L'antico campanile consisteva in alquanti archi, atti a
sostenere le campane; infatti il 7 novembre 1751, il priore Fra
Lorenzo Germano, tra le altre cose proponeva ai Padri di alzare
altri archi
per le campane. ...
Nel'anno 1765 era stato già innalzato l'arco, sul quale poggia la
mole del campanile, e dopo quattro anni pare che la torre fosse
ormai compiuta. ...
Il muratore che costruì questo campanile, che è tutto di pietra, di
stile barocco, e che riuscì quant'altro mai svelto ed elegante, fu
maestro Domenico Jeva, fratello di Vito che rizzò quello di S.
Francesco. Esso si eleva sublime all'angolo del primo
chiostro, sopra un solido arco acuto, per dare libero passaggio ai
corridoj del medesimo. Il suo basamento sino al primo piano, è
quadrato, gli altri tre piani con la cuspide, hanno gli angoli
ottusi. Una larga cornice come divide il primo piano dal basamento,
così divide gli altri piani fra loro. Il primo piano ad ognuno dei
quattro lati ha due stelle di ferro, tinte in nero, e che risaltano
bellamente sul colore della pietra. Ogni piano ha quattro grandi
elegantissime e sfogatissime finestre, sormontate da cornici
arcuate, con graziose balaustre di pietra, quasi tutte dell'istesso
disegno, meno quelle del terzo piano la di cui balaustrata corre
intorno al cornicione. Otto pilastrini con basi e
capitelli corinti
e fregi, fiancheggiano a due a due le finestre. La cuspide è quasi
ottangolare, ed ha la forma di una pera.
La banderuola, che gira ad
ogni spirar di vento, rappresenta un cane di rame, che porta in
bocca una torcia accesa, e si posa sopra di una grossa palla, anche
di rame, stemma dei Frati Predicatori. In tempi da noi non troppo
lontani un uragano ne fece cadere la torcia ed una zampa. Con quest'ultima
torre Andria poté a ragione essere chiamata la città dei campanili.