"S. Nicola, Adeodato e i 3 fanciulli", di A. Vaccaro

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"S. Nicola con Adeodato e i tre fanciulli"
olio su tela (1644-1655) di Andrea Vaccaro

Percorso museale virtuale

Sulla parete di fondo dell'abside dell'antichissima Chiesa di San Nicola di Andria è godibile una pregevole tela seicentesca raffigurante "San Nicola con Adeodato e i tre fanciulli".
Il dipinto, della misura di cm 210 x 260, è un olio su tela che, per le pessime condizioni in cui versava, nel 2018 è stato restaurato dalla ditta Pantone di Roma e riposizionato in chiesa l'11 dicembre dello stesso anno.

S.Nicola, tela del Seicento di Andrea Vaccaro, ante restauro  S.Nicola, tela del Seicento di Andrea Vaccaro, restaurata nel 2018
[S.Nicola, tela del Seicento di Andrea Vaccaro, prima e dopo il restauro del 2018 - foto di M. Monterisi 2010; elab. S. Di Tommaso 2018]

Come descrizione del quadro si copia quanto a metà Ottocento scrisse su di esso il Borsella nel libro sotto citato, sia come testimonianza storica che come testo caratteristico del colto romanticismo letterario cittadino.

"… sta affisso ampio quadro del Mirano sullodato patriarcalmente vestito alla Greca, con cornice dorata. … Nei due angoli superiori del quale son dipinti a mezzo busto il Salvatore e la Vergine. Inferiormente a destra quel nobile giovinetto Barese, che secondo la tradizione fatto schiavo da Turchi trovavasi a servire un Pascià da coppiere. Quindi, avvenne, che ricorrendo la festività del Santo in sua Patria, sospirava nel dolore di non trovarsi ivi per goderla. Accortosi il Padrone del mal umore del giovinetto, mentre versavali col boccale in bacino d’argento dell’acqua, gliene dimandò il motivo, e quegli gliela manifestò schiettamente. Il Pascià cachinnandolo fecegli allora sentire, che quando fosse tanto miracoloso il Santo, potuto avrebbe secondare il di lui desiderio. Quand’ecco apparve il mitrato di Patara, e preso il coppiere per il ciuffetto dei capelli, tradusselo nella patria, tenendo tuttavia in mano il boccale, col bacino. Imparò così quel Barbaro a rispettare gli eroi della Chiesa. A sinistra vedesi una tinozza dalla cui bocca scorgono tre fanciulli ch’erano stati uccisi, e fatti in brani seppelliti nella stessa con tanta spietatezza. Il S. Pastore tiene alla manca un libro aperto, sul quale osservasi prominenti tre palle d’oro, significative dell’altro stupendo miracolo da lui fatto, in aver provveduto di dote tre povere donzelle che per deficienza della stessa collocar non poteansi in matrimonio.".

[tratto da "San Nicola", in "Andria Sacra" di G. Borsella, tip. F. Rossignoli, Andria, 1918, pag 133]

Che sia un'opera di metà Seicento, e che sia stato dipinto da Andrea Vaccaro (1604-1670) ce lo dice mons. Alessandro Egizio nella relazione redatta dopo la sua visita pastorale condotta alla Chiesa di San Nicola nel settembre del 1659.
Ecco il testo della relazione riguardante l'altare maggiore e il suo arredo a quella data.
(Per la non corrispondenza di alcune opere, come l'altare maggiore, con la situazione attuale, si tenga presente che la chiesa fu quasi totalmente ristrutturata nella seconda metà del Settecento e riaperta al culto nel 1804).

[trascrizione del testo originale in latino]

Die 4 m.s 7.bris 1659

Ill.mus D.nus Visitator cũ suis adsunctis hora 21 circiter accessit … ad Ecc.[lesi]ã Colleg.[ia] Sancti Nicolai Trimodien.[si]s, et facta orat.[io]ne ad SS. Sacram.[ent]ũ processit ad visitationẽ Altaris Maioris, quod elevat.[ur] a pavim.[ent]° per gradus quatuor lapideos, et Pradellam ligneã, et pro icone habet Picturam Sancti Nicolai Baren.[si]s valdé insignam opus excellentis pictoris Andreæ Vaccharij. Structura est per elegantissima, ex ligno deaurato cũ colore ceruleo intertesto, opera anaglifico cũ insignis in sũmitate Exc.[ellentissi]mi Ducis Caroli Carafæ ex cuius devot.[io]ne et impensis totaliter fuit dictũ altare extructũ, habet Crucem, candelabra, et vascula cũ floribus ex eodem ligno deaurato.

Altare est lapideũ, et in omni parte consacratũ, habetq.[ue] pulvinaria, tobaleas, cæteraq.[ue] necessaria tam pro festo sollemni, quã feriali. Opus veré regali munificentia constructũ, dignumq.[ue] ut ab omnibus admiret.[ur], et Ill.mus D.nus Visitator omnia exacté collaudavit.

[traduzione]

Il giorno 4 settembre 1659

L’Ill.mo Signor Visitatore coi suoi coadiutori intorno alle ore 21 [tre ore prima del tramonto, circa le 16], si recò alla Chiesa Collegiata di S. Nicola Trimodiense, e, dopo aver pregato davanti al SS.mo Sacramento, si recò a visitare l’Altare maggiore, il quale sorge dal pavimento con quattro gradini marmorei e una predella lignea; come icona [sul dossale] c’è un dipinto rappresentante S. Nicola di Bari, opera molto insigne dell’eminente pittore Andrea Vaccaro, La struttura è raffinatissima, in legno dorato con inserti cerulei, opera scolpita con sopra le insegne dell’Ecc.mo Duca Carlo Carafa, grazie alla devozione del quale e a sue totali spese fu realizzato detto altare, che ha la croce, i candelieri e i vasi coi fiori dello stesso legno dorato.

L’altare è marmoreo e totalmente consacrato, è dotato di appoggi, tovaglie e le altre suppellettili sia per le feste solenni che per i giorni feriali. È un’opera veramente regale, realizzato con munificenza e degno di essere ammirato da tutti; l’Ill.mo Signor Visitatore lodò tutto accuratamente.

 

Nelle visite pastorali non si riscontrano più altre descrizioni così dettagliate di questo importante quadro raffigurante San Nicola.
Mons. Pietro Vecchia, successore di mons. Egizio, visita San Nicola nel luglio del 1690; la sua relazione infatti non descrive i luoghi e gli arredi importanti, ma si limita a denunziare le carenze riscontrate ed i provvedimenti da adottare.
Mons. Francesco Antonio Triveri, invece, nella relazione sulla sua visita pastorale condotta in San Nicola nel novembre del 1694, descrive alcuni dettagli dei luoghi; in merito all’altare maggiore ed al suo arredo annota:

[trascrizione del testo originale in latino]

Die 6 9.mbris 1694

… visitatũ fuit Alt.[ar]e maius in capite Presbyterij positũ. Hoc est altare satis pulcrũ.
In Icone adest imago S. Nicolai titularis ab excellente pictore depicta, estq.[ue] ornam.[ento] ligneo eleganter inciso ad laqueare p[er]tingens circumdata. Sup.[r]ª adest Imago Eterni Patris a dextris vero S. Ia.[nuar]ij P[at]roni Regni Neapolis, a sinistris autẽ S. Blasij, comp[at]roni Civitatis Andriæ,
dictũ fuit quod totũ alt.[ar]e sit consecratũ, sed … integro lapide operiat[ur], tũ cũ talis consecrat[ioni]s nullus adsit documentũ autenticũ, et ex alt[er]a parte in ipsius medietate sit fixus alt.[ar]e portatile, iudicatũ fuit quod hoc ... consecratũ sit. …

[traduzione]

Il giorno 6 novembre 1694

… visitò l’Altare maggiore eretto al margine alto del presbiterio. Questo altare è molto bello.
Come pala c’è un’immagine del titolare San Nicola dipinta da un eccellente pittore, ornata da una struttura lignea elegantemente incisa e tinta ad inserti. Sopra c’è l’immagine dell’Eterno Padre, a destra quella di San Gennaro patrono del Regno di Napoli, a sinistra quella di S. Biagio, compatrono della Città di Andria;
fu comunicato che l’altare era tutto consacrato, ma non appare, sia per l'integrità della piano di pietra, sia perché manca un documento autentico che lo comprovi, sia perché sul retro e al centro dello stesso c'è un altare portatile indicato come consacrato, …

Nel 1749 una lapide attualmente affissa sotto il quadro ricorda che tutta la pala d'altare formata dal quadro di San Nicola, dalla maestosa struttura lignea che lo circondava e dall'altare portatile fissato sul retro di quello marmoreo, vengono spostati sulla parete di fondo del coro, soppiantando le opere lignee con quelle marmoree attualmente visibili.


Circa l'attribuzione dell'opera ad Andrea Vaccaro e la data di realizzazione, bisogna considerare che il vescovo Alessandro Egizio (n.1597, vescovo dal 1657, +1689) e il pittore napoletano Andrea Vaccaro (1604-1670) sono contemporanei, onde non è pensabile che l'attribuzione della tela al Vaccaro sia ipotetica.
Inoltre, poiché il Duca Carlo Carafa, il cui stemma sormontava la struttura di questo quadro, nato intorno al 1621, fu duca di Andria dal settembre del 1644 al 23 ottobre 1655 (data del suo assassinio), si deduce che quasi certamente il quadro fu realizzato da Andrea Vaccaro tra il 1644 ed il 1655 e commissionato durante il vescovado di mons. Ascanio Cassiano, vescovo dal 1641 al 1657 e predecessore di mons. Egizio, che ne scrive.

stralcio della visita di mons. Egizio a S. Nicola nel 1659  Gloria di S.Gennaro, di Andrea Vaccaro 1635, al museo del Prado, Madrid
[stralcio manoscritto della visita di mons. Egizio a S. Nicola nel 1659 - tela "Il transito di S. Gennaro", di Andrea Vaccaro, al Museo del Prado, Madrid]

Sono qui sopra riprodotti
- il foglio 156r(ecto) del volume manoscritto "Acta Sanctæ Visitationis Episcoporum Andriensium" (ASVEA), presente e consultabile presso la Biblioteca Diocesana "S. Tommaso d'Aquino" di Andria, foglio che contiene il testo su trascritto;
- e un altro dipinto ad olio su tela di Andrea Vaccaro del 1635, "Il transito di San Gennaro", attualmente esposto nel Museo del Prado a Madrid, dipinto riprodotto al fine di confrontare e rilevare evidenti affinità stilistiche con il "San Nicola con Adeodato e i tre fanciulli" di Andria, oggetto di questa breve ricerca.