Le Imperatrici sveve Jolanda e Isabella- Cronache e Studi

Contenuto

Le imperatrici sveve Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra

Notizie rilevate dalle cronache coeve e dalle ricerche degli storici.


prònao
[vestibolo della chiesa inferiore (foto di Malgherini-Attimonelli)]

Premessa

Di seguito si trascrivono e traducono le Cronache del tempo in cui vissero le due Imperatrici sveve Jolanda di Brienne ed Isabella d’Inghilterra, due mogli di Federico II di Svevia, a suo tempo sepolte nella nostra Cattedrale, nonché quanto poi gli storici hanno annotato su di esse, perché l'insieme dei resoconti e delle ricerche operate dagli studiosi ci permettono di approfondire le vicende storiche della nostra Città.

Si noti nelle Cronache che diverse volte il Palazzo-Castello comitale di Andria fu dimora imperiale, e non poteva trattarsi di Castel del Monte in quanto sembra che, negli anni in cui si svolsero gli eventi, esso fosse ancora in costruzione (o in totale rifacimento su un eventuale precedente normanno):
- il 26/27 aprile 1228, quando Isabella (Jolanda) di Brienne generò in Andria Corrado (certamente in una adeguata dimora) e tuttavia non presso il marito imperatore Federico, nonostante questi si trovasse in regione (a Troia, e qualche giorno prima, a Barletta per la pasqua) e alla notizia vi accorse. L’imperatrice purtroppo dopo dieci giorni, per le complicazioni del parto, vi morì e venne sepolta (probabilmente) nell'adiacente Cattedrale;
- nel settembre del 1238 "l’Imperatrice [Isabella d'Inghilterra] dalla Lombardia tornò nel Regno, e per ordine dell’Imperatore elesse Andria come sua dimora";
- nel dicembre del 1241 l’imperatrice Isabella d’Inghilterra, nonostante fosse deceduta a Foggia (il 1° dicembre), venne comunque seppellita nella Cattedrale di Andria (probabilmente nello stesso dicembre; infatti il 30 gennaio 1242 non è la data di sepoltura in Andria, ma la data della lettera di Federico II a Enrico III re d'Inghilterra e fratello dell'imperatrice). Si consideri che le esequie dell'imperatrice in Andria dovevano certamente richiedere un cerimoniale che fosse supportato da un luogo-residenza per l'accoglienza degli ospiti.

Un altro elemento da considerare è l’esistenza di due sculture di figure femminili verso la metà dell’Ottocento presso la porta principale della Cattedrale, ipotizzate come effigi delle due imperatrici sveve, osservate dal Canonico della medesima Riccardo D’Urso, che scrive nel 1841, e viste dall’architetto Carlo Bonucci durante la sua visita alla Cattedrale nell’autunno del 1853.
Non possiamo dubitare della effettiva presenza delle due sculture sull’ingresso della Cattedrale, almeno nel periodo tra il 1800 ed il 1853; sia perché nessuno a quel tempo smentisce il D’Urso ed anche il suo contemporaneo Borsella (che scrive dopo il 1844 a portico eretto) il quale afferma che “stanno i ritratti lapidei delle due Vergini”, sia perché non possiamo neppure esitare sull’affidabilità di Carlo Bonucci, allora “architetto direttore funzionante del Real Museo Borbonico con la direzione de' reali scavi di Pompei, Ercolano, Pozzuoli, Capua, Pesto, ecc. (nella nomina del 28/04/1844)” e contemporaneamente, in Puglia, direttore degli scavi archeologici nella necropoli della vicina Canosa e di Gnatia.
Ciò di cui non abbiamo certezza documentata è che tali sculture appartenessero o fossero effettivamente appartenute alle tombe delle due imperatrici.
Tuttavia quando nel 1904 l’arch. Arthur Haseloff visita la Cattedrale e studia la relativa chiesa inferiore, accenna a dette due sculture di cui parla il D’Urso, ma afferma di non averne più trovato traccia. Esse devono essere state rimosse o distrutte in lavori di ristrutturazione tra il 1853 (e quindi dopo l’elevazione del portico terminato nel 1844) ed il 1904, forse nei lavori eseguiti tra il 1901 ed il 1903 alla navata cemtrale col rifacimento in tufi della volta.

Le Cronache

  1. passi da “Ryccardi de Sancto Germano Chronica”, in “Rerum Italicarum Scriptores”;
  2. passi da “Breve chronicon de rebus siculis” di anonimo, in additamenta a “Historia Diplomatica Friderici Secundi”.
    (Per ulteriori approfondimenti si legga l'interessante studio critico di Fulvio Delle Donne: “Breve Chronicon de rebus Siculis, edizione critica, traduzione e commento”, della collana “Fonti per la Storia dell’Italia medievale – Rerum Italicarum Scriptores”, (terza serie), Istituto Storico per il Medioevo, Roma, 2017).
  3. passi da “Matthaei Parisiensis, monachi Sancti Albani, Chronica Majora”, in “Rerum Britannicarum Medii Aevi Scriptores during the Middle Ages”.

Le Note degli Storici ( le più rilevanti )

  1. da “Recherches sur les monuments et l’histoire des Normands et de la maison de Souabe dans l’Italie méridionale” di Huillard Bréholles;
  2. Giovanni Pastore, nella sua “Storia Manoscritta della Città di Andria”, scritta intorno agli anni Settanta del Settecento;
  3. R. D'Urso dal Capitolo secondo al capitolo quinto del Libro IV della “Storia della città di Andria” - nel 1842;
  4. Carlo Bonucci, in “Viaggi nella Terra di Bari”, nel periodico “Poliorama pittoresco”, - nel 1854;
  5. Ettore Bernich, in “La Cripta del Duomo di Andria, nel periodico “Napoli Nobilissima” del 1904;
  6. Arthur Haseloff in “Die Kaiserinnengräber in Andria - Ein beitrag zur apulischen kunstgeschichte unter Friedrich II”, - nel 1905;
  7. Giacinto Borsella, nelle pp. 78-79 di “Andria Sacra”, scritta verso il 1850 ed edita nel 1918;
  8. Emanuele Merra, nel Vol. I delle "Monografie andriesi", - edito nel 1906;
  9. Michele Agresti, nel Vol. II del “Il Capitolo Cattedrale di Andria e i suoi tempi”, edito nel 1912;
  10. Domenico Morgigni, in “Pagine sparse nella storia civile e religiosa di Andria”, - nel 1919;

Ryccardi de Sancto Germano Cronica

(da “Chronaca Priora” ex Cod. Bononiensi A, 144)

[trascrizione dell’originale in latino] [traduzione]

Incipiunt Chronica de hiis omnibus que in Regno Sicilia gesta sunt vel ubique per orbem, a tempore regis Guillelmi secundi usque ad tempora Frederici secundi, Romanorum Imperatoris semper Augusti, Iherusalem et Sicilie regis tractata per Notarium Ryccardum de Sancto Germano.
(da “Chronaca Priora” ex Cod. Bononiensi A, 144)

M°CC°XXV°.
Mense Novembris Imperator apud Brundusium filiam Iohannis regis Ierosolimitani duxit uxorem, et in maiori ecclesia magnifice desponsavit [1]. …
Denari novi, qui imperiales vocantur, cuduntur Brundusii Imperatore mandante, et veteres cassati sunt [2].
Imperator apud Troiam natalem Domini celebravit.

M°CC°XXVIII°.
Mense Aprelis …
Imperatrix apud Andriam filium parit nomine Chunradum; que non multo post, sicut Domino placuit, ibidem in fata concessit
[3].
Imperator Regni prelatis et magnatibus coram se apud Barolum congregatis, parato sibi tribunali sub divo propter gentis multitudinem que copiosa erat, proponi fecit et legi subscripta capitula in modum testamenti; ut videlicet omnes de Regno, tam prelati quam domini et eorum subditi omnes, in ea pace et tranquillitate viverent et manerent, qua esse et vivere soliti erant tempore regis Guillelmi secundi, relicto tunc Regni ballio Raynaldo [4] duce Spoleti et si deficere Imperatorem contingeret, sibi in Imperio et Regno succederet Henricus filius eius maior; quod si illum absque liberis mori contingeret, Chunradus filius eius minor succederet illi; … .
Mense Iunii
Imperator apud Brundusium se conferens, mare intrat, ac apud Sanctum Andream de insula iussit omnia navigia parata ad transitum convenire; ac exinde Ydrontum navigans, feliciter ultra mare ad crucis obsequium transfretavit; ubi quid egerit et qualiter in Terre sancte recuperatione profecerit sequens lectio declarabit [5].

M°CC°XXXV°.
Mense Iulii imperator filiam regis Anglie duxit uxorem, quam aput Guarmaciam magnifice desponsavit [6].

M°CC°XXXVIII°.
Mense Septembris Imperatrix de Lombardia venit in Regnum, et apud Adriam elegit iussu Imperatoris facere stationem. [7]
Mense Decembris Imperator lmperatricem uxorem suam de Regno in Lombardiam reduci iubet ad se per Berardum Panormitanum archiepiscopum. … Imperator aput Parmam natale Domini celebrat [8], … .

M°CC°XLI°.
Mense Decembris Imperatrix aput Fogiam obiit, et aput Andriam sepelitur [9], … .

Iniziano le Cronache di tutto ciò che è accaduto nel Regno di Sicilia e dovunque nel mondo, dai tempi di Re Guglielmo II fino ai tempi di Federico II, Imperatore dei Romani sempre Augusto, Re di Gerusalemme e di Sicilia, redatte dal Notaio Ryccardus di Sancto Germanus.
(stralci tratti dalla prima stesura della Cronaca)

1225.
Nel mese di novembre in Brindisi l’imperatore impalmò la figlia del re Giovanni di Gerusalemme, e si sposò in gran pompa nella Cattedrale [1]. …
I nuovi denari, detti imperiali, vengono coniati a Brindisi per ordine dell’imperatore, e quelli vecchi diventano fuori corso [2].
L’imperatore celebrò nella città di Troia il Natale del Signore.

1228.
Nel mese di aprile …
L’Imperatrice [Isabella] diede alla luce in Andria un figlio di nome Corrado; ivi ella non molto tempo dopo, come piacque al Signore, morì
[3].
L’imperatore, riuniti a Barletta alla sua presenza i prelati e i nobili del regno, preparata una tribuna all’aperto per via della gran moltitudine di gente, fece presentare e leggere i Capitoli firmati come un testamento; in particolare, affinché tutti nel Regno, sia i prelati che i signori e tutti i loro sudditi, vivessero e rimanessero in quella pace e tranquillità nella quale erano soliti essere e vivere al tempo del re Guglielmo II, lasciando poi a Raynaldo [4] duca di Spoleto il baliato del Regno, stabilì che: se l’Imperatore fosse morto, Enrico, suo figlio maggiore, sarebbe succeduto nell’impero e nel regno; che se questi fosse morto senza figli, gli sarebbe succeduto il figlio minore Corrado; … .
Nel mese di giugno
L’imperatore, recatosi a Brindisi, s’imbarcò e dall’isola di Sant’Andrea ordinò che tutte le navi si radunassero pronte a salpare; di là poi, navigando per Otranto, si recò oltremare in fede alla promessa crociata. Nel testo che segue si dirà dove egli operò, quali imprese condusse e in che modo procedette nella riconquista della Terra Santa [5].

1235.
Nel mese di luglio l’imperatore impalmò la figlia del re d’Inghilterra, che sposò con grande fasto a Worms [6].

1238.
Nel mese di settembre l’Imperatrice dalla Lombardia tornò nel Regno [di Sicilia], e per ordine dell’Imperatore elesse Andria come sua dimora [7]. …
Mense Decembris Imperator lmperatricem uxorem suam de Regno in Lombardiam reduci iubet ad se per Berardum Panormitanum archiepiscopum. … Imperator aput Parmam natale Domini celebrat [8], … .

1241.
Nel dicembre l’Imperatrice morì a Foggia, e fu sepolta in Andria [9], … .

NOTE
[1] Il matrimonio fu celebrato nel Duomo, caduto, salvo l’abside, nel terremoto del 20 febbraio 1743. Isabella, figlia di Giovanni di Brienne e di Maria di Monferrato, erede del regno di Gerusalemme, era consanguinea in quarto grado con Federico, e perciò fu necessaria la dispensa conceduta dal papa il 5 agosto 1223; cf. Rodenberg, I, p. 163 c sg.
[2] Della nuova monetazione detta imperiale, coniata nel 1225, abbiamo un esemplare, che ha un diametro di mm. 15. Nel diritto, fra due cerchi esterni sonvi gli arabeschi, da cui non può trarsi alcun costrutto, come quelli che si riscontrano nel n. 120 in B. Lagumina, Catalogo delle monete Arabe esistenti nella Biblioteca Comunale di Palermo, Palermo, 1892. Nell’interno, fra due cerchi si ha una corona con un puntino più pronunziato a destra che a sinistra: nel centro, l’aquila imperiale colla testa rivolta a destra e attorno F. IMPERATOR. Nel rovescio, nel mezzo la solita croce cantonata nell’asta di traverso da palline laterali, alla base da due puntini, e ai due lati dell’asta [IC | XC / NI | KA, abbreviazioni di ΙΗCOYC XPICTOC / NIKATOP, (si legge: Jesoùs Christòs, nicator) cioé: Gesù Cristo / vincitore]. Il suo peso è di gr. 10,40: la ½ oncia d’oro. È da ritenere che con la nuova monetazione Federico II abbia voluto rendere più solenne non … il matrimonio del figlio suo con la figlia del duca d'Austria, ma piuttosto il suo matrimonio con Isabella; cf. Garufi, Di una monetazione imperiale di Federico II transitoria fra i tarì e gli Augustali, in Rendiconti della R. Accademia dei Lincei, Classe Scienze Morali, storiche e filologiche, vol. VI, fase. 1, p. 17 e sg.; Idem, Monete e Conii, cit., App. II, Catalogo delle monete Sveve riconosciute, p. 146.
Imperiale di Federico II di Svevia, coniato a Brindisi
[3] “Imperatrix Elisabeth uxor Friderici imperatoris, filia regis Ioannis, apud Andriam civitatem Apulie xxvi (“xxvii”, in Cod. di Napoli) predicti mensis aprilis peperit filium quem conceperat ex viro suo imperatore Friderico. Quem dominus imperator pater suus statim ut audivit eius nativitatem apud Troyam civitatem Apulie, ubi tunc erat, imposuit ei nomen Conradus. Mater autem sua decimo die postquam peperit eum, apud civitatem eamdem migravit apud Deum. In cuius obitu interfuerunt omnes prelati regni Sicilie, qui convenerunt ad generalem curiam Baroli quam idem imperator ordinavit apud eamdem terram.”; cf. Chronicon de rebus Sicilie, cit. an. 1228.
[4] Rainaldo d’Urslingen balio del regno. La curia in Barletta fu tenuta nei primi di maggio.
[5] “Dominus imperator assumptis quibusdam fìdelibus regni Sicilie, cum quadraginta galeis in vigilia sancti Petri supradicti mensis iunii exivit de portu Brundusii.”; Chronicon de rebus Sicilie, cit., all’anno 1228. Nello stesso anno gli Annales Placentini, loc. cit., dicono: “fere cum quinquaginta galeis”; mentre altri parlano pure di 40 galee; cf. Böhmer, n. 1730 a.
[6] Elisabetta, Isabella II, sorella di Enrico III Winchester. Le trattative di matrimonio furono iniziate nel nov. 1234 per mezzo del “magister „ Pier della Vigna, Böhmer, nn, 2063, 67. Questo terzo matrimonio di Federico fu celebrato a Worms il 15 luglio 1235: «Supervenit breviter domina Elizabeth imperatrix, soror domini Anglie, cum qua dominus imperator celebravit nuptias in Wormatia sollemniter in divisione Apostolorum», o «Apostolorum dispersio», 15 VII; Annales Wormatiensens, in M.G.H, SS., XVII, 44. Gli Annales Colonienses, cit., in Böhmer, n. 2099 a ci fan sapere che in occasione delle nozze, «Imperator suadet principibus ne histrionibus dona solito more prodigaliter effundant, iudicans maximam dementiam si quis sua bona mimias vel hinstrionibus fatue largitur». Essa morì in Foggia al parto il 1° dicembre, 1241 e fu sepolta in Andria, come attesta lo stesso Riccardo da S. Germano [a p. 212].
[7] Adria per Andria, città rimasta sempre fedele all’imperatore. In quel castello ottagonale il 25 IV 1228, come dice R.[iccardo], era nato Corrado IV da Isabella, figlia dl Giovanni dl Brienne, morta in seguito al parto e sepolta in quella cattedrale; cf. p. 150 n. 7.
[8] Di questi giorni è di sicuro la notevole lettera dell’imperatore al figlio Corrado, nella quale sapientemente lo ammonisce a cattivarsi per virtù e prudenza la stima dei sudditi: "Primatibus orbis et regibus clara progenies sola non sufficit nisi genus egregium generosltas adiuvet et illustris Industria clarificet principatum; nec ob hoc solum quod altius sedeant reges et Cesares ab aliis distinguntur, sed quod profundius vldeant et virtuosius, operentur … Propter quod oportuit et voluit habere sapientiam spiritus quam preposuit regibus cunctis et sedibus; in comparatione illius nichil esse divitias reputavit. Ergo, fili mihi, attende sapientiam et prudentie incline aurem tuam ut reglis insigniis decoratus effectum regii nominis assequaris. ….”, Huillard-Bréholles, op. cit., V, pp. 274-5; Böhmer, n. 24I5.
[9] Isabella d’Inghilterra, terza moglie di Federico II, morì al parto in Foggia «in die dominico primo decembris», come si legge nel mandato dell’imperatore a Pietro Cicala, edito dal Winkelmann, I, p. 668. Fu sepolta pure, come Isabella di Brienne sua seconda moglie, nella cattedrale di Andria. [Lettera di Federico II ad Enrico III del] 30 gennaio 1242; cf. p. 191 n. 2; Matthaeus Paris, op. cit., ad anno 1242; Huillard-Bréholles, VI, p. 26; Böhmer, n. 3267. Queste tombe furono sistematicamente esplorate e descritte da A. Haseloff, Le tombe delle imperatrici sveve in Rassegna Pugliese di scienze lettere e arti, Trani, 1905; Die Kaiserinnengräber in Andria, Roma, 1905 (Die Gräber; Die in der Untcrkirche gefundenen Bildwerke, p. 18 e sg.).

[testo tratto da “Ryccardi de Sancto Germano Cronica”, in “Rerum Italicarum Scriptores” di L. A. Muratori, Tomo VII – Parte II, curato da C. A. Garufi, N. Zanichelli editore, Bologna, 1938, pp. 127-128, 150-151, 191, 197-198, 212]


Breve chronicon de rebus siculis

(dal codice vaticano cartaceo n. 7145)

[trascrizione dell’originale in latino] [traduzione]

Breve chronicon de rebus siculis,
a Roberti Guiscardi temporibus inde ad annum 1250, fusius tamen res Friderici secundi complectens, ab auctore anonymo, sed coaetaneo descriptum

Anno Dominice incarnationis M.CC.XXV, …
Eodem mense videlicet augusti, decime tercie indictionis et eiusdem incarnationis, idem imperator misit Landum Rheginum archiepiscopum et Iacobum Pactensem episcopum [1] et Her. [2] Melfienum episcopum et comitem Henricum de Malta cum viginti galeis ad transmarinas partes ut conducerent filiam regis Iohannis regni Ierosolymitani, quam duxerat in uxorem [3].

Cum eadem puella mense octobris, decime quarte indictionis, ad portum Brundusii regressi sunt. De mense novembris eiusdem indictionis eam apud eandem civitatem desponsavit.

In anno incarnationis. M. CC. XXV, indictionis decime tercie, Fredericus coronatus fuit in regem Hierusalem.

Anno Domini M. CC. XXVIII, mense aprilis, prime indictionis, imperatrix Elisabeth uxor Friderici imperatoris, filia regis Joannis, apud Andriam civitatem Apulie XXVI predicti mensis aprilis [4] peperit filium quem conceperat ex viro suo imperatore Friderico. Quem dominus imperator pater suus, statim ut audivit eius nativitatem apud Troyam civitatem Apulie, ubi tunc erat, imposuit ei nomen Conradus.
Mater autem sua decimo die postquam peperit eum, apud civitatem eamdem [5] migravit apud Deum.

In cuius obitu interfuerunt omnes prelati regni Sicilie, qui convenerunt ad generalem curiam Baroli quam idem imperator ordinavit apud eamdem terram. In qua multa disposuit de regno suo Sicilie, eo quod ipse transire volebat ad partes Syrie ut redimeret votum suum.

In sequenti vero mense iunii huius supradicte incarnationis et indictionis, dominus imperator, assumptis quibusdam fìdelibus regni Sicilie, cum quadraginta galeis in vigilia Sancti Petri supradicti mensis iunii [iun. 28] exivit de portu Brundusii. Et sequenti die in festo eiusdem sancti [iun 29] applicuit Hydruntum civitatem Apulie. …

Breve cronaca delle vicende del Regno di Sicilia,
dai tempi di Roberto il Guiscardo fino all’anno 1250, la quale [cronaca] tuttavia riguarda più da vicino le vicende di Federico II, scritta da autore anonimo ma contemporaneo

Nell’anno della incarnazione del Signore 1225, …
Nello stesso mese di agosto della tredicesima indizione e dello stesso anno dell’era cristiana, il medesimo imperatore mandò Landone, arcivescovo di Reggio, Giacomo vescovo di Patti [1] Richerio [2] vescovo di Melfi e il conte Enrico di Malta con venti galee nelle terre d’Oltremare, per condurgli la figlia del re Giovanni, sua promessa sposa [3].

Nel mese di ottobre della quattordicesima indizione ritornarono nel porto di Brindisi con quella fanciulla; nel mese di novembre della stessa indizione l’imperatore la sposò nella stessa città.

Nell’anno dell’incarnazione [del Signore] 1225, tredicesima indizione [quindi entro il 31 agosto], Federico fu incoronato Re di Gerusalemme.

Nell’anno del Signore 1228, nel mese di aprile della Iª indizione, l’imperatrice Elisabetta, moglie dell’imperatore Federico e figlia del re [di Gerusalemme] Giovanni, nel giorno 26 [27 nel codice di Napoli] del predetto mese di aprile [4] ad Andria, città della Puglia, partorì un figlio che aveva concepito da suo marito l’imperatore Federico. Detto sovrano imperatore, stando allora a Troia, città della Puglia, appena seppe della di lui nascita, in quanto suo padre, gli impose il nome di Corrado.
La madre però, dieci giorni dopo averlo partorito, nella stessa città [Andria] [5] migrò presso il Signore.

Alla sua morte parteciparono tutti i prelati del Regno di Sicilia, convenuti in Barletta all’adunanza generale, organizzata in quel luogo dal medesimo imperatore; in essa egli dispose molte cose riguardo al suo Regno di Sicilia, in quanto intendeva recarsi in una zona della Siria, per adempiere al suo voto [della crociata].

Infatti nel seguente mese di giugno di tale suddetto anno dall’incarnazione [del Signore] e stessa indizione, il sovrano imperatore, presi con sé alcuni fedeli del Regno di Sicilia, nel giorno [28] di giugno, vigilia della festa di san Pietro, con 40 galee salpò dal porto di Brindisi. Indi il [29] giorno successivo, festa del medesimo Santo, approdò a Otranto, città della Puglia. …

NOTE
[1] Mox archiepiscopum Capuanum, a papa Honorio nominatum. [→ Appena [27/09/1225] nominato arcivescovo di Capua da papa Onorio III.]
[2] Nomen mutilum. Legendum autem Richerum. [→ Nome tronco. Da leggersi Richerio.]
[3] Cf. fragmentum codicis Gallici 83l6 in Bibl. reg. Paris., quod inter additamenta tomi secundi dabimus.
[4] Dies usque nunc incognitus. [→ giorno finora ignorato]
[5] Scilicet apud Andriam, 6 maii. [→ cioè in Andria, il 6 maggio]

[testo latino tratto da Huillard Bréholles, “Breve chronicon de rebus siculis” (traslato dal codice vaticano cartaceo n. 7145), in additamenta a “Historia Diplomatica Friderici Secundi”, Tomus I., pars II., Parisiis, 1853, pp. 896-897, 898.]


Matthaei Parisiensis, monachi Sancti Albani, Chronica Majora

Rerum Britannicarum Medii Aevi Scriptores during the Middle Ages

[trascrizione dell’originale] [traduzione]

De sententia in imperatorem lata.
(Letter of Pope Gregory IX. to archbishop Langton on the conduct of the emperor.)

“Gregorius episcopus Stephano [Langton] Cantuariensi archiepiscopo salutem, etc.

… Exinde apud Ferentinum in colloquio simili duorum annorum transfretandi [Fredericus] elegit sibi terminum et praefixit; sicque transiturum, et nobilem mulierem (nota 3: Yolande de Brienne), natam carissimi filii nostri in Christo Johannis regis Jerosolimorum, illustris ipsius regni haeredem, in conjugem recepturum, solenniter praestito juramento spopondit; adjungens, quod per hoc ad obsequium Terrae Sanctae, non ut caeteri peregrini, sed ut Templarii et Hospitalarii, se in perpetuum obligaret. … ”


De morte Ysabellae imperatricis.

Obiit etiam eodem anno gloria et spes Angliae Ysabella imperatrix, in partus discrimine, De cujus morte nimis dolenda per hanc lugubrem imperatoris sponsi sui Fretherici epistolam plenius certificamur.

Epistola imperatoris de praedicta morte [to Henry III].

Frethericus imperator, etc., regi Angliae salutem. …

Die namque primo intrantis mensis Decembris praeteriti, et memoratu nobis occurrit horribile, dicta consors nostra imperatrix, soror vestra, vocante Domino, Qui aufert spiritum principum, apud Quem non est exemptio vel acceptio personarum, naturae concessit. …

Datum Coronatae, XXX. die Januarii, etc.”

La scomunica emessa contro l’Imperatore
(Lettera [del Gennaio 1228] di Papa Gregorio IX a Langton sulla condotta dell’Imperatore)

“Gregorio vescovo saluta Stefano [Langton] arcivescovo di Canterbury, etc.

… Dopo, in un (altro) simile incontro a Ferentino, trascorsi due anni, Federico scelse un termine [per la crociata] e lo fissò; cosi che si sarebbe portato [in Terra Santa] ed avrebbe preso in sposa una nobile donna, nata dal nostro carissimo figlio in Cristo Giovanni, re di Gerusalemme, (Jolanda di Brienne) illustre erede del suo regno, con un solenne giuramento; aggiungendo che con ciò si impegnava per sempre al servizio della Terra Santa, non come gli altri pellegrini, ma come i Templari e gli Ospitalieri. … ”


La morte dell’imperatrice Isabella.

Nello stesso anno [1241] morì di parto anche la gloria e la speranza dell’Inghilterra, l’imperatrice Isabella, della cui morte siamo più che sicuri per questa triste lettera dell'imperatore Federico, suo sposo.

Lettera dell’imperatore [ad Enrico III] sulla predetta morte [dell’imperatrice Isabella]

Federico Imperatore, ecc., saluta il Re d'Inghilterra. …

Mi è terribile, infatti, ricordare il primo giorno dello scorso mese di dicembre [1241]; la suddetta imperatrice mia consorte e tua sorella è deceduta, chiamata dal Signore, che porta via anche l’anima dei principi, e nessuno n’è escluso. …

Inviata da Incoronata il 30 gennaio 1242.”

[testo tratto da “Matthaei Parisiensis, monachi Sancti Albani, Chronica Majora”, in “Rerum Britannicarum Medii Aevi Scriptores during the Middle Ages”, Edited by Henry Richards Luard, B.D., London, 1876., Vol. III., A.D. 1216 to 1239. pp.145,147; 1877, Vol. IV., A.D. 1240 to 1247. pp. 175-176.]


La Chiesa inferiore della Cattedrale e le tombe delle Imperatrici

in “Ricerche sui monumenti ... dell'Italia meridionale

[trascrizione dell’originale in francese] [traduzione]

Mort de Gregoire IX et Isabelle.


En même temps Frédéric II revenait dans ses États et remenait à Foggia sa femme Isabelle, malade des suites de couche: elle y espira le Ire décembre [1], et fut enterrée a Andria [2], auprés d’Iolande de Brienne. Elle avait donné quatre enfants à l’empereur: Giordano, né a Ravenne en 1236, et mort en bas âge; Agnès, née un an après, mais qui vécut peu; Henri, dit le Jeune, né a Turia le 18 février 1238, dont nous indiquerons plus tard la fin prématurée; Marguerite, dont la naissance coûta la vie à sa mère, [3] et qui devait étre maroée, à peine nubile, à cet odieux margrave de Misnie, que l’histoire a surnommé le Dépravé [4].

NOTE
[1] Ricard. De S.-Germ., ad ann. 1241, ap. Murator., Script. Rer. Ital., t. VII. – Lettre de l’empereur au roi d’Angleterre, datée de l’Incoronata, 30 janvier 1242, ap. Matt. Paris, t. V, p. 235. – Ricc. D’Urso, Stor. di Andria, donne pour date le 21 décembre.
[2] Les tombeaux des deux impératrices existent encore dans la crypte de la cathédrale d’Andria.
Cette églìse, dans la premìère moitié du XIII° siècle, se composait de deux étages, dont l’inférieur fut fermé depuis et converti en charnier, selon l’usage pernicieux suivi en Italie.
Ces monuntents restèrent donc soustraits aux regards. On peut maintenant descendre dans la crypte par l’ouverture d’une tombe, et on trouve plusieurs fragments des deux mausolées consistant en morceaux fìnement taillés et en quatre colonnettes qui s’élèvent au milieu d’un amas d’ossements; mais on ne sauraìt dire s’ils sont de pierre ou de marbre à cause de la croûtc noirâtre qui lcs recouvre.
L’amoncellement des os est tel qu’on n’a pu dégager la base de ces tombeaux, de manière à lire les inscriptions qui y sont probablement gravées. (Note communiquée par M. Onofrio Bonghi, secrétaire général de l’intendance dc Bari et antiquaire distingué.)
Telle est aussi l’opinion de M. Ricc. D’Urso, qui n’a pas reculé devant la pénible tâche dc visiter ce funèbre lìeu.
Il ajoute que, selon la tradition, les corps des deux impératrices furent transférés dans le vestibule de la cathédrale, après la ruine de la maison de Souabe, et que les deux statues de femme qui sont à l’entrée de la grande porte représentent Iolande et Isabelle, dont les os, mêlés ensemble, auraient été déposés sous la pierre qui est entre ces deux mêmes statues. (Stor.di Andria, lib. IV, p. 69.)
[3] «Imperatrix in partus discrimine obiit.» Matt. Paris, Hist. major, ad ann., p. 391.
[4] Petr. De Vineis, Epist., lib. V, cap. 16. – Voyez aussi le Tabl. Généalog. De Raümer, Gesch. Der Hohenst., t. IV.

Morte di Gregorio IX e di Isabella [d’Inghilterra].


Nello stesso tempo Federico II tornò nei suoi Stati e riportò a Foggia la moglie Isabella, prossima al parto: vi morì il 1° dicembre [1], e fu sepolta ad Andria [2], accanto a Iolanda di Brienne. Ella aveva dato all'imperatore quattro figli: Giordano, nato a Ravenna nel 1236, e morto in giovane età; Agnese, nata un anno dopo, ma vissuta poco; Enrico, detto il Giovane, nato a Turia il 18 febbraio 1238, di cui indicheremo più avanti la prematura fine; Margherita, la cui nascita costò la vita a sua madre [3], e che avrebbe sposato, appena raggiunta l’età, quell'odioso margravio di Meißen [Alberto II Wettin], che la storia ha soprannominato il Degenerato [4].

NOTE
[1] Rycardi De S. Germano, ad ann. 1241, ap. Muratori, Scriptores Rerum Italicarum, t. VII. – Lettera dell’imperatore al re d’Inghilterra, datata dall’Incoronata, 30 gennaio 1242, ap. Matthaei Parisiensis, Chronica Majora, t. V, p. 235. – Riccardo D’Urso, Storia di Andria, indica la data [errata] del 21 dicembre.
[2] Le tombe delle due imperatrici esistono ancora nella cripta della Cattedrale di Andria.
Questa chiesa [Cattedrale], nella prima metà del XIII° secolo, era costituita da due piani, di cui l’inferiore è stato poi chiuso e trasformato in fossa comune, secondo la cattiva e pericolosa consuetudine seguita in Italia.
Tali monumenti restavano quindi non visibili. Si può scendere nella cripta attraverso l’apertura di una tomba, e vi si trovano diversi frammenti dei due mausolei costituiti da pezzi finemente scolpiti e quattro colonnine che si ergono al centro di un mucchio di ossa; ma non si può dire se siano di pietra o di marmo a causa della crosta nerastra che li ricopre.
Il cumulo di ossa è tale che non è stato possibile liberare il fondo di queste tombe per leggere le iscrizioni che probabilmente vi sono incise. (Nota comunicata dal Sig. Onofrio Bonghi, Segretario Generale dell’Intendenza di Bari e insigne antiquario.)
Questa è anche l’opinione del Mons. Riccardo D’Urso, che non si è sottratto al doloroso compito di visitare questo sepolcreto.
Egli aggiunge che, secondo la tradizione, i corpi delle due imperatrici furono trasferiti nel vestibolo della cattedrale, dopo la rovina della casa di Svevia, e che le due statue femminili che si trovano all’ingresso della porta principale rappresentano Iolanda e Isabella, le cui ossa, mescolate insieme, sarebbero state deposte sotto la pietra che è tra queste due stesse statue. (Storia di Andria, libro IV, p. 69.)
[3] «Imperatrix in partus discrimine obiit.» Matthaei Parisiensis, Chronica Majora, ad annum, p. 391.
[4] Pietro della Vigna, Epistolario, lib. V, cap. 16. – Vedi anche la Tavola Génealogica di Friedrich Von Raümer, Geschichte der Hohenstaufen., t. IV.

[testo tratto da Huillard Bréholles, “Recherches sur les monuments et l’histoire des Normands et de la maison de Souabe dans l’Italie méridionale”, part. II., cap. IV, pag. 91-92, Paris, 1844.]