ipotesi sulle origini del borgo

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Andria, da vicus a civitas: ipotesi sulle origini

L'antica RUDAS negli "itineraria picta vel adnotata"

Tra i primi documenti scritti che testimoniano insediamenti abitativi(*) nel territorio di Andria troviamo una carta itineraria picta (guida stradale disegnata), la Tabula Peutingeriana, e vari itineraria adnotata (guide stradali senza disegno): l'Itinerarium Burdigalense sive Hierosolymitanum, l'Itinerario dell'Anonimo Ravennate in Cosmographia (1), l'Itinerario di Ghidone in Geographica. Nell'Itinerarium Antonini (2) invece non c'è traccia di loci (siti) nel territorio di Andria.
Ecco un particolare della Tabula Peutingeriana (elaborata in prima istanza nel XIII secolo, probabilmente utilizzando carte più antiche redatte a partire dall'epoca romana (da Marco Vispanio Agrippa nel I sec a.C. sotto Augusto, poi dal cartografo Castorio sotto Teodosio nel IV sec d.C), riprodotta nel Cinquecento ai tempi di  Corrado Peutinger di Augsburg) (3).
Tabula Peutingeriana: particolare del Nord-Barese, segm.5-6
[elaborazione elettronica su immagine della Biblioteca Augustana]
Nel particolare su esposto del "segmentum VI" della  Tabula Peutingeriana (ripreso dal sito della Biblioteca Augustana) è leggibile, tra la città di Bardulos (Barletta) e Turenum (Trani), fl-u Aveldium scritto in rosso, un corso d'acqua che un tempo lambiva ad ovest il borgo di Andria, là dove attualmente scorre il grande canale di raccolta delle acque piovane da zona "Ciappetta" a "Camaggio" (localizzazione questa che viene dimostrata con una analisi documentaria in un'altra pagina). Esso nella carta è tracciato, come il mare, in verde scuro con una sinusoide che dalle Murge, colorate in grigio, raggiunge il Mare Adriatico.
Tra i vari itinerari disegnati è da notare nel tratto della via Traiana (a destra nella carta, immediatamente sotto la via litoranea): Rudas (un vicus [rustico aggregato di case] segnato presso il pittogramma delle Murge)-XII, Rubos (Ruvo)-XIIII, Butuntos (Bitonto)-VIIII; la strada prosegue poi per Celia (Ceglie del Campo)  ... fino a Gnaie (Egnazia) (4).
Nella Tabula Peutingeriana troviamo quindi nel territorio di Andria un vicus posto nei pressi della Via Traiana: Rudas, a dodici miglia romane (circa Km 18) da Rubos (Ruvo).

La sottostante carta (rielaborata su un particolare della "Map of Ancient Italy, Southern Part", tratta da "The Historical Atlas by William R. Shepherd, 1911") riporta i siti indicati dalla Tabula Peutingeriana e dagli altri itinerari medievali. È qui esposta sia per presentare le varie arterie stradali medievali, tracciando in particolare la Via Appia, la Minucia, la Traiana, la litoranea adriatica, l'Herculea e la Popilia, nonché i più importanti diverticula, sia per avere dei luoghi un riferimento cartografico proporzionale alle distanze. In essa sono anche indicati i popoli trovati nel nostro territorio dai Greci e dai Romani: nel Tavoliere i Dauni, dal corso dell'Ofanto fino a Taranto i Peuceti o Pœdiculi, nel Salento (che un tempo e sulla carta è indicato come CALABRIA) i Messapi.

I luoghi dei vari itinerari medievali sulle vie romane: Appia, Traiana, Minucia ...
[elaborazione elettronica su una mappa di William R. Shepherd, 1911, con l'aggiunta e la modifica di dati in base a nuove ricerche]

La via Traiana [in blu grassetto nella cartina su riprodotta] fu costruita in buona parte sul tracciato della più antica via Minucia, che essendo una mulattiera (traduzione del greco ημινοική), non presentava grandi opere viarie, ma seguiva per molti tratti il percorso dei fiumi e superava i gruppi collinari attraversando i valichi più agevoli.
Prendiamo qui in considerazione alcune caratteristiche della via Minucia [in verde grassetto nella cartina], perchè una ricerca geografica, topografica e su fonti classiche (gli antichi itinerari, la Geografia di Strabone (5) e le Satire di Orazio) condotta dai coniugi Elisa Salvatore e Ruggiero Laurelli ha provato a delineare il suo antico percorso; essa in vari tratti risulta non ricalcata dalla Traiana e, per quel che interessa a noi particolarmente, da Canosa a Ruvo sembra insistesse più a Nord di tale nuovo percorso e della stessa Rudas, risultando quindi più prossima all'attuale Andria.
Riportiamo in nota, per una migliore comprensione, quanto scrive Elisa Salvatore Laurelli (6).


Nello stesso tratto l'Itinerarium Burdigalense (7)indica, tra la civitas Rubos (Ruvo) e la civitas Canusio (Canosa) la mutatio ad quintumdecimum milia, una stazione di servizio con possibilità di cambio dei cavalli a 15 miglia (circa Km 22) da Canosa, nei pressi della quale stazione si potrebbe individuare il vicus Rudas; la mutatio sarebbe perciò a  poco meno di  3 miglia a Sud dell'attuale Andria, e il vicus Rudas (in base alla Tavola di Peutinger) a 12 miglia a Nord-Ovest di Rubos (Ruvo). Considerando le inevitabili approssimazioni metriche nella antica misurazione del percorso, la ricerca del luogo della mutatio e del vicus si può estendere a tre probabili siti dove sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici:  l'insieme collinare Santa Barbara - Monte Faraone che sovrasta le Mass-e Tavernola e Guardiola ; il leggero dosso nei pressi della Mass-a Toppuli e, infine, la località Quadrone.

Questa che segue è la loro localizzazione sul foglio 176  I  SO dell'Istituto Geografico Militare (aerofotografie 1954), dove è anche segnata l'ipotesi che la stazione romana mutatio ad quintumdecimum e il locus Rudas; fossero tra la Mass-a Toppuli (o Topputi) e la località Quadrone (e più avanti se ne giustifica la scelta, concordemente con il pensiero di Giovanna Alvisi). Con tratteggio dello stesso colore arancione della via è invece indicata l'ipotesi avanzata dall'ing. Riccardo Ruotolo (ribadita il 31 marzo 2012 in una conferenza sull'argomento): che cioè la via Traiana in questa zona originariamente salisse sul Monte Faraone anzicché passargli a valle con una leggera deviazione e che quindi in questa zona sarebbe da localizzare Rudas, motivando la tesi con tracce individuabili in una aerofotografia degli anni Settanta, la presenza di due necropoli preistoriche e la vicinanza della lama ove un tempo scorreva uno degli affluenti dell'Aveldio. Personalmente ritengo improbabile che all'epoca di Roma imperiale questa strada molto importante (per le località che connetteva e per l'uso che lo Stato si proponeva), sia stata progettata e realizzata con una salita così ripida (dislivello di circa 40 metri su poco più di tre chilometri di percorso) e quindi difficoltosa per i contemporanei mezzi di trasporto, senza la necessità di servire un centro abitato o un castrum militare; nella zona infatti non sono stati individuati reperti che facciano supporre l'esistenza di simili insediamenti, ma solo, come s'è detto, tombe e reperti di epoca preistorica.
probalili sitii di Rudas e della mutatio ad quintumdecimum milia sulla carta dell'I.G.M.
[elaborazione elettronica su un particolare del F° 176 dell'I.G.M., rilievo 1957)

colonna miliare della Via Traiana, oggi in una villa in contrada Lamapaola
[elaborazione elettr. su foto di. S. Di Tommaso - 2006]
Vi si legge:DIVI CONSTAN .
FL. VALERIO
CONSTANTINO
PIO FEL. INVICTO AUG.
CONS. III IMP. VIII
P. P. PRO CONS ...

Sul margine sinistro della pagina è riprodotta la foto di una colonna miliare della Via Traiana, proveniente probabilmente dal tratto Canosa - Andria (in quanto trovata in agro di Canne e simile ad altre dello stesso percorso), attualmente eretta nel cortile di una residenza in contrada Lama Paola (Andria), già proprietà della famiglia Consalvo Ceci ai primi del Novecento. Il testo inciso manca del numero miliario perché la colonna è tronca della parte superiore; dagli studiosi (Emanuele Mola, Theodor Mommsen, Menico Morgigni) il testo è stato così interpretato: [IMP(eratori) CAES(ari)] DIVI CONSTANTI [f.] FL(avio) VALERIO CONSTANTINO PIO FEL(ici) INVICTO AUG(usto), CONS(uli) III, IMP(eratori) VIII, P(atri) P(atriæ), PROCONS(uli). Ciò che è tra parentesi non è inciso nella colonna e tale interpretazione potrebbe così tradursi: All' (=in onore dell') Imperatore Cesare Flavio Valerio Costantino, pio, felice invitto Augusto, figlio del divo Costante, console per la terza volta, imperatore per l'ottava, padre della patria, proconsole. "Il monumento si data tra il 25 luglio 313 e il 24 luglio 314 in base all'ottava salutazione imperatoria. Questa data conferma l'indicazione cronologica fornita dal numero dei consolati, ché Costantino fu console per la terza volta nel 313 e per la quarta volta nel 315." (8) (9)

Nella pagina seguente si tenta una localizzazione di RUDAS, confrontando le ricerche di alcuni studiosi leggi la pagina successiva in varie epoche sino ai nostri giorni.


NOTE
(*) Gran parte delle fonti documentarie utilizzate in questa pagina sono state reperite in "Andria nel Medioevo" di Pasquale Barbangelo e in "Ricerca sulle origini di Andria" di Domenico Di Leo; ricercate quindi nei testi originali dei loro autori, sono state estratte, eventualmente ampliandole, e qui riportate fedelmente.
(1) Giuliano Volpe, nella nota n.19 a pag.64 del testo citato ("Contadini, pastori e mercanti nell'Apulia tardoantica", Edipuglia, Bari-S.Spirito, 1996) riporta le stazioni dell'Apulia scritte nel VII secolo dall'Anonimo Ravennate nella sua Cosmographia (vol. IV, 35). Le seguenti sono quelle tra Bitonto e Canosa: «tratto della via Traiana: Rav.4.35: Item est civitas quæ dicitur Butuntos, Rubos,Budas,Canusio».
Nella nota n.21 della stessa pagina il Volpe riporta l'elenco delle stazioni dell'Apulia che Guidone, intorno al 1119, scrisse nella sua Geographica: «Guid.47: Item duodecimo miliario ab urbe Sibaris, quæ nunc Baris dicitur, per constratam antiquam [antica strada selciata] urbs Butuntum est, Rudus, Sudas [Rudas], Canusium, in hac olim ... [Poi al dodicesimo miliare verso la cità di Sibari, che ora è chiamata Bari, lungo un'antica strada selciata, c'è la città di Bitonto, Ruvo, Sudas, Canosa. Qui una volta ...]»
(2) Per completezza di informazione si trascrive una parte dell'Itinerarium Antonini (redatto sul finire del III secolo, probabilmente su un originale dei tempi di Marco Aurelio Antonino, detto Caracalla), nonostante non riporti alcuna località nei pressi di Andria: Queste le tappe pugliesi da Equo Tutico (presso Ariano Irpino) a Tarentum (Taranto):
Item ab Equo Tutico (da Ariano Irpino) Hydrunto ad Traiectum (all'imbarco di Otranto) m.p. CCXXXV;
Ecas (Troia);
Erdonias (Ordona) XVIII milia passum;
Canusio (Canosa) XXVI m.p. ;
Rubos (Ruvo) XXIII m.p. ;
Budruntus (Bitonto) XI m.p. ;
Varia (Bari) XII m.p. ;
Turribus (San Vito?) XXI m.p. ;
Egnatiæ (Egnazia) XVI m.p. ;
Speluncas (Torre Santa Sabina?) XX m.p. ;
Brundisium (Brindisi) XVIIII m.p. ;
A Brundisio Tarentum ad latus (Sull'altra costa, passando a Nord del Mar Piccolo) m.p. XLIIII. A Varis per compendium (tagliando per la via diretta) Tarentum m.p. XL.
(3)
Carta del mondo di Castorio detta Tavola Peutingeriana. Grande carta itineraria romana rappresentante, in una lunga striscia, la sintesi geografica della massima espansione imperiale romana, con la rete stradale, le stazioni di sosta, le distanze fra esse interposte e moltissimi nomi di monti, fiumi e località. L'apografo giunto fino a noi risale al medioevo tardo; scoperto nei primi anni del XVI secolo dall'umanista Corrado Celtes, da lui passò a Konrad Peutinger che ne tentò la prima divulgazione e dal quale tradizionalmente deriva il nome. L'originale è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Vienna.
[testo tratto da una pagina dell'IGM, Istituto Geogafico Militare [http://www.igmi.org/ancient/scheda.php?cod=11462])].
(4) Nei pressi della costa adriatica è segnata in rosso la prosecuzione della Via Flaminia, quella che poi sarà la via Francigena del Sud, litoranea, che in questo particolare della tabula indica, da sinistra a destra, le seguenti tappe con le relative distanze in miglia romane (1 miglio romano = circa 1480 metri): Siponto-VIIII, Anxano (Lanciano)-XII, Salinis (tra Trinitapoli e Margherita di Savoia)-XII, Aufinum-VI, Bardulos (Barletta)-VIIII, Turenum (Trani)-VI, Natiolum (Giovinazzo)-VIIII, Barium (Bari). A sinistra di Bardulos (Barletta) è indicato fl. aufidus(fiume Ofanto) anch'esso, come tutti i fiumi, scritto in rosso.
Tra Siponto e Benevento la via Francigena, qui detta anche Micaelica, presenta le seguenti tappe: Siponto-XXI, Arpos-VIIII, Pretorium Laverianum Nucerie Apule (Lucera), Aecas (Troia)-XVIII, Aequo Tutico-XII, Foro Novo (presso Paduli)-X, Benevento. La via Micaelica nel tratto che dalla via Appia-Traiana presso Aecas (Troia) giunge a Monte Sant'Angelo  sul Gargano è chiamata anche Via Sacra Langobardorum.
La via Siponto - Benevento all'altezza di Foro Novo, dove sono disegnate due torri-XII, si biforca per Furfane (presso Cerignola?))-XVIII, Erdonias (Ordona)-XII, ad pirum..
La Via Traiana fu realizzata (dall'imperatore Traiano nel 109 d. C.) in parte sulla più antica Via Gellia (tratto Canosa-Bari del I sec a. C. ad opera del pretore Lucio Gellio) e in parte sulla pure precedente Via Minucia (del III sec a. C. ad opera del console Minucio Rufo?)
(5) Strabone, Geographia, VI, v.282: "Δύο δέ εισι, μία μέν ημινοική διά Πευκετίων, …"
Due sono le strade, una in realtà mulattiera attraverso i Peuceti, che chiamano Pedicoli, e Dauni e Sanniti fino a Benevento, sulla quale strada è la città di Egnatia, poi Kelia e Netion e Kanusion e Erdonia; l'altra attraverso Taranto appena a sinistra, compiendo un giro di una giornata, chiamata Appia più idonea ai carri.
(6) Scrive, a proposito della via Minucia, Elisa Salvatore Laurelli nel sotto citato testo:
    “La via Minucia, un’alternativa alla via Appia a circa 15 miglia (Æclanum) da Benevento fino a Brindisi, è indicata da Strabone (VI, 3, 7) e in parte da Orazio (Sat. I-V, 77-97), ... la si riscontra nella Tabula di Peutinger nei due assi itinerari interni Torri anonime (Ariano Irpino) - Butuntos, Butuntos - Gnatie e in quello costiero Gnatie - Brundisium. Da tali fonti pervengono riferimenti topografici, la cui integrazione consente l’identificazione del suo andamento di percorso. ...
Strabone esplica che da Brindisi partivano la via Appia ... e la Minucia che da Egnatia si allontanava dalla costa fino a Canosa, da dove poi piegava verso l’interno per Erdonia (emersa diversa da Herdonia - Ordona e prossima al f. Ofanto) innestandosi alla via Appia prima di Benevento. Il suo percorso era più breve di quello della via Appia di un giorno di cammino ma più difficoltoso, essendo una mulattiera. ...
Dalla verifica di specifici contributi attinenti alla via Minucia ... si è delineato in territorio dauno-sannita il seguente percorso: Aeclanum, Vallesaccarda, valle t.[orrente] Calaggio, parte terminale del tratturo Pescasseroli-Candela (a sud dell’odierno centro abitato), associandosi da qui all’andamento dell’Ofanto fino a Canosa passando per Erdonia ofantina. ... Erdonia of.[antina] era dunque un piccolo centro ma di rilevanza geografica che veniva emarginata dal transito Benevento-Brindisi in seguito alla costruzione della via Traiana, quando l’antico itinerario Benevento-Canosa della via Minucia veniva abbandonato e deviato, da Benevento, per Aequotuticum-Aecas-Erdonias (Ordona)-Canusio, più scorrevole svolgendosi esso in massima parte nel Tavoliere.
Canosa-Egnatia-Brindisi. In questa parte della via Minucia, il percorso indicato da Strabone (VI, 3, 7) si riflette, dopo Canosa, nella Tabula di Peut.[inger] ... l’antico insediamento individuato dal Ruta sul colle di S. Barbara a sud di Andria non corrisponderebbe a Netium, mentre potrebbe essere valida la sua ipotesi su un successivo spostamento del nucleo insediativo, dato il suo riscontro sulla datazione dei reperti ivi rinvenuti che sembra fermarsi al V sec. a.C.. Ciò troverebbe un supporto nella ricostruzione degli itinerari peutingeriani, visto che circa 3 Km a sud di S. Barbara e a meno di 2 dal punto di rilevamento delle distanze risulterebbe localizzarsi Rudas, in sito geografico distante dalla futura via Traiana e perciò omessa nell’Itinerarium Antonini.”
[tratto da "La via Minucia: Note di geografia e topografia antica", di Elisa Salvatore Laurelli, pubblicato da “Emeroteca Provinciale di Brindisi” in “Archivio Storico Pugliese” n. XLV, 1992, pagg. 7-30.]
(7) L'Itinerarium Burdigalense sive Hierosolymitanum,(così chiamato nel primo modo se si considera la città di partenza, Burdigala [odierna Bordeaux], nel secondo quella di arrivo, Gerusalemme) enumera le tappe di un pellegrinaggio compiuto da un gruppo di cristiani tra il 333 e il 334 d. C.. Queste le tappe pugliesi annotate nel viaggio di ritorno da Gerusalemme:
609. - 6 - civitas Brindisi milia XI;
- 7 - mansio Spilenaces (Torre Sabina?) milia XIIII;
- 8 - mutatio ad decimum (Torre San Leonardo?) milia XI;
- 9 - civitas Leonatiæ (Egnazia) milia X;
10 - mutatio Turres Aurilianas (Torre San Vito?) milia XV;
11 - mutatio Turres Iuliana (Masseria Vito Luigi?) milia VIIII;
12 - civitas Beroes (Bari) milia XI;
13 - mutatio Butontones (Bitonto) milia XI;
610. - 1 - civitas Rubos (Ruvo) milia XI;
- 2 - mutatio ad Quintum Decimum (prersso Rudas, in territorio di Andria?) milia XV;
- 3 - civitas Canusio (Canosa) milia XV;
- 4 - mutatio undecimum (Masseria San Marco?) milia XI;
- 5 - civitas Serdonis (Ordona) milia XV;
- 6 - civitas Aecas (Troia) milia XVIII;
- 7 - mutatio Aquilonis (presso Faeto) milia X;
- 8 - Finis Apiliæ et Campaniæ
(8) Cfr. M.Chelotti R.Gaeta V.Morizio M.Silvestrini, "Le epigrafi romane di Canosa", Edipuglia, Bari-S.Spirito, 1990, pag.254.
(9) È molto interessante, sia sotto l'aspetto storico della datazione della colonna che soprattutto dell'apporto delle civitas e dei vici limitrofi alla strada (e Rudas con Andre, Trimodie ... era uno di questi), l'osservazione grammaticale sul testo latino che Marina Silvestrini riporta nell'appendice al libro sottocitato:
"Tutti i testi del IV secolo presentano in nomi degli imperatori al caso dativo [come in gran parte delle colonne della Trainana sul tratto Canosa - Ruvo] fenomeno normale in questa età, tranne la colonna di età tetrarchica con i nomi al genitivo ... Come è stato rilevato, il dativo che sostituisce il nominativo, soprattutto comune nei primi due secoli dell'impero, costituisce per così dire il riflesso grammaticale di una diversa situazione: mentre il nominativo traduceva l'iniziativa imperiale e si accompagnava per lo più a verbi indicanti la creazione o il restauro di una strada, come nel caso dei miliari traianei, il dativo traduce l'iniziativa della collettività locale, mettendo soprattutto in rilievo l'aspetto onorifico dell'opera promossa. Se è opportuno richiamare l'obbligo alla manutenzione delle vie che, come è noto, gravava sui singoli, proprietari di fondi siti lungo le strade, e sulle comunità locali, è nel contempo necessario ricordare che la manutenzione avveniva anche indipendentemente dalla collocazione dei miliari."
Cfr. M.Chelotti R.Gaeta V.Morizio M.Silvestrini, "Le epigrafi romane di Canosa", Edipuglia, Bari-S.Spirito, 1990, pag.210.