Collocazione: L’affresco riprodotto a sinistra si trova sul pilastro sinistro
presso l’arco trionfale,
sotto il dipinto del peccato originale
e adiacente a Sant'Antonio di Padova;
quello riprodotto a destra è dipinto sul simmetrico pilastro di destra, sulla faccia rivolta verso la navata centrale,
adiacente a Sant'Onofrio e immediatamente sopra una
Madonna della tenerezza.
Descrizione:Del Risorto affrescato sul pilastro di
sinistra rimane solo la parte superiore: il capo con
nimbo perlinato crucifero e l’emblematico vessillo crucigero sventolante, bianco con
croce rossa, simbolo del suo trionfo sulla morte. Il viso non è raggiante ma, al contrario, mostra evidenti
segni di sofferenza.
Lo separa dall'affresco del peccato originale una ricca greca a esagoni
rossi e bruni su fondo bianco: caratteristico motivo, detto impropriamenmte, di stile cosmatesco,
ma di origine, più che altro, bizantina.
Molto particolare è l'affresco sul pilastro destro: è una imago pietatis. Il Cristo risorto è raffigurato come ne parla Gregorio di Nissa in una sua omelia: emergente a figura intera da un sepolcro a vasca, affiancato dai simboli della passione, ai quali, nel dipinto, sono aggiunti quelli eucaristici, ostia e calice nel quale scorre il suo sangue; mentre col braccio sinistro Egli regge la croce col serto di spine infilata sul montante e protende la mano destra verso l’Eucarestia, ad indicare che è effettivamente presente nel pane e vino consacrati.
Sembra che qui, il frescante abbia voluto rappresentare, fusi insieme, due miracoli accaduti a S. Gregorio Magno (come narrano i biografi) durante la sua messa; fa da sfondo, infatti, un ambiente ad arcate doviziosamente ornato: è il tempio nel quale S. Gregorio Magno sta celebrando il sacrificio eucaristico. (Il frescante del resto ha già raffigurato un altro miracolo di S. Gregorio Magno nell’adiacente arco, tra i dottori della chiesa: lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, è lì a suggerirgli testi e musica sacra).
La tradizione racconta il fatto miracoloso noto come Messa di San Gregorio: Durante una messa, di fronte all’incredulità di molti fedeli che vi si celebrasse il sacrificio divino, apparve un'immagine del Cristo circondato dai simboli della Passione, immagine denominata Imago pietatis o Cristo in pietà.
L’altro evento, qui collegato e sovrapposto al primo, è il miracolo
del pane eucaristico, avvenuto a Roma nella chiesa di San Pietro nel 595:
una nobildonna, che aveva preparato le ostie per la messa, era incredula del fatto che quel suo pane potesse diventare il corpo di Cristo;
la trasformazione in carne e sangue però avvenne effettivamente sotto gli occhi di tutti.
Questo secondo miracolo è narrato in più biografie di San Gregorio e in particolare in quella scritta
nella Vita Beati Gregorii Papae del Diacono Paolo Varnefrido, del 787; la reliquia di tale evento si trova a Andechs in Germania, presso il locale monastero benedettino.
Su questo particolare affresco è dedicata una pagina nel percorso museale virtuale di questo sito.
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]