Rapporto con la tradizione ... Il polo magnetico di attrazione

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Rapporto con la tradizione filtrato dalla modernità
I simboli con la forza della semplicità

Riccardo Ruotolo
Ingegnere e progettista del nuovo complesso

8 – Il polo magnetico di attrazione.

Dentro l’Aula liturgica la comunità qui presente può sentirsi al sicuro e può innalzare al cielo preghiere e canti, con la certezza che gli stessi raggiungeranno nel celeste firmamento la Vergine Madre tramite la sua forza di attrazione. Quest’ultimo concetto ci ha guidato nella progettazione del controsoffitto ligneo, delle lampade e, soprattutto della cupola. Proprio la cupola, o meglio grande lanterna, è l’ultimo elemento significativo che abbiamo voluto riproporre dall’architettura religiosa del passato, arricchendola di significati mariani.


[Nel celeste firmamento la Vergine Madre tramite la sua forza di attrazione del controsoffitto ligneo, le lampade e la cupola della Chiesa]

Fino dai primi studi del progetto, volevamo che la cupola fosse il simbolo per eccellenza della Vergine celeste. In passato molti pittori hanno dipinto sulle volte e sulle cupole il cielo stellato. Nel rispetto della volontà del committente abbiamo effettuato una ricerca nel nostro territorio di un artista capace di dipingere la volta della cupola come l’avevamo pensata fin dell’inizio della progettazione e l’abbiamo individuato nella pittrice Beatrice Capozza di Corato. L’artista, interpretando in modo condiviso la nostra idea di cielo stellato, dai colori del lapislazzulo nuvolato come è il cielo con la Via Lattea, ha lavorato per un mese su di un’apposita impalcatura, con non poche difficoltà, perché costretta a mantenere il capo sempre rivolto verso l’alto. Il risultato ottenuto è emozionante.

Le fasce stanno a rappresentare le preghiere, le invocazioni della comunità dei fedeli che, partendo dal basso, corrono verso la Madre celeste che è in alto, per chiedere protezione.

La nostra piccola cupola è stata pensata e voluta come elemento di un insieme simbolico molto più grande costituito da: preghiere e invocazioni che partono dall’assemblea e, innalzandosi come aureole di luce, tramite i sostegni delle fasce orizzontali (simbolo del manto della Madonna), raggiungono il soffitto su cui viaggiano convergendo in modo rapido, come linee di forza, verso un cielo splendente d’azzurro vestito di stelle, a rappresentare la Vergine Maria e la sua forza attrattrice. Sono proprio queste linee di forza che si incurvano e salgono verso il cielo a rappresentare il raccordo tra il quadrato dell’Aula liturgica che rappresenta la terra ed il cerchio finale posto in alto che rappresenta il cielo: due forme geometriche incompatibili tra loro quando le si vogliono sovrapporre. Il controsoffitto dell’Aula liturgica, con la sua parte strombata, è stato progettato per rendere compatibili le due forme geometriche, tanto che, partendo dal quadrato che è la proiezione del contorno dello spazio assembleare, con fluidità e morbidezza le linee di forza riescono a trasformare il quadrato in un cerchio che, a mezzo di un cilindro luminoso, conduce alla volta celeste. In questo modo il quadrato e il cerchio si compenetrano e, senza soluzione di continuità, si trasformano uno nell’altro.

           
[preghiere e invocazioni dell'assemblea innalzandosi come aureole di luce sotto le fasce orizzontali (simbolo del manto della Madonna) vanno verso un cielo splendente d’azzurro vestito di stelle]

I simboli a volte sono difficili da leggere e interpretare, ma per noi è stato molto grande l’impegno che abbiamo profuso, continuo, giornaliero, spesso sofferto, disegnando la stessa cosa più volte, con caparbietà, sfidando spesso le ire del costruttore ma, grazie alla grande competenza e dedizione degli artigiani della nostra città, alla pazienza e alle capacità espressive della pittrice Beatrice Capozza, e soprattutto alle qualità organizzative dell’impresa Scarcelli Riccardo, siamo riusciti infine a rifinire e dotare di significati di semplice comprensione la nostra opera.

Anche le luci che abbiamo voluto a forma di aureola, quasi sospese sul capo dei fedeli, stanno a significare sia le preghiere che vanno verso l’alto, sia le grazie che scendono dal cielo stellato sulla comunità: sono sottili cerchi di luce, quasi sospesi nell’aria, tenuti da fili invisibili.

Anche in tutto ciò che ora abbiamo descritto risulta evidente la cura che abbiamo avuto nella ricerca di quello che abbiamo ritenuto il meglio per i particolari costruttivi.

Sarà la comunità parrocchiale a giudicare se abbiamo realiz¬zato in modo efficace il simbolo ed il significato che abbiamo voluto dare e rappresentare.