presbiterio, cantoria e organo

Contenuto

cantoria con l'organo del 1644

Cantoria e organo

"A ridosso di questo altare maggiore un grande vano destinato pel Coro, ora privo degli stalli. Ed erano assai pregevoli quelli stalli di noce massiccia, finamente intarsiati. Discacciati i Benedettini Cassinesi da quella Badia, gli stalli del coro vennero da Giuseppe Bonaparte donati al Capitolo Cattedrale di Bisceglie, ... .
In cima al Coro, a ridosso del muro di fondo, si ammira una stupenda e grandiosa Cantoria, che sostiene un organo di grandi proporzioni e di non spregevole struttura. Esso fu costruito nel 1614. Non si conosce l'autore ma sembra che appartenga alla scuola dei Sessa.
"

[testo tratto da "La Chiesa della Madonna dei Miracoli d’Andria" in "Il Capitolo Cattedrale di Andria ...", di M. Agresti, tipi Rossignoli, Andria, 1912, Vol.II,  pag.120]

struttura lignea superiore dell'organo con tela anteriore alle canne
[elaborazione elettronica su foto di Michele Monterisi 2010]

"Nella zona absidale ... vi era sistemato il bellissimo coro, [trasferito nella cattedrale di Bisceglie nel 1807] ... ora ve n' uno molto modesto a 26 stalli.
Completa l'abside una barocca cantoria scolpita in legno dorato, i cui stipiti presentano due edicole con le sculture di S. Riccardo e S. Benedetto, datata 1644
[tale data riportata sull'opera; il Merra e l'Agresti leggevano, erroneamente, 1614].
Dietro la cantoria l'organo di 30 registri, eseguito da Michele Sessa per 760 ducati tra il 1853 e il 1855; le sue canne sono ricoperte da una tela raffigurante S. Maria dei Miracoli con S. Riccardo e S. Agostino.
"

[tratto da “Il Santuario di Santa Maria dei Miracoli” di P. Petrarolo, Sveva Editrice, Andria, 2004, pag. 56]

La data del 1644 scolpita e colorata alla base delle due paraste laterali in legno della struttura contenente l'organo.
Vincenzo Zito fa notare inoltre che

"L'istallazione dell'orchestra dell'organo del 1644, in fondo all'abside del presbiterio, rese necessaria la chiusura di un rosone destinato ad adornare ed illuminare la parte presbiteriale."

[testo di V. Zito, tratto da "La lama di Santa Margherita e il Santuario della Madonna dei Miracoli ", tip. Miulli, San Ferdinando di Puglia, 1990, pag.83]

La grande tela che ricopre le canne dell'organo quando non suonato, realizzata (firmata e datata in calce) da Michele Montrone (1838-1925) nel 1904, [1] raffigura la Madonna dei Miracoli con una rosa in mano tra due angeli in alto e San Riccardo e Sant'Agostino inginocchiati presso suoi piedi, dove un angioletto stende un festone accanto ai classici simboli agostiniani del Cuore ardente sulle Scritture e la cintura; in basso sono raffigurati Andria e il Santuario con Castel del Monte sullo sfondo.

Nel 2012 l'antico organo stato restaurato e reso perfettamente funzionante dall'organaio di Matera Nicola Canosa.

NOTE
[1]
"[Michele Montrone fu] un artista raffinato, dotato di appropriata e mirabile padronanza tecnica, gusto e cultura ben intrecciati per tanta parte alla effervescente pittura napoletana a lui contemporanea. Egli seppe ricavarsi, in questo contesto, una nicchia definita, anche se rigida, nell’ambito della pittura religiosa devozionale e popolare – senza rinunciare, peraltro, alla perfezione del disegno, al paesaggio, alle architetture, ai cieli luminosi, al chiaroscuro, ai giochi prospettici e forse anche agli esiti didascalici."
Commento tratto dalla quarta pagina di copertina del libro "Michele Montrone e la pittura devota dell'Ottocento" di Nicola Cortone, edizioni di Pagina, 2014.