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[elaborazione elettronica su foto di Michele Monterisi]
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[elaborazione elettr. su foto di. Michele Monterisi - 2010]
Il presbiterio
Tutte le linee di fuga della elegante struttura architettonica della
navata indirizzano l'occhio al maestoso presbiterio.
Nella volta, sul frontone dell’arco d’ingresso al presbiterio, quattro grandi angeli sostengono lo stemma francescano;
segue, centrale l'affresco di San Francesco che riceve le stimmate.
Una breve descrizione del suo arredo ci è suggerita dal Petrarolo:
Il Presbiterio è diviso dall'aula da una balaustra di marmo rosso
screziato (rosso di Verona) simile al pavimento (del sec. XVIII), divisa in
quattro settori, ognuno dei quali presenta due testine di Cherubini
aggettanti, uno di spalle all'altro.
Bello l'
altare maggiore, anche esso del XVIII secolo: presenta due
Angeli capi-altare, a persona intera, reggi-fiaccole; il paliotto presenta
due Angeli con Croce greca centrale; altri due angeli fanno corona al
ciborio con porticina d'argento, che rappresenta Gesù che distribuisce il
pane ai dodici apostoli. Diversi i marmi che lo compongono, dal verde Alpi,
al giallo Siena, al rosso africano. Dietro il Presbiterio un bellissimo
Coro
in noce, datato 1699 con due file di stalli divisi da colonnine ‘striate’, con
basi e capitelli corinzi: 24+1 sono dell'ordine superiore, 16+2 angolari
dell'ordine inferiore. Lo stallo centrale destinato all'abate-guardiano era
sormontato dal ritratto del francescano ganganelli, eletto Papa col nome di
Clemente XIV il 19/5/1766. Secondo le cronache, il coro era simile a quello
della Cattedrale del 1650, ordinato dal Vescovo mons. Ascanio Cassiano e
andato distrutto il 1916. Interessante anche l'iscrizione che si rileva
sulla cimasa dell'ordine superiore:
ANTE DEUM STANTES NE SITIS CORDE VACANTES SI COR NON ORAT INVANUM LINGUA
LABORAT ANNO DOMINI 1699 OPUS HOC FUIT COMPLETUM SOLI DEO HONOR ET GLORIA
AMEN AMEN.
La Cantoria è di oro zecchino su smalto verde, sormontata dallo stemma
dell'Ordine francescano, con corona imperiale e due canestri di fiori,
sostenuti da quattro angeli con trombe. Sembra che sia stato scolpito nel
1766 da Tommaso Porziotta (lo stesso scultore del tronetto vescovile della
Cattedrale, andato distrutto).
[tratto da "San Francesco - Santa Maria Vetere",
di Pietro Petrarolo, Sveva Editrice, Andria, 2004, pp. 27-29]
Sulla balaustra è opportuno leggere quanto scrive Gabriella Di Gennaro:
Una ricca ed artistica balaustra di marmo divide la chiesa dal presbiterio,
nel quale è appunto collocato il magnifico altare maggiore di marmo pregevolissimo
e ricco di lapislazzuli. È evidente che stilisticamente la detta balaustra di marmo bianco
e africano (alta cm. 86 e lunga cm. 655) è stata costruita in ambito napoletano
nella seconda metà del XVIII secolo. Ho ritrovato a proposito di questa balaustra
solo un riferimento indiretto in un altro atto notarile, recuperato in archivio
del 1793 in cui si fa riferimento alla costruzione di una balaustra marmorea nella chiesa
di S. Sebastiano in Andria, e l’artista contattato, Andrea Scala, s’impegna a realizzarla
sull’esempio di quella di S. Francesco: «… essa balaustrata larga oncie tre,
e l’altezza di esso gradino oncie otto, cioè sei l’altezza del sottogrado di bordiglia,
e due il bastone; nella suddetta imboccatura vi deve cadere un altro gradino,
tutto di marmo bianco di altezza di oncie quattro con fiaccola, o sia smocciatura simile
a quella della balagustrata di questo convento di S. Francesco».
Questa costituisce un’importante data che ci fa intuire l’esistenza della balaustra
di S. Francesco già prima del 1793. Essa, come l’altare, è in marmo policromo intagliato
ed intarsiato ed è divisa in quattro settori, due a destra e due a sinistra del cancello
centrale in ferro e ognuno di esso presenta due testine di cherubini lievemente
aggettanti nel gioco delle volute, uno di spalle all’altro. Questa balaustra
come manifattura è contemporanea all’altare e opera di quello stesso omonimo
autore artefice di tutto l’intero complesso marmoreo.
[testo tratto da "Notizie inedite sulla Chiesa di San Francesco", di Gabriella Di Gennaro",
in "La chiesa di S. Francesco. Appunti di storia, arte e spiritualità",
di Antonio Basile, Grafiche Guglielmi, Andria, 1995, pp. 45-55]

[particolare della balaustra - elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso, 04/2014]
Gli altri arredi del presbiterio, per la loro elevata importanza e pregevole fattura,
come l'altare maggiore,
il coro e l'orchestra dell'organo, meritano un discorso a parte
e approfondito.
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso
(se non diversamente indicato)]