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[elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso - 2012]
Gli ambienti gotici e rinascimentali
dell'antico convento
In questa pagina si conducono ossevazioni su quei pochi ambienti che ancora oggi
conservano evidenti tracce della loro antica struttura, trecentesca o rinascimentale;
si tratta del refettorio (foto sopra), dei locali cinquecenteschi (foto sotto) con esso comunicanti e
posti nelle sue adiacenze verso Est, della sala capitolare con le limitrofe due sacrestie
(che descriviamo in un'altra pagina).
Sugli ambienti costolonati e su quelli rinascimentali ancora esitenti
dell'antico convento francescano leggiamo quanto scrivono nell' "Indagine conoscitiva"
Angelo Lauro e Giuseppe Pinto nel testo sotto citato.
Dal lato Nord del chiostro si entra nel refettorio:
… … …
trovasi una porta databile XVI-XVII secolo sulla quale è collocata una iscrizione
dedicata al teologo Angelo Vicenio
[1],
distintosi con altri Francescani
(come il teologo Porziotta ...)
per essere stato reggente nei primi
Studi
dell'Ordine dei Francescani. … … …
Come già detto, gli ambienti del convento attualmente esistenti sono stati realizzati
in epoche diverse, con varie tecniche costruttive e caratterizzazioni estetico-espressive
tra loro non perfettamente in assonanza.
Alcuni di essi sono stati edificati in occasione della costruzione della
prima fabbrica, altri con lavori del 1556, altri ancora con quelli di
costruzione e successiva trasformazione del convento in Palazzo municipale.
Aggiunte e superfetazioni si sono sommate al già complesso sistema edilizio
per consentire la realizzazione delle carceri e le successive scuole
elementari. Gli ultimi interventi riguardano il ripristino di alcuni
ambienti danneggiati nel 1943 in occasione dell'ultimo conflitto mondiale,
lavori che si sono conclusi nel 1962. … … …
Il vano refettorio e quelli della sacrestia della chiesa sono gli unici
voltati con costoloni e realizzati sicuramente con la prima fabbrica.
Questi ambienti sono collegati tra loro da un'edilizia cinquecentesca sobria
ed elegante ad eccezione del vano ... [adiacente a Nord della sala
capitolare (
vedi pianta)]
(che come documentato è stato rifatto con lavori del 1960).
… … … Con ... le operazioni [di dotare questi ambienti di servizi] sono
state danneggiate alcune componenti artistico-qualitative e cancellate molte
tracce del passato; ad esempio, gli affreschi che probabilmente decoravano
alcune sale del convento e che oggi si intravedono dietro gli intonaci
scrostati della sala refettorio. Infatti entrando in questa sala dalla prima
porta a sinistra, proprio in basso sullo stesso lato, sono visibili residui
di rosso di sanguigna, base principale della originale sinopia che
costituiva l'affresco (come sostengono
il Borsella e i
l
Merra nelle opere di cui si è parlato in precedenza).
Altre componenti qualitative sono state in parte nascoste, in parte
cancellate, come ad esempio tutti quegli elementi decorativi e funzionali
realizzati in pietra calcarea e posti a conclusione dei costoloni delle
volte, o ancora, dei basamenti dei pilastri, o delle murature in pietra
attualmente ricoperte da intonaco.
La sala refettorio (certamente la più importante) si presenta vasta ed
elegante, dotata di una copertura voltata, sorretta da costoloni in tufo che
si concludono con dei peduncoli in pietra calcarea rifinita a mertellina.
Essa è decorata con cornici, fregi e modanature in gesso di tipo
cinquecentesco di chiara ispirazione michelangiolesca (anche se realizzate
in forma molto più modesta). Infatti, proprio la decorazione posta sulla
porta rinascimentale, ricorda nel suo impianto cornici e dettagli utilizzati
nella biblioteca laurenziana dal suddetto artista. Al centro di questa
decorazione svetta lo stemma dei Francescani Minori, corredato della
seguente esortazione: «SOBRI ESTOTE, IMITATORES MEI ESTOTE».
… … … Dall'altra parte del refettorio sono visibili i
locali realizzati nel 1556, come si legge dallo stemma dei Francescani posto
sotto la volta, che reca la stessa data; gli stessi sono voltati con un
sistema composto che si conclude a lunette peduncolate." [Foto sotto]
[testo tratto da "
Il Convento di San Francesco ad Andria. La storia - Il recupero",
di A. Lauro e G. Pinto, Laterza ed., Bari, 2000, pp. 76, 82-88]
[elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso - 2012]
È qui opportuno leggere quanto, sinteticamente, evidenzia Giuseppe Fiengo sulle volte
poste in opera nel nostro meridione dal Trecento all'Ottocento:
A cominciare dal Cinquecento, ma certamente con continuità dal Seicento, la
crociera, di sesto ormai non più acuto e priva dei finti costoloni in
stucco, comparsi nel tardo XIII secolo, fu soppiantata dalla volta a schifo,
detta pure a gàveta. Nel livello più basso restò immutata, come si è appena
detto, l'utilizzazione della botte, collocata, nel tardo XV e nel XVI
secolo, di frequente con lunette, anche al primo piano. Per l'Ottocento, si
segnala il progressivo abbandono del tipo a schifo a favore del padiglione,
senza risalti nei piani d'imposta. Talvolta compare la vela, come nelle non
frequenti esperienze tardo-rinascimentali e tardo-settecentesche"
[In nota l'autore scrive:] "Roberto Pane a pag.37
di 'Case e paesaggi della Costiera Amalfitana' scrive
che la volta a schifo «presenta, in sommità, dell'intradosso, il tipico
piano rientrante, generalmente rettangolare o quadrato, secondo che
rettangolare o quadrato è l'ambiente coperto; e questo sembra essere
idealmente assegnato ad un affresco, che però non è quasi mai presente.
Quando lo spazio da coprire è notevolmente grande, la volta si arricchisce
di lunette, raggiungendo così un complesso effetto decorativo, insieme con
una maggiore leggerezza».
[testo tratto da "Conservazione e valorizzazione delle case a volta ...", di Giuseppe Fiengo",
in "Memoria e restauro dell'architettura",
di AA. VV, Fabrica Francoangeli, Milano, 2005, pag. 149]
[1]
Il testo dell'iscrizione:
F.[RATRI] ANGELO VIGENIO ANDRIEN THEOLOG[O]. SVÆ MEMORIÆ PRIN
CIPI: QVI S. NICOLAI PROV[INCIA] ITERVM GVBERNATA GYNASIO NEA
POLITANO ET PATAVINO SCIENTIIS AVCTO BONONIENSE TAN
DEM ILLUSTRATVRVS FERRARIA DISCEDENS CVRRV EFFRAC
TO AXE VNDECIMO POST DIE OBIIT ANNO ÆTATIS SVÆ (illeggibile l'età)
F.[RATER] CHRISTOPHORVS PALMERIVS BENEF[ICVS] ALVMN[VS] CVM PRIVS PROVIN
CIALIS ANNO D[OMI]NI M.D.LXVI APVD MONTEMPILOSVM PATRI
BVS AD PROVINCIALIA COMITIA VOCATIS POSVISSET, NV[N]C
ANNO D[OMI]NI M.D.LXXX HVIVS ALMI CONVENTVS GVAR
DIANVS HIC ITERVM PONENDVM CURAVIT.
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso
(se non diversamente indicato)]