
[elaborazione elettr. su foto di. Sabino Di Tommaso - 03/05/2022]
La navata presenta quattro fornici per lato.
Analizzo le opere più rilevanti presenti sulla parete sinistra.
Riporto contestualmente, tra virgolette ed in corsivo, una descrizione di
questi altari come si presentavano nella prima metà dell'Ottocento ai tempi
del Borsella, autore del
testo in Andria Sacra.
Nel primo arco,
a partire dall'ingresso, troviamo un moderno confessionale e, sulla parete
una tela tonda non datata raffigurante l'Assunta-Immacolata su una nuvola
tra angioletti e ai suoi piedi gli Apostoli Giacomo
e Filippo; sullo sfondo un accenno di paesaggio. L'apostolo a destra della
Vergine ha nella destra un libro e nella mano sinistra una scritta a nastro:
"INITIŪ EVAN ..."; penso si tratti di Filippo, al quale si attribuisce un
vangelo detto gnostico. L'altro apostolo impugna con la sinistra il bordone
del pellegrino, uno degli emblemi che denotano S. Giacomo maggiore.
Nel Seicento i vescovi vedono nell'Annunziata un altare dedicato ai Ss. Filippo e Giacomo;
fu eretto probabilmente per compensare la scomparsa della
chiesetta omonima un tempo esistente presso la Città e documentata in una
Bolla del 13 novembre 1175.
Se l'attuale quadro è quello visto da
mons. Egizio nel 1659 sull'altare di destra attualmente del Sacro Cuore,
allora è un'opera della prima metà del Seicento.
Sulla parasta che divide il primo fornice dal secondo è poi posta una elegante acquasantiera seicentesca in pietra locale, retta da una cariatide e datata, sul piede, 1609.
Scrive il Borsella a pag.257 della citata "Andria Sacra":
In merito alla tomba di Ioannes de Bosna così scrive Mons. Palica nella relazione sulla sua Visita Pastorale del 1780:
| [trascrizione del testo originale in latino] | [traduzione] |
|---|---|
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Die 5.ª m.[ensi]s Iulii anni 1780.
Visitavit Cappellam SS.mi Crucifixi sitam in eodem latere dextero cornu Evang.[eli]i,
In eodem Alt[ar]i adsunt sequentia legata Piorum eorum parentium. 3. Legatum G.m Heremitæ Fr.s Ioannis Iasoricæ(?) de Bosna, qui asseritur vitam finisse in statu heremitico, quem peregit inhumuet Eccl.[esi]æ SS.mæ Annunc.[iationi]s, cum opinione bona, eiusque cadaverum humatum reperitur in eadem Eccl.[esi]am, et proprie innes Cappellam SS.mi Crucifixi, et apparet eius lapis sepulcralis cum iscriptione sub imaginem eius Eremitæ in lapide ipsa incisa, et sculpta.
Legatum ipsum consistit in bonis, et capit[ali]bus summis, necnõ censibus p[er]petrato, ut sequitur.
Onera huic leg.[at]° annexa ex voluntati ipsius Fr.[atri]s Ioannis Regalis parentis,
sunt missæ planæ in honorem Divi Roci Conf.[essor]i, ratione assium viginti quinque pro qualibet missa,
et vig.[int]a __duit: supraenunciatæ … celebrantur ratione carlenorum quinq.i pro qualibet missa in Altari S. Sacri Crucifixi,
in quo est depicta Imago laudati S. Roci, et mandavit exhiberi documentum,
et doceri de satis.[factio]ne missarum in hac p[ræsen]ti S.ª Visit.[ation]e. |
5 luglio 1780.
Visitò la Cappella del Santissimo Crocifisso, eretta sullo stesso lato destro dell’Evangelo,
Nello stesso altare esistono i seguenti legati dei devoti e dei loro familiari. Un 3° legato dell’eremita Fra Giovanni ___ de Bosna, che si dice abbia terminato la sua vita come eremita, e che volle essere seppellito nella Chiesa della SS.ma Annunziata; di buona fama, la sua salma si trova seppellita nella stessa Chiesa, esattamente presso la Cappella del SS. Crocifisso, ove si vede la sua lapide sepolcrale con l’iscrizione sotto la scultura della sua figura di eremita.
Il legato consiste in beni, somme di capitale nonché censi ottenuti, così come segue.
Gli oneri annessi a questo legato, per volontà espressa dallo stesso Fr. Giovanni di stirpe regale (della Bosnia),
sono delle messe piane in onore di San Rocco confessore, in ragione di venticinque assi per messa,
venti delle quali da celebrare, in ragione di 5 carlini a messa, all’altare del Santo Crocifisso,
nel quale è dipinta l’immagine del lodato S. Rocco; (il visitatore) ordinò di mostrare il documento
e informare della soddisfazione dell’onere delle messe durante questa presente visita. |
Ecco intanto cosa c'era nel Seicento in questa cappella, oggi murata ed usata come ambiente di servizio.
Mons. Egizio, nella sua Visita Pastorale del 1659, vede un altare, allora dedicato a S. Rocco, con dei dipinti raffiguranti Sant'Anna madre di Maria Vergine, e San Rocco e San Giuseppe ai lati.
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Die 15 m.[ensi]s sept.[emb]ris 1659. … … … Postremò visitavit cappellã S.ti Rocci, quæ est contigua suprad.[ict]a pietatis prope ingressũ Eccl.[esi]ae, quæ cappella est fornicata, et pervetustis figuris depicta, tum in Icone, tum in reliquis parietibus dictæ Cappellæ, et pro Icone deservit Imago S.tæ Annæ Matris S. M.[ariæ] V.[irginis] cũ imaginibus S.ti Rocci, et Iosephi, hinc inde adstantibus. Altare est lapideum et cũ deficiunt redditus dotat.[io]nis dictæ Cappellæ, deficiunt etiam aliqua prout sunt crux decentior et paleottũ, et Ill.[ustrissi]mus D.[omi]nus attenta tenuitate p[rædi]cta mandavit paleottũ p[rædi]ctæ resarciri crucẽ decentiorẽ confici, bradella deaptari ac lapideum sacratũ maiorè apponi, et existen[tem] removeri sub pœnis suspensionis, et alijs arbritrio infra tres mensis. Et ita mandavit &. |
15 settembre 1659 … … … Infine visitò la cappella di San Rocco, che è contigua alla sopraddetta della Pietà, presso l’ingresso della Chiesa; la quale cappella è con tetto a volta e dipinta con immagini molto antiche, sia nell’icona del dossale che nelle altre pareti; come icona c’è l’immagine di Sant’Anna madre di S. Maria Vergine, con vicino ai lati San Rocco e S. Giuseppe. L’altare è di pietra e poiché detta Cappella non ha una dotazione di redditi, manca di alcune cose come una croce più decorosa e un paliotto; così l’Ill.mo Signore vista detta carenza ordinò di aggiustare il paliotto e realizzare una croce più convenevole, sistemare la predella e apporre una pietra sacra più grande rimuovendo quella esistente, sotto pena di sospensione e di altro a suo arbitrio entro tre mesi, Così ordinò &. |
Mons. Triveri, nella sua Visita Pastorale del 1694,
vi trova
la nuova Cappella del Crocifisso eretta dal Capitolo; sull'altare,
è innalzato Gesù Crocifisso e sulla parete è affisso un quadro rappresentante
sua Madre Maria Vergine, S. Giovanni Evangelista e S. Maria Maddalena.
Vede poi l'altare di San Marco Evangelista e di San Rocco non più qui, ma accanto nell'adiacente
ampia arcata; nel quadro il primo santo era dipinto a destra, il secondo a sinistra.
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Die 21 9mbris 1694. Altare SS.rum Marci Evangelistæ, et Rochi.Prosequendo visitationē ventũ fuit ad Alt.[ar]e … in honore SS.orũ Marci Evangelistæ et Rochi dicatũ, in cuius tabula adest imago primi a dextris 2.i verò a sinistris, et cũ in omnibus sit sufficienter ornat.[ũ] nil circa ipsius decernendũ fuit. Alt.[ar]e S.mi Crucifixi.
In fine Eccl.[esi]æ a lat.[er]e Evangelii reperitur Capella de novo a Cap.[itu]lo fabricata et est fornice tecta. |
21 novembre 1694. Altare di San Marco Evangelista e San Rocco.Proseguendo la visita giunse all’Altare dedicato a San Marco Evangelista e San Rocco, nel cui dossale c’è l’immagine del primo a destra e del 2° a sinistra; poiché nell’insieme era sufficientemente ornato, nulla fu da decretare. Altare del S.mo Crocifisso.
Sul lato evangelo dove termina la Chiesa [presso l’ingresso] c’è la nuova Cappella eretta dal Capitolo con tetto a volta. |
Dall'ottobre del 1857 e fino a metà Novecento accanto alla parete laterale presso l'ingresso
(dove oggi, 2022, c'è un confessionale - vedi panoramica inizio pagina)
era eretto il fonte battesimale,
il quale attualmente è collocato nell'absidiola sinistra del presbiterio.
È da notare che negli ambienti della Congrega dell'Immacolata Concezione si trova conservata
una tela raffigurante il battesimo di Gesù
(foto a destra);
probabilmente fu realizzata e posta a dossale del fonte battesimale dopo il predetto 1857,
quando appunto la Chiesa dell'Annunziata divenne sede parrocchiale, con diritto di amministrare i sacramenti propri di tale funzione.

[elaborazione elettr. su foto di. Sabino Di Tommaso e Michele Monterisi - 2012]
Nel 2° arco di sinistra è innalzato un altare marmoreo con maestoso dossale ligneo barocco nel quale è incastonata la tela dello Sposalizio di Maria con San Vito Martire; nell'edicola superiore c'è una tela riproducente la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta. Nella cornice sotto questa tela è dipinta una data: A.D. 1716.
Così lo vede a metà Ottocento il Borsella nelle pp. 259-260 della suddetta opera:
Mons. Palica, nella sua Visita Pastorale del 1780, descrive questo altare come oggi lo vediamo e con le stesse tele e con la statua di S. Lucia. Fa intendere inoltre che San Vito è dipinto nel quadro perché, essendo diroccata la chiesetta a lui dedicata presso il Convento dei Carmelitani (attuale Seminario), i "benefici" connessi al suo culto sono stati trasferiti da quella chiesa a questo altare dell'Annunziata.
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Die 4.ª m.[ensi]s Iulii anni 1780.
Visitavit successive Altare sub invocatione Sponsalitiũ sub invocatione SS.mæ Virg.[ini]s M.[ari]æ cum S.[anct]° Iosepho
positum post Cappellam Laudati SS.mi in later destro Altaris maioris, sive a cornu Evang.[eli]i,
In quo altare est adnexum Beneficium sub invocatione S.[anc]ti Viti m.[arti]ri translatum a propria sua Cappella diruta,
quæ stabat extra mœnia, et proprie propé Ven.[erabi]le Conventum Sacrum Carmelitanum huius Civitatis; libere collationis,
tempore præsulatum f.[elicis] m.[emoriæ] E.pi Nobilioni cuiusmet Civit.[atis] … Nobilione, Visitavit Altare præd.[ict]m ex opere plastice edificatum cum paliotta ex tela depicta cum Lapide Sacra, et mandavit reaptari infra mensem sub pœna interdicti. Altare præd.[ictu]m habet duos gradus ex ligno deaurato, et ..., et tela depicta cum Imaginibus Laudati Sponsalitii, et circiter S. Viti, et in culmine eius.[de]m adest alia tela depicta cum Imaginibus B.[eatissim]mæ Virg.[ini]s M.[ari]æ, et S.[anct]æ Elisabectæ visitatæ. Super gradibus eiusdem adest statua S.[anct]æ Luciæ, Virg.[ini]s, et Mart.[ir]s, et nihil iniunxit. |
4 luglio 1780.
Successivamente visitò l’Altare intitolato allo Sposalizio della SS.ma Vergine Maria con San Giuseppe,
(altare) posto dopo la lodata Cappella del Santissimo sul lato destro dell’Altare maggiore, cioè lato evangelo,
In tale altare è connesso un beneficio intitolato a San Vito martire, beneficio spostato dalla omonima Cappella crollata,
che stava fuori mura, propriamente presso il venerabile sacro Convento carmelitano di questa Città; (beneficio) di libero contributo,
al tempo del vescovo di questa Città mons. Nobilione, di felice memoria, come da sua relazione;, Visitò il predetto altare realizzato in materiale scolpito con il paliotto di tela dipinta e la lapide sacra; ordinò di restaurarlo entro un mese su pena dell’interdetto. Il predetto altare ha un postergale di due gradini in legno dorato, … e una tela dipinta con le immagini del lodato Sposalizio, con vicino San Vito; sopra tale quadro c’è un’altra tela dipinta con le immagini della Beatissima Vergine Maria e Santa Elisabetta visitata. Sui gradini del postergale c’è la statua di santa Lucia, vergine e martire. Nulla ingiunse il visitatore. |

[elaborazione elettr. su foto di. Sabino Di Tommaso - 03/05/2022]
Nell’arco successivo si apre la cappella, già dedicata al SS. Sacramento: ha la volta a vela ellissoidale innalzata su archi a tutto sesto e con una lanterna nel culmine.
La balaustra di accesso alla cappella, in breccia con colonnette, è precedente all’altare marmoreo, che era di legno riccamente scolpito e fu rifatto nuovo in marmi con decori in legno dorato nel 1918, come recita la lapide affissa nei pressi:
Nella chiesa dell'Annunziata è certificata la presenza di un altare dedicato al SS. Sacramento già nel 1173 da una lapide del 1179, oggi affissa a destra entrando nella cappella.
E ancora il Borsella a pag. 261 della citata opera:

Abbiamo approfondito l'analisi di questa lapide - documento del 1179 nelle vicende storiche dell'Annunziata.
Dalla lettura delle Visite Pastorali dei vescovi Egizio e Triveri, sembra
che qui, al posto della cappella del SS. Sacramento, almeno
fino al 1694 vi fossero ambienti di servizio.
"Sita est Sacristia extra Presb.ũ
propé Altare S. M.ae Pietatis;", scrive Mons. Triveri.
La sacrestia probabilmente utilizzava questo ambiente adiacente
oltre quello attualmente esistente dietro l’altare della Pietà e
dedicato prima del 1964 a cereria; vi si poteva accedere da una porticina
tra lo stesso altare e l’arco che immette nel presbiterio. Altri dati a favore di tale ipotesi:
non si parla di alcun altare o cappella tra l’altare della Pietà e quello
dedicato a S. Marco (poi dello Sposalizio di Maria e Giuseppe),
così come parallelamente sul lato opposto della navata fino a quella data
non esiste ancora la cappella dedicata all’Immacolata e a S. Sabino;
e ancora: i due vescovi Egizio e Triveri, entrando in chiesa pregano
il Santissimo presso l’altare maggiore (che poi visitano), mentre nel 1780 il Palica
si reca a pregare presso l’altare del Santissimo e poi si reca a visitare l’altare maggiore.
Nel 1711 nella visita di Mons. Nicola Adinolfi, il Priore della Collegiata dell'Annunziata, D. Baldassarre Accetta, responsabile pro tempore del beneficio annesso all'Altare di S. Maria della Pietà, dichiara:
Questa afferrmazione molto chiaramente fa supporre che in sacrestia, almeno nel 1711, si entrasse dalla suddetta porticina aperta fino ai primi del Novecento e che è attualmente visibile, murata, all'esterno della chiesa
Nell'anno 1717 fu concesso dal vicario del vescovo (non ancora nominato) di custodire perennemente in questa cappella del Crocifisso il SS. Sacramento dell'Eucarestia, così come si rinviene nella relazione sullo Stato della Chiesa di Andria inviata a Roma da mons. Cherubino Tommaso Nobilione in occasione della "Visita ad Limina" per il 49° triennio e datata 24 marzo 1731; scrive infatti il vescovo:
È nella Visita pastorale del 1780 che Mons. Palica trova poi, in questo terzo fornice realizzata una Cappella del SS. Sacramento, dotata di altare artistico; sul muro pende una tela dove Cristo Risorto invita Tommaso a mettere la mano nella ferita, [tela che il Borsella nell’Ottocento vede nella opposta cappella di S. Sabino] e ai lati ardono due lampade per i suddetti "legati" di F. Romonditio del 1173. L'ingresso infine è chiuso da una cancellata in ferro e commesso di pietre.
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Die 4.ª m.[ensi]s Iulii anni 1780.
de mane circa horam duodecimam Ill.mus D.nus, ut sup.[r]ª visitavit Cappellam, et Altare SS.mi Sacr.[ament]i,
in quo est onus celebrationis missarum planarum n.° triginta quatuor, numpe decem pro leg.[at]m G.m Sabati Guarino,
de ratione carlenorum quatuor per qualibet missa,
Visitavit altare praed.[ict]m ex opere plastice, quod habet duos gradus in medio quorum est collocatum
tabernaculum SS.mi Sacr.[ament]i (ex ligneo in parte deaurato) [scrive più sopra]. Visitavit telam depictam cum quatuor Imaginibus, nempé D.ni N.ri Iesu Christi, D.[iv]i Thomæ Ap.[osto]li, et duarum aliorum Apostolorum indicantes ubicatam fellitatem, et Confessionem Resurrectionis D.[omi]ni Iesu Christi mittendo manum in eius latus. Visitavit quoddam luminare cum sex cornucopiis ex ligno deaurato in medio Cappellæ appensum. Visitavit cancellos ex lapide misto nostrali elaboratos cum sex fenis auricalco ornatis. ... |
4 luglio 1780.
Intorno alle dodici del mattino l’Ill.mo Signore visitò, come su detto, la Cappella e l’altare del SS. Sacramento,
nel quale c’è l’onere di trenta quattro messe piane ed altre dieci da un legato di G. Sabato Guarino, in ragione di quattro carleni a messa,
Visitò il predetto altare in materiale [ligneo ?] scolpito, con un postergale di due gradini,
in mezzo ai quali è collocato il tabernacolo [su descritto] del SS. Sacramento (di legno dorato) [scrive più sopra]. Visitò la tela dipinta con quattro personaggi, cioè il Signore Nostro Gesù Cristo, S. Tommaso Apostolo e altri due apostoli, indicanti il posto della ferita ed il riconoscimento della resurrezione del Signore Gesù Cristo col mettere la mano nel suo fianco. Visitò un lampadario con sei bracci-cornucopie in legno dorato, appeso al centro della Cappella. Visitò la cancellata in pietra mista [breccia] locale lavorata con sei elementi decorativi di ottone. |
L'ultimo arco a ridosso del presbiterio ospita
il pregevole altare di stile barocco
dedicato alla Madonna della Pietà, nel quale è incastonato il dipinto della stessa,
anticamente rimosso dalla cappelletta esterna in cui era affrescato
(si trovava all’esterno dell’uscita dall’antica sacrestia) e ivi incollato.
L’insieme, ad eccezione della scultura rinascimentale che rappresenta l’uscita di Gesù da Gerusalemme per l’ascesa al Calvario,
appare della 2ª metà del Seicento e coevo con
l’altare a fronte un tempo dedicato a S. Gennaro.
Lo descrive così il Borsella nelle pp. 262-264 del su citato testo:
Alla storia di questo altare e dell’affresco di S. Maria della Pietà su di esso incastonato sono dedicate altre due pagine.

[Panoramica della navata dal Presbiterio verso l'ingresso - elab. elettr. su foto di. Sabino Di Tommaso - 03/05/2022]
Vincenzo Schiavone a pag. 50-51 del libro "La chiesa dell'Annunziata di Andria" (citato), ci suggerisce la seguente acuta osservazione.
Riccardo Colavecchia a pag 71 del Tomo II. “Delle Città d’Italia e sue isole adjacenti compendiose notizie sacre, e profane”, a cura di Cesare Orlandi, e pubbicato nel 1772 scrive:
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]