l'oratorio della Confraternita

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una panoramica dell'oratorio visto dal presbiterio della Chiesa    una panoramica dell'oratorio visto dalla navata della Chiesa
[Panoramiche dell'Oratorio della Confraternita della Morte sul fianco sinistro della Chiesa - foto di Sabino Di Tommaso, 05/2021]

Chiesa di San Sebastiano

L'Oratorio della Confraternita della Morte

La statua di San Sebastiano
[San Sebastiano visto nella nicchia]

L'Oratorio della Confraternita della Morte aveva un suo ingresso nella porta che si apre a sinistra del portale della Chiesa e che, attraverso un disimpegno, dava nel suo presbiterio; c'era anche un ingresso laterale dall'attuale via San Sebastiano che invece immetteva nell'aula; ambedue gli ingressi sono tuttora esistenti.

Nelle due foto su riprodotte vediamo i due ambienti che compongono l'oratorio; quello più stretto, ex presbiterio dell'Oratorio, ha la volta a botte; quello più ampio e quadrato, un tempo aula dei fedeli-confratelli e che attualmente ospita gli altari, presenta la volta a vela; ambedue le volte sono rette da pilastri di pietra locale.

L'ambiente rettangolare già presbiterio ha nelle pareti laterali due nicchie, in una delle quali (in quella di destra) era esposta (fino al 2018) alla devozione la statua di San Sebastiano;
nella parete ampia che ospitava l'altare si aprono due porte, una delle quali è quella di accesso all'oratorio dalla piazza, l'altra dà in un disimpegno donde si accede all'organo della Chiesa;
tra le due porte è ricavata un'altra grande nicchia, attualmente vuota.

Encomio di mons. Eugenio Tosi alla Congrega del Purgatorio
[Encomio di mons. Eugenio Tosi alla Congrega]

Nell'Ottocento questo ambiente rettangolare, abbiam detto, era il presbiterio dell'Oratorio;
davanti alla grande nicchia attualmente vuota c'era l'altare dell'oratorio, sotto il quale era visibile l'urna del Cristo morto riposta in tale nicchia.
Nelle due nicchie laterali, analogamente al presbiterio della adiacente Chiesa, erano esposte alla venerazione due statue: l'Addolorata, che nel venerdì santo era portata in processione con le altre, e il già indicato S. Sebastiano.
Sull'altare c'era il Gesù crocifisso; come dossale c'era una tela raffigurante la Natività di Maria, alla quale era intitolata la Confraternita della Morte, quivi residente ed officiante.
Ecco infatti la descrizione dell'oratorio ai tempi del Borsella:

“Nell’entrare in sagrestia a manca vi è un Oratorio con altare di pietra, sul quale si erge una croce con Gesù chiodato, sacro in epoca vetusta a S. Onofrio,
in cima scorgesi la nascita della Verginella Maria; S. Anna adagiata in letto modesto; S. Gioacchino ilare per quel felicissimo parto, e delle fantesche che rasciugano i pannolini al focolaio. Non saprei come lodare la mano del pittore, per le figure espresse al vivo, e per le mosse di esse che parlano agli occhi.
Lateralmente all’altare, stanno elevate due nicchie di cristallo contenenti l’Addolorata, e S. Sebastiano, lavori dei nostri valenti artefici.
Nel paliotto, l’urna di cui fu fatta parola, in cui giace il buon Gesù
.”

[tratto da “Chiesa di San Sebastiano o della morte”, in “Andria sacra”, di Giacinto Borsella, Andria, tip. F. Rossignoli, 1918, pp. 254-255].

Nel primo Novecento la Congrega del Purgatorio era tanto attiva che mons. Eugenio Tosi, vescovo di Andria dal 1916 al 1922, il 10 settembre 1918 ritenne opportuno encomiarla con una breve dedica sotto una sua foto (dello studio fotografico milanese "Varischi & Artico", qui riprodotta a sinistra).

       
[Le altre tre statue della processione dei Misteri:   Gesù Crocifisso, che era sull'altare dell'oratorio; Gesù nel sepolcro, ... nella nicchia dietro tale altare, l'Addolorata nella nicchia di sinistra - foto Sabino Di Tommaso, 05/2021]

Oggi nell'ambiente quadrato con la volta a vela, già aula dell'Oratorio (foto in alto a destra), osserviamo i due altari che nel Novecento, ma anche per un certo periodo del Settecento, furono qui spostati dal descritto presbiterio.
Presso l'accesso alla sacrestia è posto l'altare della Confraternita della morte, come può individuarsi dallo stemma posto sui piedistalli laterali;
presso l'uscita laterale in via San Sebastiano è fissato l'altro altare datato 1876.


[L'oratorio visto dall'antica nicchia del "Gesù morto" con gli altari, ivi spostati (forse) da fine Ottocento - foto Sabino Di Tommaso, 05/2021]

Nell'Oratorio esistevano due altari, almeno dalla fine del Seicento; uno, probabilmente il principale, dedicato alla Natività di Maria, l'altro allora dedicato ai Ss. Leonardo e Antonio di Padova.
Mons. Francesco Antonio Triveri il 7 dicembre 1694 visita l'Oratorio, ispeziona i due altari e chiede la demolizione di uno di essi per carenza di suppellettili;
vi trova inoltre le statue della passione che si portano in processione (Le trova qui forse perché non esistevano ancora le quattro nicchie nel presbiterio della Chiesa, in gran parte rifatta nel Settecento, nicchie nelle quali le vede poi il Borsella).

“In eo adsunt duo Altaria, alterũ Beat.[issi] Virginis Mariæ titulo deo dicatũ, alterũ verò sub titulo Ss.[ancto] Leonardi, et Antonij de Padua;
et quia neutrum illorũ erat sufficienti sacra suppellectili ornatũ,
Decre. fuit. Quod alterũ illorũ demoliat[ur] maximé attenta loci, seu Oratorij angustia, et alt.[er]ũ sufficientèr ornet[ur].
In capite dicti Oratorij adsunt quædam Statuæ representantes misteria principalia Passionis D. N. I. C. quæ die Veneris S.[ancti] processional.[ite]r deferent[ur] p[er] Civitatẽ, quæ Statuæ sunt devoté, et ad pietatem monentes.”

Il 28 ottobre 1711 visita l'Oratorio mons. Nicola Adinolfi; trova anch'egli due altari:
nel presbiterio l'altare dedicato alla Natività della Beata Vergine Maria, sul quale tuttavia ordina di sospendere le celebrazioni finché non si ripara l'umidità esistente nella volta;
probabilmente sulla parete sinistra un altro altare da demolire con un quadro del Carmelo.
vede inoltre sotto l'altare della Natività di Maria il simulacro di Nostro Signore Salvatore giacente in una urna sepolcrale formata da speciali vetri ben connessi e fissati.
Nello stesso Oratorio visita anche tutte le statue rappresentanti i misteri della dolorosissima passione di Cristo.

“… attentiss.[i] illud inspexit, et plura decrevit:
P.[ri]mo esse totum dealbandum imò et tunica præcedente, si opus fuerit, cũ nimis conspurcatũ fornix pluviarũ antiqua humiditate inventũ fuerit et donec id fiat cessari à Divinis in Altari Nativitatis B.[eatissimæ] V.[irginis] in capite d.[ic]ti Oratorij collocatum, intra quod Salvatoris D.[omi]ni N.[ost]ri simulacrum in monum.[en]to iacentis, et specialis vitreis benè plumbate contextis custoditur devotèque inspiretur, præcepit.
2. Observavit paritèr in eodem or.[atori]o alterũ Altare cum Icone S. Mariæ de Monte Carmelo, quod omninò removeri decrevit, …
3. Visitavit quoque in eodem Oratorio omnia Simulacra misteria dolorosissimæ passionis Christi representantia, quæ benè conservantur.”

Mons. Cherubino Tommaso Nobilione il 5 settembre 1738 trova la Chiesa messa a nuovo e nell'Oratorio l'altare della Natività spostato presso la porta della sacrestia.
Intima che venisse da lì rimosso ed eretto nel presbiterio dove anticamente (prima cioè che vi si stabilisse la Confraternita) era la sacrestia (della Chiesa), ciò affinché le donne che ascoltavano le sacre funzioni non girassero gli occhi sugli uomini presenti in Sacrestia.

“In Oratorio verò d.[ict]æ Confraternitatis Mortis, propè d.[ic] Ecclesiam erecto mandavit amoveri Altare Nativitatis B.[etaissim]æ M.[ari]æ Virginis erectũ, et positũ propè ianuã Sacristiæ, illudq[ue] construi in capite Oratorij, ubi antiquitus erat Sacristia, et hoc né mulieres sacrum audientes oculos divertant ad homines manentes in Sacristia, …”

Altare della Confraternita        Altare del 1876
[L'altare della Confraternita e l'altro altare del 1876 - foto Sabino Di Tommaso, 5/2021]


Il Campanile

Sull'adiacente vano adibito a sacrestia s'erge un piccolo campanile a pianta quadrata i cui prospetti appaiono di stile neoclassico. I lati sono caratterizzati da 2 bucature ad arco a tutto sesto ove alloggiano le 2 campane con impressi a rilievo i simboli della Confraternita e delle anime purganti.

Non presentando particolari caratteristiche, una sintetica descrizione dello stesso di come fosse circa due secoli fa ce la fornisce il Borsella a pag. 256 del testo citato, dove parla di "quattro balconi" e tre campane, mentre oggi, si è appena detto, si rilevano soltanto due balconi e due campane:

“Il campanile, che si eleva sulla volta della Chiesa, è un quadrato a quattro balconi, con tre campane, due mezzane, ed una piccola, che dà il segno per la messa, che si celebra a mattutino, e nelle ore pomeridiane.”

     
 

[I due balconi del campanile, le campane e le loro figure ... di NordOvest e ... di Nord Est - foto Sabino Di Tommaso, 2020]