cappella d'ingresso

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Cappellone d'ingresso alla cripta - santuario
[la foto, scattata nell'aprile del 2004, è tratta dal calendario parrocchiale pubblicato nel 2005]

Cappellone d'ingresso, di "San Giuseppe",
penitenzieria

L'ingresso, ampio e arioso, ci introduce alla cripta - santuario con un invito pressante alla preghiera e alla penitenza; è dedicato a San Giuseppe ed utilizzato come penitenzieria.

Domina la scena la meravigliosa scultura della Pietà, opera bronzea dell'artista bolognese Luigi Enzo Mattei, firmata 30 maggio 2004, realizzata grazie al notevole impegno del parroco, Don Antonio Basile, di accrescere la spiritualità dei suoi parrocchiani e concittadini.

Questo cappellone e vestibolo del santuario fu realizzato mentre era cappellano della chiesa, il canonico della cattedrale Don Nicola Maria Troia, avendo come coadiutore il canonico D. Gerardo Magno. Il Basile nel sotto citato libro scrive:

IL Mari parla di alcune opere realizzate dal nuovo cappellano, Don Nicola Troia, ma nel darne notizia, di alcune indica la data di esecuzione, di altre si mostra generico ...
Dice ... che «un proprietario di Andria, devotissimo della Madonna, Rutigliano Bartolomeo, volle completare il tempio di Maria SS. dell'Altomare, facendo a proprie spese costruire dal muratore Francesco Fuzio il Cappellone dedicato al Patriarca San Giuseppe [18] con una facciata a stile moderno.»

NOTE    (dell'autore A. Basile)

[18] Non è indicata la data, ma si tratta certamente dei primi anni "80, prima della morte dell'arch. Santacroce (20 dic. 1882).
Perché il Cappellone di ingresso viene dedicato a San Giuseppe? Una risposta certa non c'è. Ma è possibile fare una ipotesi, una congettura. Nel 1870 Papa Pio IX proclamò San Giuseppe "Patrono della Chiesa universale". Facendo leva sulla simbologia della chiesa-tempio, immagine della Chiesa-Popolo di Dio, sembra plausibile e suggestiva questa ipotesi: dedicando la cappella di ingresso della chiesa a San Giuseppe si vuole fare di lui una sorta di nobile "Portinaio". Colui che custodisce la famiglia del popolo di Dio così come custodì la santa Famiglia di Nazareth.

[tratto da Antonio Basile, "Il Santuario di Maria SS.ma dell'Altomare - Storia, Spiritualità, Arte", Grafiche Guglielmi, Andria, 2018, pp.30-31.]


I bronzi di Luigi Enzo Mattei

La Pietà, opera dello scuultore Luigi Enzo Mattei del 2004, con la croce sullo sfondo
[elaborazione elettr. su foto di Sabino Di Tommaso - 2005]

Si rileva la lettura di questo gruppo scultoreo da una riflessione di Don Antonio Basile nel testo sotto citato.

la Pietà

Il gruppo scultoreo raffigura Gesù morto e Maria sua madre che lo sorregge standogli alle spalle.
   Gesù, deposto dalla croce, adagiato e quasi seduto sulla pietra tombale, ha le gambe distese verso i fedeli i quali, prima di scendere nella navata della chiesa, possono toccarne le estremità in segno di devozione.
 ...
Gesù, che ha il volto dell'Uomo della Sindone, nel Suo corpo mostra una marcata perfezione anatomica e non ha più i segni della flagellazione; conserva solo le cinque ferite che la sera di Pasqua Egli mostra agli Apostoli impauriti, perché possano riconoscerLo come il "Risorto".
   Maria, standogli alle spalle con il ginocchio destro piegato e facendo leva sul piede sinistro che fuoriesce appena dalla veste, Lo sorregge tenendo la mano destra sotto l'ascella accanto alla ferita del costato e poggiando l'altra mano sul braccio sinistro, quasi volesse "mostrare il Figlio Gesù agli altri suoi figli", i devoti che entrano nel santuario.
   La perfezione anatomica del corpo di Gesù, sul quale sono ben visibili le cinque ferite pasquali, evidenzia un corpo proteso alla resurrezione. Il particolare del volto sereno dei Cristo, abbandonato alla volontà del Padre, mostra una persona "addormentata", prossima a risvegliarsi. La statua  va guardata sempre con sullo sfondo la grande croce sovrastante l'arco dello scalone, dalla quale Cristo è stato deposto.
   ...
... Il Cristo è quello della Sindone: il volto è quello sindonico, i fori delle mani sono posizionati nei polsi come indicato dalla Sindone, il pollice delle mani è ripiegato all'interno a causa della rottura del nervo matacarpale provocata dai chiodi.
   Si nota una perfetta somiglianza del volto di Cristo con quello di Maria: il Figlio 'somiglia' proprio a sua Madre!
   Serenità e bellezza nei due volti: Maria ha un volto bellissimo e tristissimo insieme, segno evidente della sua fede nella certa resurrezione del Figlio; Cristo traspira serenità perché è abbandonato alla volontà del Padre, è addormentato nel sonno della morte, è pronto a risvegliarsi nella luce della risurrezione.
   Maria mostra il Figlio Gesù agli altri suoi figli, i devoti che entrano nel santuario a lei dedicato.
   Maria, con la mano posta accanto alla ferita del costato, invita a 'volgere lo sguardo a Colui che hanno trafitto' (Gv. 19,37), indica nel costato sanguinante di Cristo la fonte della salvezza.
   Le tre stelle sul capo e sulle spalle: richiamano la verginità di Maria prima, durante e dopo il parto.
...
Le misure della statua (4/5 delle dimensioni naturali) e della croce risultano perfettamente rispondenti e proporzionate agli spazi volumetrici del Cappellone.    ...

la Croce

Il lenzuolo pendente rimanda al lenzuolo che gli apostoli trovano piegato in un canto del sepolcro vuoto.

La croce dei martiri (come viene chiamata quando essa si presenta con il lenzuolo che avvolge il braccio trasversale) somiglia tanto alla bandiera di chi ha riportato una vittoria.

Il lenzuolo che gira attorno alla croce fa pensare anche al pallio che circonda il collo del Papa e dei Metropoliti: è l’immagine del Sommo Sacerdote che celebra l’Eucarestia ed offre l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo; è anche l’immagine del buon Pastore che porta al collo la pecora smarrita …

[tratto da Antonio Basile, "Il Santuario di Maria SS.ma dell'Altomare - Storia, Spiritualità, Arte", Grafiche Guglielmi, Andria, 2018, pp. 97-99.]

la pietà
[elaborazione elettr. su foto tratta dal sito Santuario Parroccchia Maria SS.ma dell'Altomare, consultato nel maggio del 2025]


La Cappella ECCE HOMO
(su via Canosa)

In questa pagina si accenna anche ad una cappella sita in via Canosa, praticamente sull'ingresso alla Città, in quanto, sotto l'aspetto religioso, è strettamente legata al santuario dell'Altomare.
A pagina 53 del testo citato Don Antonio Basile racconta le fasi dell'intitolazione della cappella, intitolata all' "ECCE HOMO". Scrive:

Abbiamo chiesto e ottenuto dal Vescovo Mons. Mansi l'autorizzazione a utilizzare la denominazione "Cappella ECCE HOMO", a imitazione dell'attenzione missionariaavuta dalla Diocesi di Andria in occasione del Giubileo della Sacra Spina. ...
Per ricordare il prodigio della Sacra Spina (25 marzo 2016) la diocesi di Andria si impegnò a costruire una cappella nel villaggio NGOCK-NDOM nella diocesi di Edea in Camerun, con la quale la nostra fece un gemellaggio nel 2003, un paese situato in piena foresta equatoriale dove i fedeli si riuniscono a pregare sotto un albero.


[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]