le prime 2 nicchie

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1ªnicchia di sinistra
[1ª nicchia di sinistra - foto Sabino Di Tommaso, 12/2003]

1ª nicchia a sinistra

Scendendo per le scale che attualmente portano nella cripta, sul lato sinistro, all'interno della prima nicchia rimangono tracce di affreschi; la più rilevante e leggibile è questo busto di donna, probabilmente una monaca; si potrebbe ipotizzare che raccontasse una scena della vita di Santa Sofia.

Resto di affresco, nella prima nicchia a sinistra
[Resto di affresco, nella prima nicchia a sinistra - foto Sabino Di Tommaso, 12/2003]

Un'altra porzione di affresco si vede nella nicchia di fronte, la prima della parete destra.


1ª nicchia a destra

resti di affresco
[1ª nicchia a destra, resti di affresco - foto Sabino Di Tommaso, 12/2003]

Dopo aver affrontato la ripida scalinata che attualmente conduce giù nel santuario, sul lato destro, nella prima nicchia può essere osservato, con molte difficoltà, questo frammento di affresco.
Esso segue l'arcuarsi della volta originaria della cripta, che si evidenzia in masso tufaceo piuttosto bassa, quel tanto comunque che permetteva ai primi fruitori del luogo sacro di stare agevolmente in piedi, considerando che le varie ristrutturazioni sollevarono la pavimentazione dicirca  metri 1.60.
Nella cornice, come al solito operata in fasce di ocra gialla e rossa, quale soggetto sacro è rappresentato?
Sembra una figura umana nimbata di giallo con manto rosso; altro non si vede.

Lapide nell 1ª nicchia di destra
[La lapide commemorativa ricorda la ristrutturazione della chiesa avvenuta tra il 1875 e il 1877.]

La lapide su riprodotta (e scarsamente leggibile) ricorda i lavori di notevole ampliamento della Chiesa, eseguiti dal maggio 1875 al dicembre del 1877 dall'Arch. Federico Santacroce.

[Il testo della lapide] [La sua traduzione]

D. O. V. G.
IN HONOREM DEIPARAE DE ALTO MARI
TEMPLUM
QUOD PRINCIPIO CISTERNA
PRODIGIO VIRGINIS RELIGIONE CIVIUM
AEDES SACRA
TRIUM SAECULORUM RERUMQUE INJURIIS SQUALEBAT
MUNICIPALI ORDINE CIVIBUS UNIVERSIS
ADJUVANTIBUS.
CURA ET STUDIO IOSEPHI M.AE MARZIANI U. I. D.
CANONICORUM ECCLESIAE CATHEDRALIS PRIMICERII
ET GHERARDI MAGNO ANTONI FILII MANSIONARII
NOVIS OPERIBUS LAXATUM ORNATUM
FRIDERICUS GALDI ANTISTES
SOLEMNIBUS COEREMONIIS DEDICAVIT
ANNO A CHRISTO NATO MDCCCLXXVII
A CONSECRATIONE EPISCOPALI PII IX. P. M. XXXXX

Grazie a Dio Ottimo e alla Vergine Genitrice.
In onore della Madre di Dio dell’Altomare
Il TEMPIO
che prima era una cisterna,
per il miracolo della Vergine e la Pietà dei cittadini
(ora è un) edificio sacro,
per tre secoli abbandonato all’ingiuria del tempo,
con l’aiuto
del Municipio e di tutti i cittadini,
con la sollecitudine e l’impegno di Giuseppe Maria Marziani
primicerio dei canonici della Chiesa Cattedrale
e del mansionario Gerardo Magno figlio di Antonio,
con nuovi interventi ingrandito e decorato,
il vescovo Federico Galdi
con una solenne cerimonia dedicò
nell’anno 1877 dalla nascita di Cristo
a 50 anni dalla consacrazione episcopale di Pio IX Pontefice Massimo

Insolitamente la suddetta lapide data l’evento, non solo e ovviamente considerando gli anni trascorsi dalla nascita di Cristo, ma anche dichiarando gli anni trascorsi dalla consacrazione episcopale di Pio IX (eletto arcivescovo di Spoleto il 3/06/1827), piuttosto che, com’è d’uso, quelli trascorsi dalla sua elezione a Pontefice Massimo (16/06/1846).


[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]