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Chiesa di Sant'Agostino, già di S. Leonardo, poi del SS. Salvatore,
poi ancora di S. Martino e, nell'800, dell'Annunziata di dentro

foto tratta dal libro "Gli Agostiniani in Andria" del Ferriello del 1930
Per una visita a zone, consulta le pagine delle apposite sezioni:
L'esterno della chiesa - La navata e la volta -
Il presbiterio e l'altare centrale - il convento: i chiostri, ... oppure
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Un po' di storia, tra racconto e ricerca.

Il primo documento scritto finora da me trovato che si riferisce a questa Chiesa è una Bolla di papa Callisto II del 1120; in essa il pontefice riconosce al Monastero di San Pietro in Vulture il privilegio della giurisdizione su diverse chiese, tra le quali, in Andria, questa, allora dedicata al Salvatore, la chiesa di San Nicola ed un'altra dedicata anch'essa al Salvatore nella contrada di Gurgo.

Gli storici poi scrivono:

"... Herman von Salza . Era questi [ai tempi di Federico II] il capo [gran maestro] dei Cavalieri teutonici, ai quali si attribuisce la costruzione in Andria della Chiesa e del Convento di S.Agostino. ...

Il Duca Francesco I [Del Balzo] ... si diede a ricostruire Andria e a sostenere un più diffuso spirito religioso. Infatti, il 1358 invitò gli Agostiniani calzati a venire da Napoli, per stabilirsi nel Convento attiguo alla vecchia Chiesa di S.Leonardo, passata, dopo i Teutonici, ai Benedettini, che la consacrarono a S.Martino. Nel 1387 essi furono autorizzati  dal Padre generale a vendere dei terreni per ricostruire la Chiesa, forse gravemente danneggiata dall'assedio [degli Ungheresi] del 1350, la quale fu condotta a termine solo il 1463, sotto Francesco II, e dedicata al loro fondatore S.Agostino." (1)

[tratto da "Andria dalle origini ai tempi nostri", di P. Petrarolo, Sveva Ed., Andria, 1990, pag.40,56-57]

Nel 1770 la chiesa fu ristrutturata in stile barocco.

"Con nostro sommo rammarico dobbiamo ricordare la mania del XVII secolo di sostituire agli antichi  e artistici ornati gli stucchi. Neppure questo nostro gioiello d'arte andò esente da simili devastazioni. Il P.Maestro Ricatti, agostiniano, dopo che si ritirò da Roma nell'anno 1770, stimando di fare un gran beneficio alla città natale, rimodernò totalmente, con molta eleganza, questa chiesa, con fregi e decorazioni di stucco che tuttora si vedono."

[tratto da "Gli Agostiniani in Andria", di M.Ferriello, Libreria Ed. Fiorentina, Firenze, 1930, pag.26]

Dopo il 19 settembre 1809, cacciati gli Agostiniani, la Chiesa ospitò il Capitolo Collegiale dell'Annunziata, come ricorda la sottostante lapide del 1813; nel 1857 fu elevata a parrocchia dal Vescovo Lombardi.
L'ultimo restauro conservativo è stato effettuato tra il 1998 e il 2002; gruppo di progettazione del restauro: Francesco Patruno, Nicola Peloso, Emanuele Porro, Antonio Di Schiena, Nicola Cicco, Riccardo Fucci, Nicola Suriano, Giuliana Persichilli, Francesco Sgaramella. L'architetto Riccardo Sellitri ha proceduto ai lavori di rilievo, alla stesura del progetto esecutivo ed alla direzione dei lavori, avvalendosi della collaborazione dell'arch. Giuliana Persichilli, dell'ing. B. Inchingolo e, per gli impianti, dell'ing. M. Allegretti. Alcune immagini di questo sito sono del gruppo di restauro.

Giova comunque approfondire la storia della Chiesa e del Convento e visionare una pianta dell'insieme monacale così come poteva essere nell'Ottocento, poco dopo la dipartita degli Agostiniani.

iscrizione del Capitolo dell'Annunziata

NOTE    _

(1) A integrazione si legga anche quanto è scritto nella pagina che descrive la facciata.
Riporto inoltre alcune affermazioni di vari studiosi circa la residenza dell'Ordine Teutonico in Andria, e, in particolar modo, sul loro eventuale insediamento a Sant'Agostino.

Vito Ricci, ricercatore specializzato nel campo degli Ordini religioso-militari e precipuamente dei Templari nel Mezzogiorno Italiano, nel sotto citato studio scrive:

“Secondo alcuni Autori (F. Bramato, I Templari in terra di Bari. Note e appunti per una storia dell’Ordine cavalleresco in Italia in «Nicolaus», n.7, 1979, p. 173 e B. Capone, L. Imperio, E. Valentini, Guida all’Italia dei Templari. Gli insediamenti templari in Italia, Roma 1989, pp. 239-240) ad Andria i Templari avrebbero avuto per un breve periodo la chiesa di San Leonardo (attuale Sant’Agostino) sottratta loro da Federico II intorno al 1228-29 e da questi assegnata ai Teutonici. Altri ritengono che la stessa fu edificata dagli stessi Teutonici per volontà del maestro generale Hermann von Salza. Sulla presenza templare ad Andria occorre precisare, tuttavia, che da ricerche effettuate non sono stati trovati ulteriori riscontri in documenti e le affermazioni precedenti vanno prese con una certa cautela.”
[V. Ricci, Insediamenti templari e giovanniti lungo la via Traiana da Canosa a Bitonto (XII-XVI secolo), in Atti del XXXII Convegno di Ricerche Templari, Perugia 27 settembre 2014, a cura della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (LARTI), Edizioni Penne & Papiri, Tuscania 2015, p. 169.]

Scrive M. S. Calò Mariani in "La Scultura in Puglia durante l'età sveva e proto-angioina":

"Nella chiesa di Sant'Agostino di Andria, - dal 1230 circa al 1358 appartenente all'Ordine Teutonico con l'antico titolo di chiesa del Salvatore e dei Santi Leonardo e Nicola - il portale maggiore, espanso e riccamente ornato, accoglie nella nitida lunetta, in rigida simmetria, Cristo fra San Leonardo e San Nicola e due angeli.” [Maria Stella Calò Mariani in "La Scultura in Puglia durante l'età sveva e proto-angioina" da "La Puglia fra Bisanzio e l'Occidente" Electa Editrice, Milano, 1980, pag.300]

Scrive H. Houben in “Federiciana 2005”:

Ermanno di Salza [o Hermann von Salza] favorì l'espansione dei possedimenti e degli insediamenti dell'Ordine teutonico in Puglia e si fermò non di rado nella casa teutonica di Barletta, dove fu anche sepolto (Houben, 2000). Poco convincente è la tesi secondo la quale il Gran Maestro avrebbe forse voluto essere sepolto nella chiesa di S. Salvatore ad Andria [così chiamata all'epoca dei Teutonici, oggi Sant'Agostino] (von Holst, 1976), anche perché l'appartenenza di questa chiesa all'Ordine teutonico non è provata.

Scrive P. K. Wieser in “Gli Inizi dell’Ordine Teutonico in Puglia”:

... vogliamo menzionare ancora due notizie piuttosto singolari. Luigi Giovene (in “Memorie storiche di Terlizzi, città nel Peuceto”, Bari 1881, pp. 146-7), riferendosi all’opera di Riccardo D’Urso (“Storia della Città di Andria”, … pp.70-1), dice che «nel 1230 a premura del Gran Maestro dell’Ordine Teutonico a nome di Ermando Staltza (!) caro a Federico ed al Papa, appena fu nominato Arcivescovo di Bari si impegnò per la introduzione del suo ordine in queste parti». Da ciò risulterebbe che Ermanno di Salza fosse stato arcivescovo di Bari, fatto completamente sconosciuto in tutta la bibliografia dell’Ordine Teutonico e negato in base alla Serie Critica de’ Sacri Pastori Baresi corretta, accresciuta ed illustrata di Michele Garruba (Bari, 1844 – Pius Gams, Series Episcoporum Ecclesiae catholicae – Konrad Eubel, …). Anche il Marinelli Giovene nega questo fatto dicendo che «il nominato Ermando non ha occupato mai quella sedia episcopale».
... Molto incerte e dubbiose e poco probabili sono pure le notizie di una presenza dell’Ordine Teutonico ad Andria (chiesa di S. Agostino, che originariamente si chiamò pure San Leonardo), …”
[da “Archivio Storico Pugliese”, 1973, fasc. 3-4, “Gli Inizi dell’Ordine Teutonico in Puglia”, di P. Klemens Wieser O.T., pagg. 483-484, 486]