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Cappella
della CROCIFISSIONE
In fondo alle due navate laterali di questo
magnifico Tempio si
aprono due spaziosissime scale, che menano alla
Cappella del Crocifisso
... Le due gradinate scendono dritte ed in una sola rampa, framezzata
ciascuna da un pianerottolo. Questi pianerottoli per mezzo di due porte
rivestite anche di marmo, menano per tre gradini dentro la Cappella,
detta del Crocifisso. Questa Cappella forma un tempietto, medio tra la
volta del Coro, che sta al primo piano, e la volta della
Cripta o Soccorpo della Beatissima Vergine, messo al terzo piano.
È sostenuto da quattro grossi pilastri di pietra, dipinti di non mediocri affreschi;
come pure di eguali affreschi sono panneggiatio i muri all'intorno.
[testo tratto da "
La Madonna dei Miracoli d'Andria" in "Monografie Andriesi" di E. Merra,
Tip. Pontificia Mareggiani, Bologna, 1906, Vol.II, pagg. 322-324]
Gli affreschi ... attribuiti in passato alla bottega di Marco
Pino da Siena, ... sono stati invece riconosciuti dal prof. Vincenzo
Pugliese come opera di Andrea Bordone, l'artista romano attivo in Puglia
tra il 1596 e il 1629; l'Abbate ha attribuito gli stessi affreschi ad un
pittore conoscitore dell'ambiente romano e del cavalier d'Arpino. La
committenza della Cappella, se si può logicamente attribuire ai Duchi
Carafa, ci può far pensare alla sapiente 'regia', all'ispirazione
teologica del benedettino Valeriano di Franco, fratello di quel Giovanni
di Franco, autore catanese della prima opera storica sul santuario
andriese, risalente al 1606. ... La competenza teologica del di Franco,
che appare nella descrizione della basilica, può aver ispirato le dotte
citazioni della Cappella della Crocifissione, che ci rimandano alla
'Città di Dio' di sant'Agostino.
[testo di Luigi Renna, tratto da "La Madonna d'Andria"
di AA.VV., Grafiche Guglielmi, Andria, 2008, pag.260]
[Gran parte delle foto (2003 - 2004) utilizzate in questa
esplorazione sono precedenti l'ultimo restauro; ciò permette
anche un confronto con gli ultimi interventi sugli
affreschi]
[il testo e le immagini di questa pagina e delle seguenti sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato).
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