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prospetto di San Nicola
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San Nicola trimodiense

attuale facciata della chiesa


Alcuni storici ci introducono lo studio della chiesa.
Scrive nel Settecento Giovanni Pastore (1715-1806), prevosto di questa Chiesa, nel foglio 7 del sotto citato manoscritto:

"Fra questi Villaggi [intorno ad Andria] ve n'era uno, chiamato S.Maria di Trimoggi, distante da Andria non piu, che un miglio, li di cui abitatori mal sofrivano far ivi il lor domicilio, per vedersi tutto dì esposti alle incursioni, e rapine de' ladri, ed alle scorrerie de' licenziosi soldati; ad evitare tali incomodi d'unanime consenzo si determinano di ridursi in ella Città con tutte le loro famiglie, e beni. ... ammessa venne tutta l'intiera popolazione del Villaggio di Trimoggi alla cittadinanza di Andria, ed il suo Clero collocato fu in una Chiesa per allora mediocremente fabricata sotto il titolo di S. Nicola Arcivescovo di Mira, la di cui divozione e culto tanto da per tutta la Puglia si aumentava e dilatava. Quindi per la maggior sicurtà del predetto Clero di S. Maria di Trimoggi, se ne forma un publico stromento « ... Anno Incarnationis Dominicæ 1104, mense Septembri, ...»..."

Racconta poi  nel foglio 9:
"... Da ora [1349] in appresso questa Chiesa, che non si estendeva in altro spazio e grandezza, che in quello, che ora occupa il Prespiterio, e che aveva il suo ingresso per quella antica porta, che chiusa appare nel muro detto delle Pergole, cominciò ella ad esser frequentata con maggior sollennità, e religione. ... crebbe insieme la divozione de' Fedeli, e con essa la liberalità delle obblazioni, sì che il colleggio si vidde in stato di metter mano ad una nuova fabrica per ampliare, e grandezza maggiore di d.a Chiesa: e questa si fù propriamente la nave di basso attaccata a quella, che oggi forma il Presbiterio, onde se ne formò tutto il Tempio, unendo al Vecchio il nuovo, in quella ampiezza che da noi si vede. Qual spazio di tempo consunto si fosse in costruire tale edifizio, non v'à a notizia; siam certi però, che nell'anno 1389 gia compita appariva, per un monumento, che ce lo attesta. In questo tempo la città d'Andria era sotto il dominio di Bertrando del Balzo congiunto alla Real Contessa Beatrice d'Angiò, ... Conciosia che stando il riformato Clero di S. Nicola badato alla costruzione dell'ampiezza della sua Chiesa, egli [il conte Bertrando del Balzo] volle anche aver parte in essa, e fe' edificare la fabrica del coro al lato, che corrispondeva all'oriente, in ampiezza, ed altezza proporzionata a quella della Chiesa, e del numero degli ecclesiastici, che in essa erano aggregati, in cui si costruirono quindeci sedili di legno lauro, e di dura noce nell'ordine superiore per li Sacerdoti, e nell'inferiore altri nove per quei di minor grado. Innanzi al predetto coro fe' eriggere una machina dipinta in varie effiggie di Santi Vescovi, Nicola, Riccardo, Sabino, e Roggiero, nel mezzo de' quali eravi ritratta l'effiggie della Vergine SS.a col suo Figliol Bambino in grēbo,, che rappresentava S. Maria di Trimoggi.

Sotto di queste descritte Immaggini si vedevano delineati, e dipinti in picciola altezza li dodeci Apostoli, ripartiti in dodeci nicchiette ornate di cornici indorate: ed il dippiù, che tal machina componeva sin'alla sommità, ove stava ritratto il Padre Eterno, vedevasi abbellito di varj lavorj piramidali con puttini in pittura, e e doratura: ed in fine a piè di essa negli due angoli estremi a destra ed a sinistra eranvi due piccioli scudi, nel piano de' quali rappresentavansi li stemmi gentilizj della Famiglia de' Balzi soltanto (segno che Bertrando non ancora passato era a secondi voti) consistentino nella Stella di sedici raggi, e nelle cornette sospese dalli cordoni, che sono le insegne del Principato d'Oranges in Francia, di cui egli ne portava il titolo. E nell'alto della fabrica del coro nella parte esteriore eravi affissa una lapide, nel cui piano si rappresentava in rilievo la stella gentilizia. memorie da me, e da' miei coetanj vedute, osservate, e trattate ben spesso, e sovente, ma tutte perite nella ristaurazione, e demolizione della Chiesa, dell'altare maggiore e del predetto coro nell'anno 1748. e non curate, dissipate, e consunte dall'ignoranza de' fabri."
Così il Pastore nella sua "Origine, erezione e stato della colleggiata parocchial Chiesa di San Nicola", nei fogli 7 e 9 del suo manoscritto.

cartiglio sull'arco presbiteriale

Circa ottant'anni dopo il Borsella (1770-1856) descrive l'attuale chiesa introducendo così la narrazione:"Passiam quindi secondo l’ordine, al descrivere il Tempio della collegiata di S. Nicola di Mira, che cominciò a costruirsi nel 1796 e venne condotto a termine nel 1805, essendosi per tre anni interrotti i lavori, a causa che discordavano i Preti circa la forma della costruzione.". Tale data è incisa nel cartiglio posto sull'arco che dal presbiterio dà nell'abside.

[tratto da "San Nicola", in "Andria Sacra" di G. Borsella, tip. F. Rossignoli, Andria, 1918, pag 130]

Il prof. Pietro Petrarolo, nel suo opuscolo su San Nicola Trimodiense inizia raccontando che "La chiesa di S. Nicola si annovera tra le più antiche di Andria, poiché la tradizione la fa risalire al 1104, quando Desidio, Vescovo di Andria, concesse ai Trimodiensi (abitanti dell'antico villaggio di Trimoggia, ...) guidati dal prevosto Tarquinio, di trasferirsi nelle più sicure mura della città normanna, nella zona detta di S. Andrea. Era conte di Andria Riccardo I normanno. La Chiesa infatti, è ubicata nella parte bassa del borgo antico, con una costruzione che domina lo stretto reticolo di stradine, di chiassi e di case, e per il cui accesso si aprì, in un secondo tempo la Porta Nuova"

"Ove entrando ..."