’Università di Cambridge", direttore: Timothy Brown.
Pubblicata il 2002 nell'Album “HODIE” Carols from Cambridge 2002 per la “GAMUT Classic”, è attualmente (2018) diffusa e ascoltabile su Youtube.