
In base ad alcuni resti architettonici e lapidei (di seguito illustrati in foto) si potrebbe ipotizzare che la Chiesa dell’Annunziata, fino alla sua devastazione avvenuta nel 1350 ad opera degli Ungheri, fosse orientata nella direzione Est-Ovest con ingresso a portico raggiungibile dall’attuale via S. Maria Vetere, distendendo così la sua aula all’incirca sul sito dell’attuale presbiterio.

Qui sopra sono riprodotti i particolari di due (delle probabili tre) volte, un capitello ed alcuni peducci, facenti parte di detto elegante portico-sagrato di accesso alla primitiva chiesa; la pianta attuale degli ambienti oggi ivi insistenti (parte di pianta riprodotta sotto) invita a supporre che il portico potesse essere composto da tre volte costolonate in stile romanico, rette anteriormente da alcune colonnine: ad oggi tuttavia solo due delle tre volte sono costolonate ed evidenziano resti di colonnine murate nelle attuali strutture di sostegno.

[pianta attuale (2022) del presbiterio dell'Annunziata, probabile sito della Chiesa esistente nel XII secolo
al posto dell'attuale presbiterio - elaborazione elettr. di Sabino Di Tommaso]
Tale antica Chiesa dell’Annunziata potrebbe pertanto risalire a non più tardi del secolo XII,
periodo in cui ricade la lapide (foto sotto) attestante che nel 1173 già esisteva nella Chiesa un altare dedicato al SS. Sacramento,
nonché lo stemma dell’Università di Andria (foto più in basso),
citata nella relativa iscrizione come obbligata ad ottemperarne gli obblighi sottoscritti.
Detta iscrizione fa quindi risalire l’antica chiesa ad un periodo non solo antecedente gli Angioini con i Del Balzo, ma anche precedente gli Svevi.
Si può inoltre supporre che l’annesso ospedale per i pellegrini, documentato nel 1387 (di seguito dettagliato),
affiancasse a destra la chiesa ed avesse il suo ingresso,
opportunamente, sulla sottostante via che da Porta della Barra menava, passando per
il villaggio di Trimoggia (SS. Salvatore), all'antica via Traiana.
Infatti nei secoli XII-XV, periodo qui considerato ma certamente anche nei secoli precedenti,
la carrareccia-mulattiera, che sul lato sinistro del rivo-canale Aveldio dal borghetto fuori mura intorno all’eremo di S. Onofrio
(o a quanto di esso esisteva) e a Madonna della Grazia con relativo monastero lambiva l’Ospedale dei pellegrini annesso alla Chiesa dell’Annunziata,
proseguiva attraverso i suoi diverticoli più importanti verso la via Traiana, trovando sede di massima,
o nell’attuale via che per Trimoggia-Grotta dell’Angelo-Chiesa del Salvatore (documentata esistente già nel sec. XII),
oppure nella mulattiera per Monte Faraone (con percorso iniziale in Andria attraverso
le attuali Via Annunziata, Via Trimoggia, Via Pietro Normanno e poi, come detto, o Via SS. Salvatore [SP.43], o Via Monte Faraone).
Evidentemente, incrociando l’antica arteria lastricata romana (la citata Via Traiana)
presso la “stazione di posta - mutatio” detta “ad Quintum decimum”,
permetteva al viandante di raggiungere da lì varie località, la più prossima ed importante delle quali era Canosa, ma anche Minervino, Corato, Ruvo, … .
Dopo il 1350 (e/o anche dopo il devastante terremoto del 5-30 dicembre 1456) i Del Balzo – d’Aragona riedificarono l’Annunziata, essendo stata, come appena detto, quasi interamente demolita dai citati Ungheri; i duchi la eressero a tre navate, ma con ingresso da via Canosa, al posto o a fianco dell’ospizio dei pellegrini. Ipotizzo anche la possibilità che Chiesa sia stata riedificata al posto dell'ospizio perché di quest'ultimo non si hanno più notizie dal 1387; inoltre la Chiesa, che sul maestoso arco di accesso al presbiterio reca la data del 1490, nel 1608 fu trovata ancora a tre navate, sia pure parzialmente in rovina, e tale descritta da mons. Antonio Franco nella sua relazione sullo Stato della Chiesa di Andria, allegata alla “Visita ad limina” del 1608, sotto citata.
Raccontiamo ora brevemente i trascorsi storici dell'Annunziata utilizzando il piacevole (a leggersi) "sguardo al passato" di Mons. Giuseppe Lanave, tratto dal testo citato in calce.

Continua Mons. Lanave il suo sguardo al passato:
La ricostruzione ebbe inizio subito dopo l'allontanamento degli Ungheri. Fu cambiato l'impianto, probabilmente per mancanza di materiale da costruzione.

Prosegue Mons. Lanave col racconto delle vicende successive:

l'affresco della Madonna della Pietà, prima del restauro
(operato da Francesca Pellegrino nel 1997)
[testo di Giuseppe Lanave tratto da " La chiesa dell'Annunziata di Andria", Grafiche Guglielmi, Andria, 1996, pp. 1-7]

Da notare i due ingressi (murati) alle originarie navate laterali (il portale appare rinascimentale) - foto Sabino Di Tommaso, 03/05/2022
Il primo documento scritto disponibile è quello scolpito su una lapide [foto
sopra],
attualmente affissa a destra entrando nella cappella del SS. Sacramento, che
si apre
sul lato sinistro della chiesa.
In esso si attesta che "un benefattore, Francisco Romonditio,
nel suo testamento del 1173 aveva lasciato all'Università (=Amministrazione
Comunale) di Andria
il suo denaro, affinché pagasse alla Collegiata dell'Annunziata annualmente sei ducati
(prelevandoli) dalle pubbliche rendite ed imposte,
per tenere perennemente accesi una lampada e ceri davanti all'altare del SS. Sacramento.
Affinché questo legato fosse soddisfatto in perpetuo il Sindaco ed il Magistrato
stesero un pubblico documento nell'anno 1179. Conseguentemente i Capitolari
apposero per riconoscenza questa lapide".
| [Il testo della lapide] | [La sua traduzione] |
|---|---|
|
D. O. M. |
|
Il secondo documento, del 1378, ci è riferito da Giuseppe Ceci, che, parlando delle
“Le Istituzioni
di Beneficenza della Città di Andria”,
[in “RASSEGNA PUGLIESE di Scienze, Lettere ed Arti”,
ed. Valdemaro Vecchi, Trani, 1891, vol. VIII, pag. 75], scrive:
Del 1420 è il testamento di Francesco I del Balzo (se non lo si considera apocrifo) riportato dal D'Urso nella sia “Storia della Città di Andria”, nel quale testamento il Duca tra le sue ultime volontà scrive:
“Item lasso ai Cappellani Sacerdoti della Chiesa di S. Maria della Nunziata extra Moenia oncie quindici per una Messa Cantanda per l’anima mia pro una vice tantum.”
Il successivo documento è la data, 1490, scolpita ai piedi dello stemma aragonese
sul capitello destro [foto sopra] del grande arco di accesso al presbiterio;
tale data inequivocabilmente, attesta che tale arco, e quindi probabilmente il presbiterio del tempo,
è stato eretto durante il ducato di Federico d'Aragona.
Nello stesso periodo storico a questo documento si affianca, l'acquasantiera,
oggi tabernacolo, [foto sopra] che con gli stemmi su essa scolpiti
testimonia i committenti, Del Balzo - D'Aragona - Università di Andria,
di alcune opere nella chiesa realizzate.
La committenza angioina di alcune parti della chiesa può essere
rilevata anche dai grandi frammenti di decorazione [foto sopra],
su cui sono scolpiti a bassorilievo incavi trilobati, sormontati da tondi o rosette pentalobate.
La Chiesa dell'Annunziata, oltre che nella lapide su citata, successivamente è documentata come Collegiata nel 1590, come può rilevarsi dalla Visita ad Limina [2] del vescovo del tempo Luca Antonio Resta. Egli pur non dicendo espressamente che è una chiesa Collegiata ne elenca le caratteristiche proprie di una Collegiata, fornita di un priore ed un certo numero di Ecclesiastici che recitano in coro quotidianamente l'ufficio divino.
| [trascrizione del testo originale in latino] | [traduzione] |
|---|---|
|
Andrien’ Visit. Lim. die X May 1590. Ill.mi et R.mi D.ni. Lucas Antonius Resta E.[piscop]ũs Andrien’ ea qua decet reverentia et obedientia Constit.[utio]ni S.[um]mi D.[omi]ñi N.[ost]rĩ Sisti Quinti de visitandis liminibus Ap.[sto]lorum obedire studens ad ipsa Ap.[sto]lorum limina hac de causa se contulit de qua re extat publici Notarij Instrũ[mentu]m cum hac relatione coniunctum.
Andria Civitas posita est in Regno Neapolitano in Provincia Terris Bari
sub dominio Ducis di[ct].ae Civitatis cognosi… in spũalibus Ecclesiam
Metropolitanam Tranen’ habensq[ue] focularia fore quatuor millia
quae faciunt numeri animarum 13000m.
Ad di[ct]ãm Eccl.[es]ĩam Andrieñ[sis] ipse E.[piscop]ũs octo ab hinc annis translatus fuit. … … … Ecclesia Annunciationis B. V.
Prope et ex’[tra] Civitatem adest Ecc.[lesi]a Annunc.ni B.[eatæ] V.[irginis]
dedicata cui inserviunt nonnulli praesbiteri quorum unus est Prior qua est
prima et unica Dignitas officiũ divinum quotidie in Choru recitando et missam canendo.
Habet suos redditu qui consistunt in distributionibus quotidianis. Non administran.tur sacramenta in di.[ct]a Ecclesia preter confessionem per Sacerdotes approbatos. |
Andria, “Visita ad Limina”, 10 maggio 1590 Ill.mi e R.mi Signori Luca Antonio Resta vescovo di Andria, dovendo rispetto ed obbedienza alla norma della visita alle tombe degli Apostoli (detta “visita ad limina”) emanata dal Nostro Sommo Pontefice Sisto V, desiderando obbedire si portò a tale visita, come risulta dal pubblico atto notarile allegato a questa relazione.
La Città di Andria si trova nel Regno di Napoli, nella Provincia di Terra di Bari retta dal Duca della stessa Città,
suffraganea della Chiesa Metropolitana di Trani, composta da quattromila (fuochi) famiglie,
che corrispondono a tredicimila anime (abitanti).
Questo Vescovo fu trasferito in detta Città di Andria otto anni or sono. … … … La Chiesa dell’Annunziata
Presso e fuori della Città c’è la Chiesa dedicata all’Annunciazione della Beata Vergine, dove alcuni sacerdoti,
dei quali uno è Priore ed unica Dignità, prestano servizio recitando nel coro giornalmente il divino ufficio
e cantando la messa. Ha propri redditi che consistono nelle quotidiane distribuzioni. In detta Chiesa non si amministrano i sacramenti tranne la confessione da sacerdoti approvati. |

Nel 1608 il Vescovo Antonio Franco nella sua
relazione sullo
Stato della Chiesa Andriese [inviata alla S. Cong. Conc. nella Visita ad Limina"],
descrive l'Annunziata del suo tempo come una chiesa molto antica,
avente tre navate divise da colonne,
col tetto in muratura deteriorato dalle piogge, tanto che di quello della navata destra se ne teme il crollo.
Inoltre il vescovo nella visita trova una sacrestia piccolissima e scomoda, carente dei paramenti necessari alle sacre funzioni.
Vede inoltre una torre campanaria fornita di due campane ...
Non ha il fonte battesimale, nè l'autorità di somministrare i sacramenti
[battesimi, nozze, estrema unzione]..
|
Sacræ Cong.[regatio]ni Ill.mo[rum] R.mo[rum] DD. Cardinaliu’ Visitatio liminum per procu’[rato]rem E[pisco]’pi Andrien’[sis]
Relatio status Ecc.æ Andrien’ facta Relationem facturus Cathedralis Ecclesiæ Andrien’, relictis, quæ ad ipsius Civitatis situs, ædificior[um] magnificentiã, aliaq[ue] sæcularia spectans, tantumodo ea, quæ ad sp[i]ri[tu]alē regimen pertinent, tractabo. … … …
Est etiam extra mœnia Civitatis altera Ecc.[lesi]a Colleggiata sub titulo
S.mæ Annuntiatæ, satis antiqua, tres habens naves columnis divisas,
fornicem lapideu’, et tectu’ pluvijs obnoxium. et tectu’ navis dexteræ
adeo collabit.[ur], ut illuc accedentibus ruina animaru’ videatur.
Curavi et institi ut reficeret.[ur] sed cum sit de Iure patronatus cõmunitatis
quæ Ep[iscop]u’ semper est infesta, ni miru' si neat; |
Alla Sacra Congregazione degli Ill.mi R.mi Signori Cardinali Visita ai sepolcri apostolici del Vescovo Andriese, tramite procuratore
Relazione sullo Stato della Chiesa di Andria In questa relazione dello Stato della Chiesa Cattedrale Andriese, omesso quanto riguarda la stessa Città, la magnificenza dei palazzi e le altre informazioni della vita civile, parlerò soltanto di ciò che attiene alla sfera spirituale. … … …
Fuori delle mura della Città c’è l’altra Chiesa Collegiata dedicata alla SS. Annunziata, molto antica, con tre navate separate da colonne,
[l'arco della] volta in pietra, il soffitto deteriorato dalla pioggia, e quello della navata destra quasi crolla, così che ivi si teme sciagura
per chi vi accede. Mi preoccupai ed insistetti che fosse riparato, ma poiché è sotto il Patronato dell’Università,
sempre in lite col Vescovo, non strano che si defilasse(?); |

Nei restauri eseguiti negli anni Sessanta del Novecento emersero le basi delle colonne intermedie tra le navate; nella posa in opera del nuovo pavimento furono segnalate con pietre dotate dei quattro bulloni angolari per il loro sollevamento.
È probabilmente verso il 1659 che la Chiesa dell'Annunziata ha un organo nuovo (Due anni dopo della Chiesa di S. Nicola, 1657), ma i vari storici locali dell'Ottocento non ne parlano. Nella Visita Pastorale del 15-16 settembre 1659 Mons. Alessandro Egizio [3] si sofferma sull'organo, che verifica essere stato pagato dal devoto Carlo Albanese (allora vivente), la cui tomba sarà poi tumulata nel pavimento del presbiterio (presso l'organo quindi da lui elargito) nel 1712.
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Die 16 m.[ensi]s sept.[emb]ris 1659 Visitavit exinde organũ quod est pariter factũ a latere sinistro Eccl.[esi]æ expensis Devoti Caroli Albanesis illudquæ Ill.[ustrissi]mus D.[omi]nus laudavit. |
16 settembre 1659 Di seguito visitò l’organo che è anch’esso sul lato sinistro della Chiesa, realizzato a spese del devoto Carlo Albanese, e l’Ill.mo Signore espresse lode. |
Lo stesso prelato poi nella relazione stesa per la "Visita ad limina" del 18 Febbraio 1661 scrive:
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Adest et[iam] altera Colleg[ia]ta Ecc[lesi]ª SS.mæ Annunt[iatio]nis extra mœnia,
in qua adest una Dig[ni]tas s[cilicet] Prior, X Sacerd[o]tes et octo Cl[eri]ci; Andriæ die decimo octavo februarii 1661. Emin.rũ VV. R.marũ
Devotis[simus] et humilli[mus] Ser[vu]s |
Fuori dalle mura esiste un’altra Chiesa Collegiata della SS. Annunziata, nella quale c’è una Dignità, il Priore, 10 Sacerdoti e otto chierici;
c’è il campanile e un organo da poco realizzato. Andria 18 febbraio 1661. delle Eminenze Reverendissime
Devotissimo e umilissimo servo |

Nel 1694 mons. Triveri indica, nella sua "Visita Pastorale", dove era allocato l'organo: "In Presbyt.o a lat.e epistulae positum est organum, cuius cantoria est de tabulis sufficienter elaboratis."
|
… # In Dei nomine. Amen. #
Nos Dominicus De Anellis Patricius Civitatis Andriæ, Dei, et S. Sedis Ap.[osto]licæ grã[tia] Episcopus eiusdemmét Civitatis, … accedens ad visitationē Sacrorum Liminũ …
… … …
Utraque Ecclesia prædicta suum habet chorum post altare major, cum duplici stallorum ordine confectum, et sedia fixa magis clara in medio; prò Praeposito nempè prima Dignitate in Ecclesia Sancti Nicolaj, et in Eccl.[esi]a SS.mæ Annunciationis prò illa sua unica Dignitate nomine Prioris.
Habet insuper Sacristiam, cui in Ecclesia Sancti Nicolaj tres præsunt Sacristæ, et duo in Ecclesia SS.mæ Annunciationis;
qui in Ecclesia præsunt Sancti Nicolaj, duo sunt Sacerdos prò majori, et minori Sacrista, et unus sivè Sacerdos,
sivè Diaconus, aùt Subdiaconus prò tertio, et ultimo Sacrista; qui verò præsunt in Ecclesia SS.mæ Annunciationis,
unus est Sacerdos Sacrista major, et alter, sive Sacerdos, sive Diaconus, aut Subdiaconus Sacrista minor …
In Ecclesia SS.mæ Annunciationis instituta est Confraternitas de Immaculata Conceptione SS.mæ Virginis Mariæ,
munus tenens solemniter celebrandi triduum in honorem enunciatæ Conceptionis antè suam festivitatem.
… … …
Andriæ die 11 Mensis Maij 1748.
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… # Nel nome di Dio. Amen #
Noi Domenico De Anellis, patrizio della Città di Andria, e per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica vescovo della medesima Città, … recandoci alla visita dei Sacri Limini …
… … …
Ambedue le predette Chiese dietro l’Altare maggiore hanno il loro Coro, realizzato con un duplice ordine di stalli e con uno stallo più elegante posto nel mezzo, riservato al Prevosto nonché prima Dignità nella Chiesa di San Nicola, all’unica Dignità del Priore nella Chiesa della SS.ma Annunciazione.
Hanno inoltre una Sacrestia; nella Chesa di S. Nicola vi sovrintendono tre Sacristi, due invece nella Chiesa della SS.ma Annunciazione;
nella Chiesa di San Nicola son due Sacerdoti il Sacristia maggiore ed il minore, il terzo ed ultimo Sacrista può essere un Sacerdote, un Diacono o un Suddiacono;
nella Chiesa della SS.ma Annunciazione il Sacrista maggiore è un Sacerdote, l’altro, il minore, può essere un Sacerdote, un Diacono o un Suddiacono …
Nella Chiesa della SS.ma Annunciazione è eretta la Confraternita dell’Immacolata Concezione della SS.ma Vergine Maria,
che ha l’obbligo di celebrare solennemente il triduo in onore di detta Concezione prima della relativa festività.
… … …
Andria, 11 maggio 1748.
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In verità sin dalla prima (disponibile) Visita ad Limina del 1590 (su citata), inviata dal vescovo Luca Antonio Resta, si parla di un coro nella chiesa dell'Annunziata, ma non espressamente come struttura che ospita i Capitolari nella recita del Sacro Ufficio, ma semplicemente come quotidiana mansione della Collegiata.
Successivamente il vescovo Egizio nel 1659 scrive di aver trovato nella sua Visita Pastorale un coro in "ligno niveo" dietro l'altare maggiore, ma non lo descrive, dicendolo elegante e dotato di quattro libri per il Canto Gregoriano, due del Martirologio Romano, il Rituale Romano e il "Chori Directorium".
Nel 1694, effettuando la sua "Visita Pastorale", il vescovo Triveri trova un coro, arieggiato da due finestre, con sedili, sufficienti per i sacerdoti della Chiesa, ma molto vecchi e bisognosi di essere rinnovati; comunque la cosa per allora viene tollerata per la povertà in cui versa l'Annunziata. "Sedilia ad num.ũ Sacerdotũ d.ae Eccl.ae sufficere possunt, sunt satis antiqua, et renovat.nē indigent, sed attenta paupertate eccl.ae pro nunc toleran.tur."
È da presumere che il coro di cui scrive nel 1748 il De Anellis (oggi non più esistente) sia stato posto in opera successivamente, forse contestualmente all'altare di noce, ai primi del Settecento, dopo quelli realizzati dall'ebanista andriese Giuseppe Gigli per la Cattedrale, San Nicola, San Francesco, Sant'Agostino e San Domenico.

Il Borsella a metà Ottocento, parlando della chiesa dell'Annunziata, così descrive l'altare maggiore ed il coro:
[tratto da "Chiesa dell'Annunziata" in “Andria Sacra” di Giacinto Borsella, edito a cura di Raffaele Sgarra per i tipi di Francesco Rosignoli, 1918, pagg. 257-270]

[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso (se non diversamente indicato)]