cappella Immacolata

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cappella dell'Immacolata   Quadro dellImmacolata
[cappella Immacolata - elab. elettr. su foto di.  Sabino Di Tommaso, 02/2020]

Cappella della Vergine Immacolata,
un tempo dedicata a San Eligio

L'Agresti, nel 1912 riporta:

"Sei Cappelle contiene questa Chiesa. con altrettanti altari, tutti di marmo. La prima, a destra di chi entra in Chiesa, è dedicata a S. Eligio [genuflesso ai piedi dell'Immacolata Concezione]; la seconda al Santissimo Sacramento; la terza alla Sacra Famiglia. ..."

[tratto da "Il Duomo di Andria" in "Il Capitolo Cattedrale di Andria ed i suoi tempi", di Michele Agresti, tip. F. Rossignoli, Andria, 1912, vol.II, pag. 79].

Il Borsella, che scrive intorno al 1850 circa, annota:

"Veniamo agli altari, contansi sei cappelle opposte tra loro. La prima [a partire dal presbiterio] è dedicata alla nascita del Messia, ... Segue l’altra Cappella del Santissimo, ... Vien poi quella di S. Eligio che col Borromeo stanno supplici a piè della Concezione. ...
Incantevoli sono di vero la verecondia del volto della Vergine, quella modestia delle divine pupille, la morbidezza dell’aurea disgiunta chioma, e del vestire, bellezze, che sembrano da sottilissimo velo ricoperte, cotanto delicato, fu questo provetto pennello. Pregevoli similmente sono i ritratti dei sullodati santi per la umiltà somma da cui son compresi. Questo dipinto dì scuola moderna ben può vantarsi di stare a fronte degli altri, meritano rispetto pei famosi loro maestri."

[tratto da "San Nicola", in "Andria Sacra" di G. Borsella, tip. F. Rossignoli, Andria, 1918, pag 135]

Sul semplice altare di fine Ottocento in commesso di marmi policromi troneggia il bel quadro dell'Immacolata Concezione.
La Vergine, coronata da un nembo di angeli, in estatica posa, accoglie con la mano destra protesa, le preci che le giungono da S. Carlo Borromeo, alla sua destra, e San Eligio con le braccia debolmente aperte in attesa di grazie per i suoi congregati e devoti.

È ora da tener presente il seguente importante dato storico se si vuol trovare una giustificazione alla presenza, nella tela, dei due Santi, Eligio e Carlo Borromeo, ai piedi dell’Immacolata.

Dalle visite pastorali del Seicento, di Mons. Egizio del settembre 1659 e di Mons. Triveri del novembre 1694, si rileva che nella Chiesa di San Nicola, oltre l’altare dell’Immacolata, eretto in quell’antica chiesa all’incirca nello stesso posto dov’è attualmente, c’erano altri due altari: uno dedicato a S. Eligio, eretto sulla controfacciata, a destra entrando dall’allora unica porta; l’altro dedicato a S. Carlo ed eretto nel presbiterio a sinistra dell’altare maggiore. Il vescovo Triveri criticò la posizione dell’altare di S. Eligio, i cui fedeli davano le spalle all’altare maggiore, e ne desiderò la demolizione (per allora impossibile) e la confluenza dei benefici sull’immediatamente vicino altare dell’Immacolata.

Tali documenti quindi giustificano la presenza nella tela dei Santi Eligio e Carlo ai lati dell’Immacolata, in quanto, allorché la Chiesa fu totalmente ristrutturata a fine Settecento (dal 1796 al 1805), gli altari di quei due Santi furono effettivamente eleminati, e i benefici degli stessi con le relative congreghe trasferiti a quello dell’Immacolata.

Portella di Sant'Eligio    Crocifisso dell'antica cappella di San Eligio
[Portella della congrega di Sant'Eligio e crocifisso dell'antica cappella dedicata al Santo - foto di. Sabino Di Tommaso, 01/2018 - 02/2020]

prospetto di San Nicola
[Stemma di mons. A. Strozzi - fotoSabino Di Tommaso, 02/2020]

È da ricordare che in San Nicola esisteva una confraternita intitolata allo stesso Sant'Eligio almeno dal Cinquecento, come scrive il prevosto Giovanni Pastore a fine Settecento:

"Una tal limosina [di trenta ducati], che esattam.e era corrisposta dall'Università al Colleg.o non riputandosi sufficiente all'onesto onorario d'un degno Predicatore, fu accresciuta dalla pietà de' Confratelli della Congreg.e, del SS° Sagramēto eretta in essa Collegg.a colla corrispondēza d'altri annui ducati sei, con una conclusione della medesima sotto il dì 19 magg.o 1597. e confirma.to con un decreto della Curia Vescovile, nel dì 31 di magg.o dell'anno 1600.
A tall'obbligo s'indusse questa Venerabile Confraternita dall'esempio preventivo, che dato ne aveva l'altra Venerabil Confrat.ta di S. Eligio, nella medes.a Colleg.a eretta, la quale con altra sua conclusione sotto il dì sette di Aprile del medesimo anno 1597, graziosam.e si esibì di corrispondere in ogni anno ducati sei, a contēplaz.e del vantaggio spirituale, e temporale, che ne risultava da tal predica al publico, ed alla medes.a Congreg.e.
Il tutto và registrato nel citato libro
[delle "Collezioni", f. 159]."

[tratto dal manoscritto  “ Origine, erezione e stato della Colleggiata Parrocchial Chiesa di S. Nicola … .” del Prevosto Pastore, foglio 43v.]

Agli ambienti della congrega di Sant'Eligio sembra si accedesse attraverso la cosiddetta "Portella di Sant'Eligio", porta laterale allora aperta nella via a sinistra della Chiesa, oggi via Curtopassi. Sulla parete interna presso tale accesso murato è affisso uno stemma marmoreo di mons. Alessandro Strozzi, vescovo di Andria dal 1626 al 1632 (poi vescovo di S. Miniato fino al 1648); non ho reperito documenti che ne giustificano la presenza.
In riferimento a tale "portella" Carmela Centrone, nel testo sotto citato, scrive:

"La portella di S. Nicola va identificata con quella sita sul lato nord-occidentale della chiesa medesima prospiciente l'odierna via Curtopassi. Questo ingresso era utilizzato dall'antica Confraternita di S. Eligio che in questa chiesa aveva la sua cappella. Ciò è stato comunicato oralmente dal parroco della chiesa di S. Nicola. Cfr., inoltre: Petrarolo P. 'San Nicola Trimodiense', Andria, 1993, pp. 15-18".

[testo tratto da "Palazzi storici di Andria tra il XVI e il XVIII secolo" di Carmela Centrone, a cura della Regione Puglia, Grafiche Guglielmi, Andria, 2004, pag. 64]

Per inciso: Sant'Eligio in Andria era venerato anche come protettore dell'agricoltura; scrive infatti il Borsella (a pag. 54 del testo citato) parlando di un quadretto di S. Eligio esposto nella 1ª metà dell'Ottocento nella 3ª cappella di sinistra (per chi entra) in Cattedrale:
"S. Eligio che con le pontificali insegne in molta venerazione presso i nostri maggiori per la special protezione, che largisce circa il benessere dei Cavalli, Muli, Asini, Bovi ecc. che formano il sostegno dell'agricoltura cui cotanto attendono gli Andriesi."

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