Nell'immagine sottostante è riprodotto il coro attualmente esistente nella basilica, composto da 26 stalli più quello (possibile) centrale del Priore, intagliati tutti in modo sobrio.
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Ma fino agli inizi dell'Ottocento dietro l'altare maggiore, al posto dell'attuale coro ligneo del 1935, c'era un superbo coro seicentesco, fatto realizzare dai Padri Benedettini in massello di noce finemente scolpito.


Oggi questo bellissimo coro si trova nel Duomo di Bisceglie. Riporto da “Monografie Andriesi” del Merra la descrizione sintetica del decoro; si legga nel le relative pagine dell'Autore la descrizione analitica degli intagli scolpiti sui ventotto scanni superiori.
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[testo tratto da "La Madonna dei Miracoli d'Andria", in "Monografie Andriesi" di E. Merra, Tip. Pontificia Mareggiani, Bologna, 1906, Vol.II, pp. 335-341]
Sembra che prima del su descritto coro seicentesco nella basilica esistesse un altro coro,
donato poi dai Padri Benedettini alla Chiesa di Santa Maria Vetere, quando,
appunto nel Seicento, istallarono dietro l'altare quel prezioso coro, che nel 1807 fu "deportato"
per ordine di Giuseppe Napoleone nella Cattedrale di Bisceglie.
Scrive infatti l'Agresti descrivendo la Chiesa di Santa Maria Vetere:
[tratto da "Santa Maria Vetere" in “Il Capitolo Cattedrale di Andria e i suoi tempi” di M. Agresti, tipi Rosignoli, Andria, 1912, Vol.II pp.100-104]
Non so da dove l'Agresti abbia attinto la notizia che detto coro di Santa Maria Vetere provenisse dalla Basilica di Santa Maria dei Miracoli.
Il Merra, descrivendolo un decennio prima, non ne fa cenno e nella statua opposta a San Francesco non vede San Benedetto,
ma il francescano S. Ludovico di Tolosa, figlio di Carlo II d'Angiò, re di Napoli:
Dietro l’altare maggiore si vede il coro in noce. È di uno stile piuttosto pesante.
La fascia del cornicione è bellamente rabescata; vi sono ventidue stalli superiori e dodici inferiori.
A destra ed a sinistra dei bracciuoli dei due primi stalli inferiori si veggono scolpite a rilievo due statuette,
rappresentanti una S. Francesco d’Assisi e altra S. Lodovico, vescovo di Tolosa.
Due grandi quadri, con cornici dorate, si posano sul cornicione di questo coro: in uno è effigiato artisticamente il Serafino d’Assisi,
in atteggiamento di ricevere nella mano destra dal Bambino Gesù, seduto sulle materne ginocchia di Maria,
le stimmate con un chiodo; la faccia del Santo è veramente indovinata.
Nell’altro quadro è dipinto l’Apostolo delle Indie [il gesuita S. Francesco Saverio], in atto di battezzare una regina indiana;
sotto di esso si legge: Petrus Fanellus elemosinaliter fecit. 1666.
[tratto da "Il Convento e La Chiesa di Santa Maria Vetere", in "Monografie Andriesi" di Emmanuele Merra,Tipografia e Libreria Pontificia Mareggiani, Bologna, 1906, Vol I, pp. 383-457]
Di detto coro, a detta delll'Agresti ceduto dai Benedettini alla Chiesa di S. Maria Vetere, ne parla poi anche mons. Francesco Papa nel sotto citato opuscolo del 1927, ed anch'egli non fa cenno di una sua provenienza dalla Basilica della Madonna dei Miracoli, nè vede in una delle due statuette San Bebedetto, ma concorda col Merra nell'indicare il francescano santo angioino Ludovico di Tolosa.
Il coro, con la fascia del cornicione rabescata, è di uno stile piuttosto pesante,
con 22 stalli superiori e 12 inferiori. A destra ed a sinistra dei bracciuoli degli stalli inferiori sono scolpite a rilievo due statuette,
l’una rappresentante S. Francesco d’Assisi e l’altra S. Ludovico vescovo di Tolosa. Due grandi quadri si posano sul cornicione del coro:
in uno è effigiato S. Francesco d’Assisi in atto di ricevere le stimiate dal Bambino Gesù, seduto sulle ginocchia materne;
nell’altro è dipinto l’apostolo delle Indie, in atto di battezzare una Regina Indiana.
Fu fatto nel 1666 da un tale Pietro Fanelli, con elemosina raccolta.
[tratto da "La Chiesa di S. Maria Vetere ed il Convento dei Frati Minori", del prof. Francesco Papa, Arti grafiche Fumagalli e C. - Maccagno (VA), MCMXXII]
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]