"Mura e porte"→ porta "La Barra"

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Porta "La Barra"  nei secoli

particolare tratto dal dipinto su tavola attribuito a Tuccio da Andria
Porta detta "La Barra" fine '400; da un dipinto su tavola  
particolare tratto dalla pianta di Francesco Cassiano de Silva
La Porta  ai primi del '700; particolare tratto dalla
disegno di Francesco Cassiano de Silva

"La porta detta “della Barra” si apriva al termine della via e nei pressi della piazza omonima, in corrispondenza dell’incrocio con le scalette che portano su via Palestro, quindi molto vicino al centro dell’alveo della lama che lambisce la città, dalla quale aveva inizio la strada per Minervino e l’entroterra murgiano. Si potrebbe ipotizzare che questa porta sia stata aperta in sostituzione di Porta Santa, quando quella fu chiusa per edificarvi la chiesa, dal momento che entrambe sono rivolte verso la via Traiana e l’entroterra ... Porta la Barra è l'unica della quale conserviamo la documentazione più antica. Essa infatti è stata raffigurata nella veduta inserita ai piedi della nota Tavola del Redentore, realizzata probabilmente durante la signoria di Francesco II Del Balzo nella seconda metà del XV secolo ... In questa veduta la porta è inserita in una torre merlata con piombatoio in asse, il tipo più diffuso di porta medievale, senza le antemura citate dal Pastore, ... Successivamente la porta è stata raffigurata nelle due piante settecentesche in nostro possesso ... . Nella pianta del Murena, in particolare, la porta è inserita in una torre merlata."

[testo tratto da "L'antica Porta del Castello di Andria" di V. Zito, 2a ed. dell'Autore, 2014, pagg.26-29]


particolare tratto dalla pianta del Murena edita dall'Orlandi
la Porta a metà '700; particolare tratto dalla litografia della pianta di Carlo Murena
Andria in un dipinto di fine '700, retta da S. Riccardo - Chiesa S. Agostino
la Porta a fine '700; dipinto presente in S.Agostino e attribuibile a J.B.Calò -foto M.Monterisi

Tremiti, isola di San Nicola - Castello dei Badiali, ingresso

La porta, con la caratteristica caditoia di stle angioino, simile a quella costruita sull'ingresso al Castello dei Badiali a San Nicola delle Tremiti (foto a lato), sorgeva tra l'attuale via Palestro e vicolo Porta la Barra; queste due stradine infatti nel crocicchio s'inerpicano con una serie di gradoni più o meno ripidi (come può osservarsi nelle foto riportate sotto), mentre il livello stradale prima e dopo di esse rimane pressoché inalterato con lieve pendenza verso l'antistante piazza.

Il Borsella, nel suo "Andria Sacra", parlando di Federico II nel capitolo sul Duomo, a proposito di questa porta scrive:

"Non omettiamo che nell’entrata dell’antica porta di questa Città detta della Barra sonovi ben rilevate due imprese, l’una ad onore della casa dei Balzi esprimente la stella raggiante, e l’altra, che mostra lo stemma del Comune, cioè il leone coronato, che si rampica ad una quercia, vi si vede l’epoca del 1544. Notiamo pure, che abolito il Feudalismo, venne tolta una lapide, che accordava al Barone il dritto d’esigere un dazio sui cereali chiamato giumella [misura corrispondente a quanto può essere contenuto nel cavo delle mani unite], ed anche pei liquidi."

[tratto dal libro di Giacinto Borsella, "Andria Sacra", edito a cura di Raffaele Sgarra, Tip. Francesco Rosignoli, 1818, pag. 108]

Vincenzo Zito, nell'ottimo studio su citato, richiama il Borsella e poi fornisce alcuni particolari documentati delle vicende storiche della Porta, fino alla sua demolizione.

Verso la metà dell’800 sulla facciata della porta erano ancora visibili due stemmi, uno con l’arma dei Del Balzo e l’altro, datato 1544, con quello dell’Università ... . Quest’ultimo probabilmente è quello che attualmente si trova collocato sull’ingresso della sala consiliare nella sede comunale il quale reca lo stemma di Andria con l’epigrafe “ANDRIA FIDELIS” seguita, per l’appunto, dalla data 1544 ... . Forse la presenza di questi stemmi stava ad indicare interventi di riparazione o di ricostruzione effettuati sulla porta. Fino all’abolizione della feudalità era presente anche un’epigrafe che segnalava il diritto del feudatario di esigere un dazio sui cereali, chiamato giumella, ed uno sui liquidi ... .
Secondo alcuni appunti del Ceci, la porta sarebbe stata ricostruita verso il 1787 ... , notizia verosimile in quanto, ... in quel periodo quasi tutte le porte di Andria furono “rinnovate”.
La porta infine è raffigurata anche in un dipinto attribuibile a G.B. Calò presente nella chiesa di S. Agostino, nel medaglione polilobato posto alla sommità della cona del primo altare a sinistra, che raffigura S. Riccardo e S. Leonardo ... . E’ dipinta in forme settecentesche e, se non si tratta di una invenzione fantasiosa del pittore, forse potrebbe rappresentare il risultato della ricostruzione del 1787 ... , ipotesi verosimile dal momento che il dipinto si potrebbe far risalire al 1789, data delle altre tele del pittore Calò ...
Nel 1811 il comune possedeva a destra della porta un locale denominato "Camera del Vecchio Sedile", il quale era dato in censo a tale Pasuqle Cicco di Vincenzo sin dal 1800 [44]. Tra il suddetto locale e sotto(?) la porta vi era il suolo di un'altra camera, diruta, data in censo da "moltissimi anni" a tale Filippo Sapone fu Francesco che l'avrebbe riedificata ben due volte. ... [La porta] fu demolita nel 1823, assieme a due stanze «che si trovano al di sopra fabbricate» di proprietà dei canonici  d. Nicola Cicco e d. Antonio Leonetti, perché ritenuta inutile e di ostacolo al collegamento della città con l'entroterra
.”
NOTA ( n° 44 della citazione)
[44] Il "sedile" era il luogo delle riunioni delle assemblee cittadine (oggi Consiglio comunale). In Andria c’era un altro “sedile” tra piazza Vaglio e largo La Corte, rimasto incompleto. Forse questo secondo sarebbe dovuto servire per le riunioni del ceto dei civili.

[testo tratto da "L'antica Porta del Castello di Andria" di V. Zito, 2a ed. dell'Autore, 2014, pagg.26-29]

probabile stemma di Porta la Barra, oggi sulla sala consiliare del Comune

Il D'Urso, in merito ai "sedili" un tempo esistenti, uno nei pressi di Largo La Corte, l'altro presso Porta la Barra, aveva annotato:

"Il sedile de’ nobili era in questo largo della Corte; sebbene ora trovasi convertito in privata abitazione, ed io anche ricordo le sue reliquie. Il sedile poi de’ civili era accanto alla porta della Barra, a destra dell’uscita. Li esiste ancora la impresa della Città, che venne poi ne’ tempi posteriori affiancata da quella della Ducale famiglia del Balso; come il tutto è osservabile."

[la citazione è tratta da "Storia della Città di Andria" di R. D'Urso, Tip. Varana, Napoli, 1842, libro III, cap.V, nota a pag.60]

La foto a lato riproduce lo stemma attualmente affisso sull'ingresso alla sala consiliare del Comune di Andria. Nel cartiglio sottostante lo stemma vi si legge: "ANDRIA FID[E]LIS / 1544". Esso è, probabilmente, come ipotizza Vincenzo Zito nel suo studio, quello un tempo esistente su Porta la Barra: tanto infatti fanno suppore, con un alto grado di attendibilità, quanto scrivono il Borsella e il D'Urso nei su citati brani dei loro testi.
Di questo stemma affisso nella sala consiliare se ne parla anche nelle pagine 25 e 77 della ricerca di Riccardo Ruotolo "Lo stemma di Andria"  del 2012.

scalinata di accesso a Via Palestro    Vicolo Porta La Barra
Scalinata di accesso a Via Palestro e Vicolo Porta La Barra, confluenti nell'omonima via.