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[elaborazione elettronica su rilievi e schema base dell'arch. Rosa Angela Laera]
[Il prospetto della chiesa - elaborazione elettronica su foto di Sabino Di Tommaso - 2014]
Chiesa di “Santa Maria dell’Umiltà”
(oggi di “San Domenico”)
Sorge il complesso conventuale di San Domenico a monte del quartiere più antico della città di Andria
sul lato Est di un piccolo slargo, chiamato fin dalla sua origine "La Piazzetta".
Verso il 1398 la Duchessa Sveva Orsini, vedova di Francesco I,
ottenne, con Bolla del Papa Bonifacio IX, che si stabilissero ad
Andria i PP. Domenicani. Costoro costruirono un vasto Convento
(delle stesse dimensioni di quello dei Francescani conventuali) e
la
Chiesa, dedicata a S. Maria dell'Umiltà.
Il campanile fu, invece,
costruito nel sec. XVIII
[il testo è tratto da
Andria dalle origini ai tempi nostri, di P.Petrarolo,
Sveva Editrice, Andria, 1990, pag. 57]
Una lapide presso l'ingresso
laterale della chiesa ne indica
la quattrocentesca costruzione e committenza.
Quattro ... furono i momenti in cui si
ebbero delle sostanziali e documentate modifiche, se non dell'impianto
planimetrico e volumetrico fondamentale della chiesa, almeno di quello
del convento e comunque dell'aspetto architettonico interno ed esterno
della chiesa stessa. Infatti, dal momento della fondazione (1398) si
ebbero nell'ordine:
a. il rimodernamento risalente al 1510, che
comportò la modifica della facciata, con la creazione del portale
ancora oggi visibile;
b. le opere compiute nella prima metà del Settecento,
che comportarono una sostanziale modifica delle
strutture murarie (chiusura totale delle finestre ogivali laterali e
di facciata) e della distribuzione interna della navata (riduzione
degli altari da tredici a cinque), come pure il completo rifacimento
dell'apparato ornamentale del presbiterio, degli stessi altari e
della sagrestia. Al '600, invece, risale probabilmente la
costruzione del chiostro maggiore - resa possibile dall'acquisizione
dell'orto del Montarone - che si affiancò quindi al minore,
risalente invece all'epoca della fondazione del convento;
c. la costruzione del campanile, eseguita
materialmente dai capomastri andriesi Domenico e Vito Ieva dal 1769
al 1781;
d. la
demolizione del monastero nella sua
quasi totalità e la creazione della officina elettrica nel 1896,
quando l'intero impianto conventuale si degradò rapidissimamente, in
seguito alla soppressione dell'Ordine dei Domenicani.
In sagrestia vi è il corpo mummificato del duca Francesco II, il
cui busto in marmo, opera di Francesco Laurana, è stato
trasferito nel Museo diocesano.
[da Diocesi di
Andria, ANNUARIO 1992, di AA.VV,
Grafiche Guglielmi, Andria, 1992, pp. 163-164]
È qui doveroso per me ringraziare la Diocesi per avermi permesso di fotografare
il complesso artistico di San Domenico e pubblicare le immagini che accompagnano questa ricerca,
nonché l'arch. Rosa Angela Laera che mi ha fornito ampia documentazione grafica,
e testuale in merito agli ultimi lavori di restauro da lei diretti.
[il testo e le immagini della pagina sono di Sabino Di Tommaso
(se non diversamente indicato)]