Lite della congrega della Morte col Capitolo Cattedrale, 1730

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Lite della congrega della Morte col Capitolo Cattedrale nel 1730

(stralcio da )

“Il Capitolo Cattedrale di Andria ed i suoi tempi”
Vol. I. Cap. 13.

di Michele Agresti (1852-1916)

“Anche le Confraternite laicali non risparmiarono amarezze al Capitolo della Cattedrale, massimamente quella del Rosario (dipendente dai Domenicani!) quella del Santissimo di S. Nicola (dipendente da quella Collegiata !) e, più di tutte, quella degli Agonizzanti, della quale narreremo, in seguito, le tristi vicende! …

La Confraternita della Morte, nel 1730, dette anche il suo contributo di amarezze al Capitolo della Cattedrale; ma, nel 1738, nobilmente riparò al suo mal fatto.
Questa Confraternita, nel 1730 volle fare alcune speciali funzioni nella Chiesa di S. Sebastiano, dove trovavasi istallata, e ne chiese il permesso al nostro Capitolo, dal quale dipendeva [1]. Il Capitolo, con deliberazione del 5 febbraio 1730, accordò a quella Confraternita il chiesto permesso. Tale concessione diè occasione però a quella Confraternita di abusare, fino al punto da non voler più dipendere dal Capitolo Cattedrale! Fu allora che il Capitolo revocò la concessione fatta, reclamando i suoi diritti su quella Chiesa. Ma quella revoca, da alcuni confratelli venne accolta con insolenze ed anche con minacce; per cui s’ingaggiarono dei litigi.
Però, a riparare a quegl’insulti, il Governatore (o Priore) di quella Confraternita, il Sig. Giovanni Arcamone, nel 1738, propose a quei confratelli di fare un pubblico atto di riparazione verso il Capitolo della Cattedrale, scegliendo, a tal effetto, quattro deputati, fra i più distinti di essi, quali furono i Sig.ri Riccardo Fasulo, Giovanni Arcamone (Governatore), Michele Marafina (2. assistente) e Michele Cocco. In quel pubblico atto vien dichiarato quanto siegue:
«Siccome questa nostra Congregazione ab immemorabili è sempre dipenduto dal Patrocinio, Benevolenza, et assistenza di esso Rev.mo Capitolo, di cui ha goduto Rettore, per il di lei avvanzo spirituale, ed altri Ministeri, che unicamente sono concorso al adempimento di tutte le funzioni solite a farsi in questa nostra Chiesa, cosi intente portarsi in appresso, e mai controvenire a quanto le verrà imposto da esso Rev.mo Capitolo, a cui intende professare tutto l’ossequio, rispetto e dipendenza, con quella riconoscenza, che se li deve come Chiesa Cattedrale ed unica Parrocchiale. et ita conlusum …»
(Extracta est præsens Copia a libro Conclusionum dictæ Venerabilis Confraternitatis, sistente in Archivio ejusdem, et ita est: Datum Andriæ ex Oratorio nostræ Congregationis, die 29 Mensis 9vembris 1738. D. Ricardus Figliolia Secretarius [2].
[tratto da “Il Capitolo Cattedrale di Andria e i suoi tempi” di M. Agresti, tipi Rosignoli, Andria, 1912, Vol.I, pag.297.]
NOTE   

[1] Tale permesso fu accordato dietro supplica, sottoscritta dal 2. assistente Michele Cocco, e dai Confratelli Angelo Montenegro, Giovanni di Chio e Michele Marafina (dall’archivio Capitolare).

[2] Archivio Capit., Libro delle cause, pag. 424.