Ascendit Gloria Domini: il Duomo

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Andria a fine Seicento: particolare della Cattedrale col Palazzo Ducale in una pianta di Cassiano de Silva

Ascendit Gloria Domini de medio Civitatis

(rovistando nei trascorsi dell’Assunta)

[sul ritmo della sestina narrativa]

Tra il Vaglio la Corte e l’ampia Catuma
lì un popolo al cielo volgendo gli animi
il Duomo eresse faro che li alluma,
sì salmodiando: Ascendit Gloria Domini
de medio Civitatis [1],
al sommo Amore grati.

Dell’Assunta il tempio sull’arce or splende
dacché l’anglo Riccardo in Andria giunse;
presso la rocca dei Carafa attende
ch’oggi io mostri le sue vestigia evulse
che feano portento
sin dal Rinascimento.

frontespizio delle visite pasorali di mons. Ariani

Manoscritti a ciò in folio del Seicento
nella cerca scartabellai vetusti,
in bui grafemi astrusi vicende a cento
merse svelai e dell’Assunta i fasti;
Telsinoe m’assunse
e per Clio [2] la storia fulse.

Da quei segni scosso, stordito, stetti
immobile per la sorpresa, assente,
in tal turbinio dei sensi ristetti
pel fausto frangente reso più ardente,
dai resoconti [3] attratto
più vivi ad ogni tratto.

  

l'arco cinquecentesco di accesso al coro della Cattedrale

Con mio stupor tante beltà rinvenni
descritte sui suoi muri allor nitenti
d’affreschi nel gran coro con gli scanni
intagliati ad arte e statue afferenti
pietà nella cappella
del Santissimo, bella! [4]

Ma avverso queste perle prestigiose,
povertà, e depravati costumi,
e progressivo degrado: angosciose
carenze spensero dell’arte i lumi.
E la Città con la Chiesa
per molto ne fu lesa.

Alfin dall’intimo un gaudio m’inonda:
l’aver estratto inedite notizie
più lustro alla mia Cattedrale infonda.
Le conte del passato son dovizie
che elevano il presente
e redimono la mente.

Sabino Di Tommaso
da "I pensieri del Folletto" sdt

Disegno di A. Vianelli del 1851: part. della Cattedrale
[particolare di: "The Main Square" (la piazza principale) di Andria - dipinto di Achille Vianelli del 1851, Metropolitan Museum of Art, New York]

NOTE
[1] Questo versicolo della Bibbia a metà Seicento era scritto sull’arco di accesso al coro sovrastante l’altare maggiore della Cattedrale; sembra quasi una parafrasi all’erezione della Cattedrale al centro della Città di Andria nel suo punto più alto. Il verso completo infatti recita: “Ascendit Gloria Domini de medio Civitatis, stetitque supra montem” [Ezechiele.11,23].
[2] Telsinoe è qui considerata la musa-sirena che ammalia la mente e Clio la classica musa che ispira la storia.
[3] I documenti che descrivono la Cattedrale e raccontano le relative vicende, sono prevalentemente dei resoconti sullo Stato della Chiesa sinteticamente redatti dalle Visite Pastorali e poi portati alla Santa Sede nella visita ad limina Apostolorum.
[4] Nel Seicento le pareti del coro della Cattedrale, dotato di scranni finemente scolpiti, erano riccamente affrescate. La cappella del SS. Sacramento, eretta a lato dell’altare maggiore, si ornava di numerose statue in pietra leccese: sull’altare un Cristo risorto dal sepolcro con la croce nella sinistra e due Angeli ai lati, sotto, in una nicchia, una statua della Beata Madre di Dio col piccolo Gesù, sul muro dietro il tabernacolo due Angeli con turibolo e navicella e infine sopra la finestra di fondo un Cherubino, tutti della stessa pietra leccese; altri due Angeli, questi lignei dorati, reggevano candele.