Contenuto
[chiostro corridoi Est (con le porte gotiche) e Sud lato chiesa [elaborazione elettr. su foto di Michele Monterisi - 2010]
Gli ambienti gotici e rinascimentali
dell'antico convento
La sacrestia di S. Chiara, quella del Settecento e la sala Capitolare
In questa pagina si analizzano gli ambienti che ancora oggi
conservano evidenti tracce della loro antica struttura, trecentesca o rinascimentale;
si tratta della sala capitolare con le limitrofe due sacrestie: la sacrestia
della confraternita di Santa Chiara e quella allestita nel Settecento.
Sul lato Nord del chiostro ci sono il refettorio e i locali cinquecenteschi con esso comunicanti e
adiacenti, ambienti questi che vengono analizzati in un'altra pagina.
[sacrestia S. Chiara [elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso - 2012]
Nell' "Indagine conoscitiva" sul Convento di San Francesco ad Andria,
a proposito della sacrestia di Santa Chiara e degli ambienti adiacenti,
Angelo Lauro e Giuseppe Pinto nel testo sotto citato scrivono:
Accanto … … …
si trova un vano a cui si accede per mezzo di un arco a sesto rialzato.
Questo vano, voltato successivamente, è posto a copertura di un passaggio
che per mezzo di una porta conduce nella attuale sacrestia.
L'arco descritto risulta incassato traumaticamente nella muratura della
chiesa a testimoniarne la successiva realizzazione. All'interno dello stesso
passaggio sulla parete della chiesa, si nota l'esistenza di una porta
medievale oggi murata, che si apriva all'interno della chiesa, poco prima
dell'altare maggiore.
In detta stretta e relativamente lunga sacrestia sonno affisse sulle pareti alcune lapidi, rimosse dai siti originali;
- una, vista a metà Ottocento dal Borsella nell'ingresso della Chiesa,
riguarda la celebrazione delle messe sull'altare privilegiato,
probabilmente quello dedicato a San Francesco;
- un'altra lapide, scritta in caratteri gotici e un tempo posta "dietro il portone in cui vi è la scala, per la quale si sale sul Convento", scrive in Borsella,
è una iscrizione sepolcrale.
[La lapide un tempo nell'ingresso della Chiesa e quella un tempo nella scala per il convento - foto di Sabino Di Tommaso - 2012]
|
[epigrafe relativa all'altare privilegiato] |
[traduzione] |
|
MISSÆ · OMNES · AD · ALTARIA · HVIVS · ECCLESIÆ · PRO
SVMMIS · PONTIFICIBVS · CARDINALIBVS · PROTECTO
RIBVS · ORDINIS · AC · FRATRIBVS · DEFVNCTIS · AB · EIVSDĒ
ORDINIS · DVMTAXAT · SACERDOTIBVS · QVANDOCVMQVE
CELEBRATÆ · INDVLTO · ALTARI · PRIVILEGIATI · PERPETVO
GAVDENT · VIGORE · BREVIS · BENEDICTI · PAPÆ · XIII · DIE
XXXI · JANVARIJ · MDCCXXV · INSVPER · MISSÆ · OMNES
IN · OBITVS · VEL · ALIO · DIE · PRO · IJSDEM · ENVNCIATIS
PERSONIS · AC · ETIAM · PRO · VICEPROTECTORIBVS · ORDI
NARIJS · LOCI · PRINCIPIBVS · SVPREMIS · PATRONIS · LOCI
IN · TEMPORALIBVS · BENEFACTORIBVS · IPSISQVE · FRA
TRIBVS · ET · MONIALIBVS · ORDINI · SVBIECTIS · HOPVMQVE
TANTVM · GENITORIBVS · A · QVOVIS · SACERDOTE · CELEBRATÆ
EODEM · PERPETVO · ALTARIS · PRIVILEGIO · GAVDENT · EX · IN
DVLTO · BENEDICTI · PAPÆ · XIV · DIE · IV · SEPTEMBRIS · MDCCLI
|
Sempre e solo tutte le messe celebrate dai sacerdoti
del medesimo Ordine [Francescano] sugli altari
di questa Chiesa in suffragio di Sommi Pontefici,
Cardinali Protettori dell’Ordine e per i Frati defunti,
godono dell’indulto perpetuo dell’altare privilegiato
in virtù del breve di Papa Benedetto XIII del 31 gennaio 1725.
Inoltre tutte le messe da qualsivoglia sacerdote
celebrate allo stesso altare nel giorno della morte
o in altro giorno per le stesse suddette persone,
ed anche per i vice-protettori, i Vescovi locali,
i più importanti supremi detentori di patronato del luogo
benefattori temporanei e per gli stessi frati e suore
sottomessi all’Ordine e eccezionalmente per i genitori,
godono del medesimo privilegio perpetuo dell’altare,
in base all'indulto di Papa Benedetto XIV del 4 settembre 1751.
|
|
[epigrafe relativa alla lapide sepolcrale] |
[traduzione] |
|
+ HOC · SEPVLCR[VM] · ER:
MAG[IST]RI · JOH[ANN]IS · FER
RARII · ET
HEREDŨ EIUS
|
Questo sepolcro
è del Maestro
Giovanni Ferrari
e dei suoi Eredi
|
- un'altra
lapide del 1933 ricorda la celebrazione del primo congresso eucaristico diocesano
svoltosi dal 21 al 25 maggio di quell'anno, sotto l'episcopato di Mons. Ferdinando Bernardi.
[le porte gotiche del chiostro [elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso -2012]
In riferimento ai tre ingressi che si ipotizzano accessi alla sala capitolare, adiacenti
al vano suddetto, gli autori scrivono.
Tre porte gotiche si affacciano
sul porticato. Anche queste presentano forti problemi interpretativi ... :le
cornici delle porte sono complanari al tessuto murario; poiché è
ipotizzabile che questo tessuto fosse costruito da elementi bugnati così
come evidenti nel resto delle murature, se ne può dedurre che il
rivestimento attuale è aggiuntivo ovvero che le porte siano state
posizionate o riposizionate, in modo parzialmente incassato, successivamente
alla realizzazione del muro. ...
... Una interessantissima scoperta riguarda la diffusa presenza di
residui di colore individuati sugli stipiti e sulle cornici della
porta a sinistra; sono tracce di colori che confermano
quanto sostenuto dal
Merra circa la presenza di affreschi nel chiostro. Questi colori vanno dal
rosso sinopia al blu cobalto; sono intensi e tipici di una decorazione
tardocinquecentesca. Non mancano nelle pareti di contorno delle tracce di
giallo ocra, rosso cinabro, verde organico, azzurro oltremare e terra
bruciata. Queste presenze cromatiche variamente diffuse ed individuate anche
su molte altre aree della parete, ... all'analisi scientifica ... hanno
confermato che si tratta di colori utilizzati per la realizzazione di
decorazioni pittoriche.
[testo tratto da "
Il Convento di San Francesco ad Andria. La storia - Il recupero",
di A. Lauro e G. Pinto, Laterza ed., Bari, 2000, pp. 78-79]
[sacrestia del Settecento -
elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso - 2012]
La sacrestia (della quale osserviamo qui sopra il pregevole armadio ligneo)
è un'altra sala con volta costolonata, trasformata allo stato attuale
prevalentemente nei restauri del Settecento. Tali rifacimenti furono opera di
Fra Gabriele Maria Pisani, come scrivono il Borsella ed il Merra.
[elaborazione elettr. su foto di Sabino Di Tommaso - 2012]
La sagrestia venne di molte e preziose suppellettili arricchita, e dotata di un fondo
dallo zelo del padre Fra Gabriele Maria Pisani da Andria, maestro di belle lettere
e di sacra teologia, oratore zelante, ministro provinciale e commissario generale.
Laonde i suoi confratelli, in testimonio di gratitudine, e perchè la memoria
d’un tanto uomo non restasse dimenticata, gli eressero in quella un mezzo busto
di finissimo marmo, con la seguente epigrafe
[qui trascritta dalla lapide e non dal Merra]:
D. O. M.
FRATER GABRIEL MARIA PISANI AB ANDRIA
ARTIVM ET SACRAE THEOLOGIAE MAGISTER
PRAEDICATOR ZELOTYPVS MINISTER PROVINCIALIS
ET COMMISSARIVS GENERALIS AEQVISSIMVS
SACRISTIAM HANC SVPPELLECTILIBVS AVXIT
FVNDO DOTAVIT
CESSIT E VITA TERTIO NONAS NOVEMBRIS
ANNO AETATIS SUAE LXXV MENS. X. DIE. XIII
VVLGARIS VERO AERAE MDCCLII
ET NE TANTI VIRI MEMORIAM SAECVLA OCCVLTARENT
PATRES CONVENTVS
MEMORIAE ET BENEFICENTIAE ERGO
HOC POSUERE MONUMENTUM
[E. Merra, La chiesa di San Francesco
in "
Monografie Andriesi", Tipografia e Libreria Pontificia Mareggiani, Bologna, 1906, Vol I, pp.
335-382]
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso
(se non diversamente indicato)]