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[Scorcio del sagrato di S.Agostino: olio su tela del prof. Angelo Gazzilli, 1981]
Così ne parla l'Agresti nel II volume del suo "Il Capitolo Cattedrale di Andria e i suoi tempi", a pagina 82.
Suggestiva è l'immagine d'insieme che se ne coglie ancor oggi. Le colonnine che stavano sui due leoni stilofori con le due colonne poste alla fine del sagrato fanno ipotizzare che inizialmente potesse esserci stato davanti al portale, almeno in fase di progettazione, un protiro.
Al maestoso sagrato si affianca il convento, costruito dai Benedettini e da loro abbandonato intorno al 1350 per l'invasione degli Ungheri, poi occupato e ristrutturato dagli Agostiniani. L'insieme è dotato di due chiostri, l'uno esterno, l'altro interno, sul quale si affacciavano una ventina di celle.
A lato un dipinto, olio su tela, di uno scorcio del sagrato della Chiesa di Sant'Agostino, realizzato nel 1981 del pittore andriese, prof. Angelo Gazzilli (1913-2010).
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]