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Chiesa di San Sebastiano

già “di S. Onofrio”, detta anche “del Purgatorio” o “della Morte

veduta d'insieme
[Veduta d'insieme del complesso - foto di Sabino Di Tommaso, 01/2011]

Quando, poco prima del 1100, la Città di Andria fu dal conte normanno protetta da mura, a sud di Porta della Barra sulla sponda meridionale dell'Aveldio probabilmente già esisteva un eremo con la Chiesa di Sant'Onofrio, quasi a gomito della chiesa dell'Annunziata e del suo ospizio. Gli agglomerati - casali che insistevano intorno a questi pii edifici non potettero rientrare nella cinta muraria in quanto posti al di là della lama percorsa da quel torrentello.

Ai primi del Seicento, nel 1605, fondata la congrega della Morte (composta soprattutto da artigiani e in parte da alcuni fratelli di quella del Gesù esistente presso la Chiesa di Porta Santa) (1) la Chiesa fu da tale confraternita chiamata “del Purgatorio”, e dal popolo detta anche “della Morte”, mutuando tale denominazione da quella di tale sodalizio.

Una lapide del 1636, ai tempi del Borsella (metà Ottocento) affissa "sopra la porta che conduce in piccolo discoperto", (ma da me non rintracciata) ci fa sapere che la Chiesa era stata ristrutturata con i fondi del fondatore della Congregazione della Morte, il sacerdote Gian Donato Aybar.

IOANNI DONATI AYBAR ANDRIEN
MIRÆ PROBITATIS [o PIETATIS] SACERDOTI
QUI VERBO ET EXEMPLO AD CHRISTI OBSEQUIUM
MULTOS PERDUXIT
CUJUS OPERA ORATORIUM HOC ET INCOEPTUM
ET PERFECTUM EST
HUIUS CONGREGATIONIS CONFRATRES
PARENTI IN SPIRITU OPTIME BENEMERENTI
POSUERUNT
IV KAL. FEBR. MDCXXXVI

[tratto da "Chiesa di San Sebastiano o della morte" in "Andria sacra", di Giacinto Borsella, Andria, tip. F. Rossignoli, 1918, p. 256].

Non sappiamo quando questa Chiesa fu intitolata a San Sebastiano; forse in una delle periodiche pesti (probabilmente in quella del 1528 nella quale fu implorato e ringraziato San Sebastiano, in quanto in quella precedente del 1503/1504 fu invocato e ringraziato il patrono della Città San Riccardo) o quando in essa si stabilì la suddetta confraternita della Morte intitolata alla Natività di Maria; il primo documento da me trovato è un trafiletto nella relazione sullo Stato della Chiesa di Andria inviato alla Santa Sede per la Visita ad limina del 1644 dal vescovo Ascanio Cassiano; questi enumerando le dodici confraternite allora esistenti in Città scrive:

Adsunt quoq[ue] duodecim Confraternitates Laicorum, … … … S.[anc]ti Sebastiani in alia [Ecclesia] propria similiter extra mœnia, quæ circà pia opera, precipue verò subveniendo pauperibus, carceratis, et egenis puellis subsidia dotalia praebendo versant”.

Un documento iconico che associa la venerazione della Madonna del Carmine, la confraternita "del Purgatorio" ed il culto di San Sebastiano in questa Chiesa è il dipinto datato 1601, nel quale la Vergine del Carmelo su nuvole e tra angeli salva le anime purganti raffigurate in basso tra i protettori della Città, San Sebastiano (con-protettore secondario) e San Riccardo (protettore principale insieme dalla Madonna dei Miracoli).

Quadro del 1601 della Vergine del Carmelo tra S. Sebastiano e S. Riccardo    stemma e dedica del quadro
[Il quadro del 1601 della Vergine del Carmelo tra S. Sebastiano e S. Riccardo e particolare sx. - foto Sabino Di Tommaso, 2017]

Il quadro, che fino a metà Novecento era in questa Chiesa come dossale dell'altare (oggi posto sulla parete d'ingresso all'oratorio del SS. Sacramento in Cattedrale), mostra nell'angolo in basso a sinistra lo stemma della Città di Andria al centro di una scritta nastriforme:
"TEMPORE SINDICATVM MAGN.CI [stemma] IOAN.IS DOM.CI VITALIANI A.D. 1601" (→ Nel 1601, durante l'amministrazione del magnifico Gian Domenico Vitaliani)

A metà Ottocento il Borsella vede il quadro affisso sulla parete absidale sopra il coro allora esistente dietro l'altare maggiore di questa Chiesa; scrive:

"Sul coro di noce messo dietro l’altare [maggiore] è appeso un grande quadro della Vergine del Carmine che sostiene il parto delle sue viscere e ai di Lei santi piedi S. Riccardo e S. Sebastiano."

[tratto da "Chiesa di San Sebastiano o della morte" in "Andria sacra", di Giacinto Borsella, Andria, tip. F. Rossignoli, 1918, pagg. 247-256].

Un altro documento iconico è un particolare della veduta prospettica della Città di Andria realizzata da Cassiano de Silva probabilmente a fine Seicento e pubblicata il 1703 nell'opera del Pacichelli "Il Regno di Napoli in Prospettiva diviso in dodeci Provincie ... - ANDRIA"; eccone la riproduzione (con alcune note chiarificatrici):

particolare della veduta prospettica di Andria di Cassiano de Silva di fine Seicento
[particolare della veduta prospettica di Andria di Cassiano de Silva, con l'aggiunta dell'indicazione dell'Aveldio]

Nella litografia originale i luoghi sono indicati con lettere che richiamano la relativa sottostante annotazione; in essa non sono inoltre tracciati né l'Aveldio né la strada per Canosa.
Il disegno della Chiesa di San Sebastiano in questa veduta non rappresenta la prospettiva attuale, in quanto l'edificio fu totalmente ristrutturato intorno al 1759, data scolpita due volte nel prospetto della Chiesa.

NOTE    _

(1) Cfr. Ceci G., "Le Istituzioni di beneficenza ..."; si legga anche la nota nella quale dichiara del tutto inattendibile la narrazione dei fatti riportata dal D'Urso nel cap.IX della sua "Storia di Andria".