la sacrestia

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camminamento coperto del chiostro, ex sagrestia dell'800    ambiente adiacente il coro della Chiesa: probabilmente era l'armarium
[a sx: sacrestia dell'800 - fotoR. Sellitri 2010 - a dx: ambiente "armarium" adiacente il coro della Chiesa - foto S. Di Tommaso 10/2017]

La sagrestia dell'Ottocento

l'attuale sagrestia è posta dietro l'altare maggiore
[la sacrestia dietro l'altare maggiore - foto di S. Di Tommaso - 2017]


Tela dell'Annunciazione - copia
[Annunciazione - elab. elettr. su foto di S. Di Tommaso - 01/2014]

Attualmente è adibito a sagrestia (foto a lato) la spazio presbiteriale, un tempo occupato dal coro e retrostante l'altare maggiore; in un primo tempo chiusa da due porte a vetri tra altare e pareti, dopo i restauri del 2017 è stata divisa dal presbiterio da un muro minimale.

L'ambiente con volta a crociera (foto in alto a destra), dal quale attualmente si sale alla cantoria e pone in comunicazione il vano coro-sacrestia sia col chiostro che con la ex sala capitolare con volta a schifo, dall'Ottocento ad oggi è essenzialmente adibito a disimpegno del presbiterio e della sacrestia.
Ai tempi degli Agostiniani, quando cioè in questo cenobio si svolgeva la vita claustrale (almeno dal Cinquecento fino agli inizi dell'Ottocento), questo grazioso e piccolo ambiente (separato dal vano scala per la cantoria ma con esso comunicante attraverso una porta), molto probabilmente era adibito ad armarium, a luogo cioè dove i frati riponevano i libri usati quotidianamente nel coro, per le preghiere o la meditazione.


Dalla pianta d'insieme della chiesa con l'annesso convento, ripresa da un documento dell'Ottocento quando la struttura era utilizzata dal capitolo della Collegiata dell'Annunziata, è invece possibile desumere che era utilizzata come sagrestia la parte del chiostro adiacente la chiesa.

Non sappiamo dove erano collocati i dipinti dell' "Incoronazione della Vergine Maria" e il "S. Pietro pentito". Mentre è facile ipotizzare che l'Incoronazione della Vergine Maria, olio su tela (cm 140 x 138) di fine Cinquecento, fosse in una lunetta della sacrestia, per "San Pietro pentito" (anch'essa olio su tela di cm 96 x 75) può essere un posto qualsiasi delle pareti. Si è in cerca di individuare la loro collocazione da fonti documentarie o da testimonianze.

Attualmente (2015) sulla parete che affianca la chiesa è affissa una tela dell'Annunciazione, un tempo posta nel dossale del secondo altare di destra; essa tuttavia è sagomata in modo da non potersi collocare su tale altare, se non inserendo delle aggiunte, come fu attuato agli inizi dell'Ottocento dal Capitolo della Collegiata dell'Annunziata quando si trasferì in questa Chiesa.
L'appassionato di storia locale, Michele Monterisi, mi ha fatto notare che il vaso di fiori, dipinto sulla tela in basso a sinistra, porta la firma del pittore francavillese Domenico Carella e una data: Dom.[eni]cus Carella / F.[ecit] 1768.
Maria, in preghiera su un genuflessorio settecentesco con la Sacra Scrittura nella destra e la sinistra sul petto, rivolge il capo al messaggio che l'angelo alla sua destra gli porta; questi le mostra il giglio per indicarle che comunque non perderà la sua illibatezza mentre con la sinistra addita il Cielo di cui è portavoce. I due protagonisti sono circondati da vari angioletti.

Incoronazione della Vergine Maria    San Pietro pentito
[sx: Incoronazione della Vergine Maria;    dx:San Pietro pentito - Museo diocesano "San Riccardo"]

Sulla stessa parete per qualche tempo agli inizi del 2015 è stata esposta anche una copia fotografica del suddetto "S. Pietro pentito" (utilizzata come sfondo nella esposizione eucaristica del Giovedì Santo del 2014) il cui originale è collocato nel Museo Diocesano "San Riccardo".
Un breve studio di questo dipinto è realizzato nella pagina dedicata ad alcune tele di Cesare Fracanzano.