Natività, di C. Giaquinto

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tela di Corrado Giaquinto
["Adorazione dei pastori" o "Natività" di C. Giaquinto - Museo Diocesano (proveniente dalla Chiesa di S.Anna), Andria]

tela della Natività di C. Giaquinto: particolare
[ particolare dell' "Adorazione dei pastori" di Andria]

La Natività o Adorazione dei pastori
di Corrado Giaquinto

Percorso museale virtuale

Questa stupenda tela nel Settecento era affissa nella Chiesa di Sant'Anna in via Flavio Giugno, annessa al Conservatorio per le orfane andriesi in quel secolo istituito da Mons. Nicola Adinolfi nell'adiacente palazzo dei De Excelsis.
Attualmente (12/2008) questa tela (m. 2,20 x 1,38) del pittore molfettese Corrado Giaquinto [1] è custodita nell'Episcopio, in attesa di essere collocata nell'erigendo Museo Diocesano. Mons. G. Lanave la riporta nelle pagg. 178-181 del suo testo "Ho raccolto per voi", del 1994.

Su uno sfondo di architettura classica, in questa "Natività" emerge luminosa la coppia Madre - Figlioletto, che prepotente rischiara tutti gli altri personaggi della scena, rendendo evanescenti i colori che più s'appressano alla sorgente di luce, indefiniti e grigi i più lontani. Mentre un pastore col suo fido si prostra estasiato in contemplazione,  un altro sembra costretto a piegare le ginocchia e schermare i suoi occhi dall'accecante candore che dal Cristo s'effonde, e pur anche l'agnello accovacciato ai loro piedi la testa reclina sulle zampe perché un raggio di luce dal Bimbo lo lambisce ed abbaglia. 

A Terlizzi nella bella Chiesa dell'Immacolata, già del Purgatorio, è affisso un altro quadro relativamente grande (m 2,43 x 2,04) del 1735 di Corrado Giaquinto rappresentante l'Adorazione dei Pastori (foto sotto). Il soggetto è quasi identico a quello di Andria sia nelle posture dei personaggi che nel colori utilizzati per illuminare la scena.

Adorazione dei pastori di C. Giaquinto - chiesa dell'Immacolata, Terlizzi
["Adorazione dei pastori" di C. Giaquinto - Chiesa dell'Immacolata, Terlizzi]


Sacra Famiglia di C. Giaquinto - Pinacoteca Prov. di Bari
["Sacra Famiglia" di C. Giaquinto - Pinacoteca Prov. di Bari]

Si inserisce qui sopra un altro dipinto attribuito al Giaquinto (probabilmente un bozzetto per le sue piccole dimensioni, cm 76 x 53), una Sacra Famiglia con Sant'Elisabetta, San Giovannino, Sant'Anna e San Gioacchino, presente nella sala XVI della Pinacoteca Provinciale di Bari.
Lo si pone a confronto con la Natività di Andria per evidenziare le numerose affinità stilistiche riscontrabili tra le opere.
- sia Maria che Giuseppe presentano lo stesso panneggio, così nei colori come nel modo di indossarlo;
- quanto affermano gli studiosi sul dipinto della "Sacra Famiglia" è pari pari attribuibile ai due dipinti sull' "Adorazione dei pastori"; scrive Clara Gelao nella scheda sul suddetto dipinto della "Sacra Famiglia":

"Tutti gli studiosi che si sono occupati del dipinto ne hanno sottolineato le straordinarie qualità cromatiche: dal luminosissimo Bambino impastato di luce, al corallo della veste e all'azzurro oltremarino del manto della Vergine, ... oltreché gli incredibili virtuosismi nel modo di rendere le ombre colorate. Come di consueto, i piani arretrati sono ottenuti con toni spenti e verdastri ..."


Un pensiero che viene spontaneo osservando il particolare centrale della Natività:

Serena è Maria nei tratti del volto
gli occhi abbassati, lo sguardo perduto
nel profondo dell'anima sua,
intensamente assorta nel ruolo di Madre di Dio;
le gote appena rigonfie
per il dolce stupore all'evento ...
 e nella dinamica del busto evidenzia
una gioia a stento ascosa
ma tanto attesa e temuta assieme.

La destra appoggia sul petto
anch'egli trattiene con forza
la sua meraviglia e sorpresa,
Giuseppe,      al vedere
in umili panni su biondo paglione
svelato l'Altissimo d'ogni potenza,
l'inerme Bambino
che, sotto i suoi occhi
strabiliati e increduli a tanto mistero,
sgambetta frigna le labbra si succhia:
amorevoli e assidue le cure Egli attende.

NOTE
[1] "Si può senz'altro affermare che la notorietà presso il grosso pubblico di Corrado Giaquinto (1703-1766), uno dei più grandi pittori del tardobarocco europeo, sia impari ai suoi effettivi meriti artistici.
Molfettese di nascita, egli compì la sua formazione - come di prammatica all'epoca - a Napoli, ma la sua vicenda artistica si sviluppò presso le maggiori corti europee del suo tempo.
Il suo rapporto con la Puglia - e con Molfetta in particolare, dove si ritirò da vecchio - fu comunque sempre vitale: basterebbero a provarlo le numerose tele del Maestro sparse in chiese e collezioni private di Terra di Bari nonché la presenza in Spagna, accanto al Giaquinto, di Niccolò Porta molfettese, suo compagno e collaboratore oltre che autore di una sterminata congerie di dipinti in chiave giaquintesca.
...
Nessuna descrizione, per quanto accurata, potrebbe però rendere la ricchezza e la preziosità del colore, che trascorre dal bianco porcellanato a un luminosissimo azzurro lapislazzulo, all'oro, al verde tenero, all'indaco, al grigioverde: una sinfonia di colori vitrei accesi qua e là da sapienti lumeggiature argentee.
"
 [da "Corrado Giaquinto nella Pinacoteca provinciale" di Clara Gelao, nell'opuscolo "La Piancoteca Provinciale di Bari", L'Idea, Conversano, 1996, pagg.22-23]