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Chiesa di Sant'Agostino, già del SS. Salvatore, poi di S. Martino, S. Leonardo,
e, per un certo periodo dell'800, dell'Annunziata di dentro

foto tratta dal libro "Gli Agostiniani in Andria" del Ferriello del 1930
Per una visita a zone, consulta le pagine delle apposite sezioni:
L'esterno della chiesa - La navata e la volta -
Il presbiterio e l'altare centrale - il convento: i chiostri, ... oppure
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Portale a fine Ottocento - foto proprietà del Brooklyn Museum
[immagini di fine Ottocento - La 1ª foto del portale è del "Brooklin Museum di New York" (con elab. colore SDT)]

Un po' di storia, tra racconto e ricerca.

Il primo documento scritto (finora da me trovato che si riferisce a questa Chiesa) è una Bolla di papa Callisto II del 1120; in essa il pontefice riconosce ai Benedettini del Monastero di San Pietro in Vulture il privilegio della giurisdizione su diverse chiese, tra le quali, in Andria, questa, allora dedicata al Salvatore, nonché la chiesa di San Nicola ed un'altra dedicata anch'essa al Salvatore nella contrada di Gurgo.

“CALLIXTUS episcopus, servus servorum Dei, dilecto filio MANSONI, abbati venerabilis monasterii Sancti Petri, quod in monte Vulture apud criptam Beati Michaelis archangeli situm est
Per presentis etiam privilegii paginam tibi tuisque legitimis successoribus et per vos eidem monasterio confirmamus …
In Andro, ecclesiam Sancti Salvatoris, Sancti Nikolai. In Gurgo, ecclesiam Sancti Salvatoris. … Ad indicium autem supradicte proprietatis et perceptę a Romana Ecclesia libertatis, auri unciam quotannis Lateranensi palatio persolvetis.… incarnationis Dominice anno M° C° XX° …. ”

Forse fu proprio intorno al 1120 che i Benedettini realizzarono in Andria il loro monastero presso questa Chiesa, fino allora denominata del SS. Salvatore (e da loro intitolata anche a S. Martino, come a quel tempo essi solevano denominare molte loro residenze).
Posso poi ipotizzare (come già pensava mons. Giuseppe Ruotolo a pag. 126 del volumetto citato) che dopo il 1227, anno in cui le relazioni tra Federico II e Gregorio IX si inasprirono a seguito della scomunica da quest'ultimo comminata all'imperatore, la Chiesa e il suo convento siano stati forzatamente ceduti ai Templari e successivamente (caduti anche questi ultimi in disgrazia) ai Teutonici (1); essi allora dedicarono il complesso a S. Leonardo, che riprodussero insieme al Salvatore e a S. Nicola nella lunetta del portale principale. Il trasferimento all'Ordine Teutonico sarebbe testimoniato dalla lapide "Belligerus ordo …" trovata nell'Ottocento in una cisterna del convento.
Le strutture gotiche residue nell'attuale Chiesa sono in gran parte di tale periodo svevo e del seguente periodo angioino del munifici Del Balzo.

Nel 1770 la chiesa fu ristrutturata in stile barocco.

"Con nostro sommo rammarico dobbiamo ricordare la mania del XVII secolo di sostituire agli antichi  e artistici ornati gli stucchi. Neppure questo nostro gioiello d'arte andò esente da simili devastazioni. Il P.Maestro Ricatti, agostiniano, dopo che si ritirò da Roma nell'anno 1770, stimando di fare un gran beneficio alla città natale, rimodernò totalmente, con molta eleganza, questa chiesa, con fregi e decorazioni di stucco che tuttora si vedono."

[tratto da "Gli Agostiniani in Andria", di M.Ferriello, Libreria Ed. Fiorentina, Firenze, 1930, pag.26]

Dopo il 19 settembre 1809, cacciati gli Agostiniani, la Chiesa ospitò il Capitolo Collegiale dell'Annunziata, come ricorda la sottostante lapide del 1813; nel 1857 fu elevata a parrocchia dal Vescovo Lombardi.
Uno degli ultimi restauri conservativi è stato effettuato tra il 1998 e il 2002 dal seguente gruppo di progettazione: Francesco Patruno, Nicola Peloso, Emanuele Porro, Antonio Di Schiena, Nicola Cicco, Riccardo Fucci, Nicola Suriano, Giuliana Persichilli, Francesco Sgaramella. L'architetto Riccardo Sellitri ha proceduto ai lavori di rilievo, alla stesura del progetto esecutivo ed alla direzione dei lavori, avvalendosi della collaborazione dell'arch. Giuliana Persichilli, dell'ing. B. Inchingolo e, per gli impianti, dell'ing. M. Allegretti. Alcune immagini di questo sito sono del gruppo di restauro.

Giova comunque approfondire la storia della Chiesa e del Convento e visionare una pianta dell'insieme monacale così come poteva essere nell'Ottocento, poco dopo la dipartita degli Agostiniani.

iscrizione del Capitolo dell'Annunziata

NOTE    _

(1) A integrazione si legga anche quanto è scritto nella pagina che descrive la facciata.
Riporto inoltre alcune affermazioni di vari studiosi circa la residenza dell'Ordine Teutonico in Andria, e, in particolar modo, sul loro eventuale insediamento a Sant'Agostino.

Vito Ricci, ricercatore specializzato nel campo degli Ordini religioso-militari e precipuamente dei Templari nel Mezzogiorno Italiano, nel sotto citato studio scrive:

“Secondo alcuni Autori (F. Bramato, I Templari in terra di Bari. Note e appunti per una storia dell’Ordine cavalleresco in Italia in «Nicolaus», n.7, 1979, p. 173 e B. Capone, L. Imperio, E. Valentini, Guida all’Italia dei Templari. Gli insediamenti templari in Italia, Roma 1989, pp. 239-240) ad Andria i Templari avrebbero avuto per un breve periodo la chiesa di San Leonardo (attuale Sant’Agostino) sottratta loro da Federico II intorno al 1228-29 e da questi assegnata ai Teutonici. Altri ritengono che la stessa fu edificata dagli stessi Teutonici per volontà del maestro generale Hermann von Salza. Sulla presenza templare ad Andria occorre precisare, tuttavia, che da ricerche effettuate non sono stati trovati ulteriori riscontri in documenti e le affermazioni precedenti vanno prese con una certa cautela.”
[V. Ricci, Insediamenti templari e giovanniti lungo la via Traiana da Canosa a Bitonto (XII-XVI secolo), in Atti del XXXII Convegno di Ricerche Templari, Perugia 27 settembre 2014, a cura della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (LARTI), Edizioni Penne & Papiri, Tuscania 2015, p. 169.]

Scrive M. S. Calò Mariani in "La Scultura in Puglia durante l'età sveva e proto-angioina":

"Nella chiesa di Sant'Agostino di Andria, - dal 1230 circa al 1358 appartenente all'Ordine Teutonico con l'antico titolo di chiesa del Salvatore e dei Santi Leonardo e Nicola - il portale maggiore, espanso e riccamente ornato, accoglie nella nitida lunetta, in rigida simmetria, Cristo fra San Leonardo e San Nicola e due angeli.” [Maria Stella Calò Mariani in "La Scultura in Puglia durante l'età sveva e proto-angioina" da "La Puglia fra Bisanzio e l'Occidente" Electa Editrice, Milano, 1980, pag.300]

Scrive H. Houben in “Federiciana 2005”:

Ermanno di Salza [o Hermann von Salza] favorì l'espansione dei possedimenti e degli insediamenti dell'Ordine teutonico in Puglia e si fermò non di rado nella casa teutonica di Barletta, dove fu anche sepolto (Houben, 2000). Poco convincente è la tesi secondo la quale il Gran Maestro avrebbe forse voluto essere sepolto nella chiesa di S. Salvatore ad Andria [così chiamata all'epoca dei Teutonici, oggi Sant'Agostino] (von Holst, 1976), anche perché l'appartenenza di questa chiesa all'Ordine teutonico non è provata.

Scrive P. K. Wieser in “Gli Inizi dell’Ordine Teutonico in Puglia”:

... vogliamo menzionare ancora due notizie piuttosto singolari. Luigi Giovene (in “Memorie storiche di Terlizzi, città nel Peuceto”, Bari 1881, pp. 146-7), riferendosi all’opera di Riccardo D’Urso (“Storia della Città di Andria”, … pp.70-1), dice che «nel 1230 a premura del Gran Maestro dell’Ordine Teutonico a nome di Ermando Staltza (!) caro a Federico ed al Papa, appena fu nominato Arcivescovo di Bari si impegnò per la introduzione del suo ordine in queste parti». Da ciò risulterebbe che Ermanno di Salza fosse stato arcivescovo di Bari, fatto completamente sconosciuto in tutta la bibliografia dell’Ordine Teutonico e negato in base alla Serie Critica de’ Sacri Pastori Baresi corretta, accresciuta ed illustrata di Michele Garruba (Bari, 1844 – Pius Gams, Series Episcoporum Ecclesiae catholicae – Konrad Eubel, …). Anche il Marinelli Giovene nega questo fatto dicendo che «il nominato Ermando non ha occupato mai quella sedia episcopale».
... Molto incerte e dubbiose e poco probabili sono pure le notizie di una presenza dell’Ordine Teutonico ad Andria (chiesa di S. Agostino, che originariamente si chiamò pure San Leonardo), …”
[da “Archivio Storico Pugliese”, 1973, fasc. 3-4, “Gli Inizi dell’Ordine Teutonico in Puglia”, di P. Klemens Wieser O.T., pagg. 483-484, 486]